Dea nuda

Dea nuda
 
Dea nuda baciata dal sole
in alcova d’acquamarina
e chiare roccie accasate al mare.
Sorgono umani pensieri
da sognanti occhi immersi
in concupiscenti trasparenze.
Beltà, dalla beltà creata,
in quel brillio di luci
che celian con l’eterno,
l’essere suo rabbrividisce.
Scorre l’acqua cristallina
fra delicate dita
e a quel lucente vetro
chiede se l’auspicata vita
si colmerà d’amore,
se un uomo la scalderà
e la bacerà, com’adesso il sole.

Alberto Baroni

Published in: on ottobre 7, 2013 at 07:36  Comments (3)  

Anima eterea

 
Anima eterea
vestita sol
di velo sottil
ti offri pura
al desiato abbandono.
Incontro ed estasi
oltre movenze flessuose
e cerulei palpiti.
Nuda e senza remore,
come farfalla libera che
danza sulla corolla in fior,
vai incontro
all’abbraccio del cuor
sublime che ti regalò
fatal l’amor!

Roberta Bagnoli

Published in: on ottobre 7, 2013 at 07:32  Comments (3)  

La somma

 
In fondo al  mare affondan le illusioni,
furono amare e già spente passioni.
 .
Vissi la vita come fosse un canto,
or che tradita ogni speranza resta
attendo il mesto chiudersi la festa.
 .
Musica amai e fu per me conforto,
tempo passai a legger quadri e libri.
Ore sprecate, simili a ludibri.
 .
Altre emozioni avrei potuto dare
o tentazioni o fors’un grande amore
a chi questo attendeva con timore.
 .
Oggi, con ossa stanche e consumate,
vedo la fossa, penso al mio passato,
il cruccio sento d’avere poco amato.
 .
E non c’è un dopo a dar la soluzione,
resta un canopo e, triste, una canzone.

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 7, 2013 at 07:24  Comments (8)  

Prime sere d’inverno

Inverno

Sono giorni senza sollievo,
quando piango e non un alito
a smuovere leggera la carta
che la penna mia carezza.
Non odo d’uomo lontano
conforto alcuno e affetto,
quasi indegna a meritarli:
forse a castigare bisogni
che non dovrei provare.
Non odo di sensibile dolore
singulto amorevole per me
stupirmi d’emozione altrui.
Manco un cane a farmi festa.
Sciocca io, a rimirarmi sto
in un quadro scolorito da ore
dipinto nel poco passato
da chi giurava d’amarmi e
mi fugge e fugge le parole
che per lui ho dentro care.
Bagno fogli senza macchia
d’abbandono pallidi, smorti
come un viso scoraggiato
e piangenti come inchiostro
che tra le mani oneste stilla
pianto d’incompresa solitudine.
Quando sciocca, penso a chi
più non mi pensa, manco solo
a me stessa… e chino il capo.

Daniela Procida

Published in: on ottobre 7, 2013 at 07:18  Comments (2)  

Nel cortile mi lavavo

Cortile di stelle

Mi lavavo all’aperto ch’era notte.
Di grezze stelle ardeva il firmamento.
Il loro raggio è sale sull’accetta. La botte
colma, orli rasi, ghiaccia e si rapprende.

La porta del cortile è ben sprangata;
la terra, secondo la coscienza, è dura.
Troverai a stento più puro ordito della
verità d’una tela fresca di bucato.

Una stella si discioglie come sale nella botte,
più buia è l’acqua gelida,
più pura la morte, più salata la sventura,
ed è più vera e più terribile la terra.

OSIP ĖMIL’EVIČ MANDEL’ŠTAM

Published in: on ottobre 7, 2013 at 07:12  Comments (2)