L’attimo dello stupore

Sperare, ripromettersi ancora,
ora che il giorno è polvere e rabbia,
dimmi, a cosa serve?
Tra poco anche il buio sarà memoria di colori
e avremo due silenzi in equilibrio sulle mani.
Già lo racconta il vento
che, notte dopo notte, bistratta
le ultime avvisaglie di un coraggio
che va sempre più assottigliandosi.
Conviene asciugare le lacrime delle stelle,
confondere la nostra malinconia
con la finta ironia del pagliaccio,
credere al mago che, nella piazza del paese,
racconta che dal suo cilindro
uscirà un fiume tutto azzurro
dallo scorrere lento e dolce
un fiume da ascoltare,
da riconoscere.
Tempo di fotogramma,
quanto dura l’attimo dello stupore.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on ottobre 3, 2013 at 07:34  Comments (2)  

Con cura prendo la primavera e la apro

Di terrore mi vedo piangere ancora.
La gatta tiene tra le fauci il suo piccolo
requisito alle mie carezze di bimbo.

Desideri infiniti di cose nuove
la notte portava sempre al domani.
Il riposo era un diverso giocare
la noia non sapevi cos’era, allora.

Il mio Reno d’estate invita a bagnarsi.
L’amico è là, steso sulla riva del fiume
un uomo pompa sul petto
acqua e fango dalla bocca di lui.
La notte, disperate urla di madre mi
assalgono dentro, abbracciato alla mia.

I giorni passano pieni di voglia d’Estate
tra braghe sempre più corte e sandali,
di una misura giusta solo a metà e risa, tra
agitate rincorse al pallone di stracci legati.

Fortuna non aver nulla da far paragone
nel tutto regna un sereno completo sentire.

Ai figli della mia generazione ho dato
tutto ciò che non ho avuto, compreso le
nevrosi e le facili illusioni. Quelle, ogni
volta tolgono un pezzo di voglia di vita.

Ho dimenticato un amore, donato ogni
giorno completo di sberle sul culo s’era
il caso, trasformato in gelosia di possesso
dove l’amore è dato solo, come scontato.

Con cura prendo la primavera, quella mia e la richiudo.

Giampietro Calotti C.

Published in: on ottobre 3, 2013 at 07:30  Comments (4)  

A Tommy

Tommy

Il biondo cherubino
con gli occhi del mare,

col nasino colante
di febbricitante,

strappato…
dal grembo materno
in una notte d’inverno

La furia omicida
degli indemoniati,
avverso quell’anima
di casta innocenza

Per le bestie di Satana
la giustizia umana
ha reso sentenza,

ma è inoppugnabile…
quella dell’Onnipotenza

L’Angelo è ora
nella volta Celeste,

accanto ai suoi simili…
tra le braccia Divine

Ciro Germano

(in memoria di Tommaso Onofri – Marzo 2006)

Published in: on ottobre 3, 2013 at 07:14  Comments (5)  

Volare

Sapevo liberare
gabbiani nascosti in conchiglie.

Sapevo intrecciare
ghirlande coi raggi del sole.

Mi cibavo di chimere,
di sogni nascosti in cassetto.

Poi le parole rimasero chiuse
in una matrioska.

E mi mancò la forza
per farle volare.

Sandra Greggio

Published in: on ottobre 3, 2013 at 07:12  Comments (5)  

Milano

Milano vicino all’Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro
un ole’ da torero
Milano che quando piange
piange davvero
Milano Carabinieri Polizia
che guardano sereni
chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco
e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica
Milano che fatica
Milano sempre pronta al Natale
che quando passa piange
e ci rimane male
Milano sguardo maligno di Dio
zucchero e catrame
Milano ogni volta
che mi tocca di venire
mi prendi allo stomaco
mi fai morire
Milano senza fortuna
mi porti con te
sotto terra o sulla luna
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
Milano che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano piovuta dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano lontana dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero

LUCIO DALLA
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Published in: on ottobre 3, 2013 at 06:53  Comments (1)