Vorrei incontrarti fra 10 anni

 
Vorrei incontrarti tra dieci anni, cavalcando  un attimo sulle ali del futuro
Vorrei guardarti negli occhi, chiederti se stai bene e come va la tua vita.
Vorrei domandarti se sei felice delle tue scelte
se la crescita e l’evoluzione di chi hai vicino ti hanno dato quella serenità appagante che cercavi
e gonfiato il petto d’orgoglio.
Sapere se sei soddisfatto delle cose che hai realizzato e ancora: se hai avuto successo,
se i tuoi lavori ti hanno dato fama e notorietà e se questa ti è piaciuta.
Vorrei chiederti come ti senti ora che “vecchio”  lo sei davvero,
rispetto a quando, precedendo e anticipando gli eventi, non lo eri: soltanto ti sentivi tale.
Chissà se ti sarai crogiolato sulle tue “contrarietà” o se, finalmente,
hai preso coscienza, che derivavano anche da “prese di posizione”…
Dalla mancanza di coraggio di cambiare le cose.
Ma, ciò che più mi preme dentro, è sapere se ora  puoi dire, in tutta sincerità
che in quel tempo lontano, in una decisione repentina, facesti bene a spegnere quella luce …
A soffocare la tenerezza di un sentimento che nulla chiedeva, se non di gioire e sognare.
Per cedere il passo ad una fantomatica senilità che il cuore non  capisce…
Vorrei incontrarti tra 10 anni per chiederti, infine se hai pensato mai,
che poteva essere  diverso  questo tempo…
Tanti o forse pochi anni, che avrebbero contato quanto una vita intera!
ANNI…
adesso, pensando a questa proiezione futura, dimmi: è davvero valsa la pena, rinunciare?
Vorrei incontrarti tra dieci anni, per chiederti se hai dimenticato.

Sandra Tosi

Published in: on ottobre 8, 2013 at 07:41  Comments (5)  

Mattino

Svegliarsi
al vagito
di un neonato
raccolto
sul seno.

L’Aurora
passando
mi ha lasciato
un Pensiero Positivo
fra le lenzuola.

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 8, 2013 at 07:35  Comments (11)  

Estate

Donna di spalle2

C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

CESARE PAVESE

Published in: on ottobre 8, 2013 at 07:21  Comments (2)  

C’è sempre un tarlo

a mangiarmi l’anima,
dovunque io vada,
dovunque io cerchi di stare.
Nel mare stamani respiro
il vuoto minaccioso:
le onde si avvicinano alla riva
come un branco di squali silenziosi.
Solo l’amore mi può salvare.

Simone Magli

Published in: on ottobre 8, 2013 at 07:05  Comments (6)  

Parole libere

Rotaie fiori

Chi lascia la strada vecchia …
può perdere anche lo zampino
con le mani nella marmellata
e anche andando piano
non è detto che vada lontano
dipende tutto dall’infausto destino
quando Giove si scontra con Marte
e la terra non sa dove andare.

Ho visto barche trascinate dalla scia
e pescatori in bermuda ballare la samba
su spiazzi palafittati su laghi di gasolio.

Ho visto aerei muovere le ali
e volteggiare senza motore
in cieli di piombo sussurranti tempesta.

Ho visto rotaie a scartamento ridotto
piene di fiori  da portare al paese
che non c’è più.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 8, 2013 at 07:02  Comments (4)