Sacro

 
La seduzione del tuo oracolo
piccolo taglio mollusco
fatto di attente cabine
e saloni moderni
dentro l’antico guscio
di una conchiglia
sbattuta dal mare
sulla battigia
dei miei desideri
neri…
e poi,
ti sei stancata di me
e mi hai detto : -non ne ho più voglia-.
Non ne hai più voglia?
Come non si ha più voglia di un gelato
di una bibita gassata
di un battesimo
di uno stupido e noioso spettacolo scolastico?
O non hai più voglia di me
che non chiedo l’aumento
e non sono un numero!?
Il mio cuore è già in cucitura
e cosa importa se gli altri vanno nel tuo corpo
come piccoli chiodi su legni di tela
e cosa importa se sei il gradino per salire nell’indice del tempo
e cosa importa, cosa
se tutti raccontano male la storia per cui da un frammento di luce
fu creato il tuo seno sinistro.
Io malgrado tutto ero vivo
il giorno in cui iniziarono ad uccidermi
e sono vivo anche ora
che mi hai finito.
Ti chiedo scusa se ti odio così tanto
forse
ti potrai sentire
finita
fatta
esaudita
ma dico
forse :
non scordarlo!
Ed è così che mi sono steso un nastro sulle palpebre
-ti ricordi i miei occhi, il mare sulla tua spalla?-
io che avanzo più buio di tutte le ombre
tra soffitti di ghiaccio e botteghe inceppate
io che mi arrampico sull’albero
per sussurrargli all’orecchio
cose che non hanno modo di essere ripetute
o trascritte
o tramandate
io che sanguino dalle dita dei piedi
per annegare gli insetti
io, colui a cui domandasti:
-Perché spergiuri l’amore?-.
Perché è sacro
Perché è sacro
Perché è sacro
                       maledizione!

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 6, 2013 at 07:34  Comments (6)  

Ti guardo spogliato…

 
E’ l’attimo in cui il giorno
passa all’altro il testimone.
Solitudine complice e silenzio
fan di tentazioni arduo rifiuto.
 .
E se il giorno virtuoso fu
per le distrazioni degli affanni
ancor più il desiderio esplode
di ciò che saggezza vietar dovrebbe.
 .
Avverti della coscienza
voce  ad uno severa e suadente
ma languor di brama ti sorprende
e nel dilemma vivi l’angoscia.
 .
Ti guardo spogliato, invitante,
di profumo asperso l’ambiente.
Salivazione umida e lasciva
testimonia la mia debolezza.
 .
Di dignità impennata improvvisa
soccorre vacillante volontà:
un ultimo sguardo di rimpianto
e gettandoti nel cassonetto
 .
ti abbandono con doloroso addio,
agognato panettone mio.

Elide Colombo

Published in: on ottobre 6, 2013 at 07:19  Comments (4)  

Avorio

Oriente

Parla il cipresso equinoziale, oscuro

e montuoso esulta il capriolo,

dentro le fonti rosse le criniere

dai baci adagio lavan le cavalle.

Giù da foreste vaporose immensi

alle eccelse città battono i fiumi

lungamente, si muovono in un sogno

affettuose vele verso Olimpia.

Correranno le intense vie d’Oriente

ventilate fanciulle e dai mercati

salmastri guarderanno ilari il mondo.

Ma dove attingerò io la mia vita

ora che il tremebondo amore è morto?

Violavano le rose l’orizzonte,

esitanti città stavano in cielo

asperse di giardini tormentosi,

la sua voce nell’aria era una roccia

deserta e incolmabile di fiori.

MARIO LUZI

Published in: on ottobre 6, 2013 at 07:03  Comments (3)  

Delirando il mio nome

 
Tace
sulla mia bocca
il tuo respiro
 
Urla altrove…
 
Tra le anse
di un fiume che sfocia.
Delirando il mio nome

Lady Rose

Published in: on ottobre 6, 2013 at 06:59  Comments (3)  

Amore di madre

L’amore ha tante facce, tanti modi per manifestarsi.
Amore è il tuo quando sfuggi dal mio sguardo, vuoi nascondere
quando sei triste, o troppo nervoso.
Non sai che niente sfugge a una madre che ama suo figlio, le tue parole
a volte mi possono far male ma ho il dovere di ascoltarti,
ascoltandoti in silenzio posso dimostrarti il mio infinito amore.

Gianna Faraon

Published in: on ottobre 6, 2013 at 06:52  Comments (4)