Questa notte non parlerò alla luna

Mond
 
Questa notte non parlerò alla luna.
Me ne andrò ad inseguire il giorno,
troppo grande il regalo che mi ha fatto
per non fargli un po’ di corte estrema.
 .
Sotto il sole d’esaltante primavera,
ho sbattuto nella curva di un sorriso.
L’ho percorsa, tutta, in lungo e in largo
e non voglio invischiarla tra i ricordi
fino a quando non sia stata ripercorsa.
 .
Questa notte non parlerò alla luna
se non, solo, per metterla al corrente!

Aurelio Zucchi

Premiata al Concorso Letterario Internazione “Il Saggio” 2011

Published in: on ottobre 11, 2013 at 07:36  Comments (2)  

La favola del mondo

Frammenti di vita
Bandiere di una storia
Vecchia, impolverata
…un’altra epoca.
Silenzio di parole
ombre – di notte
L’onestà, veste stracci
zingaro di tutti i tempi
Laggiù, c’è il mercato
dei cavalli finti
schiavi dell’essere umano
Signore svestite
da ogni pudore
vicini i tamburi
messaggeri di morte
La nobiltà ingoia
lo snobismo del tempo
strade funebri
carrozze di lusso
Bianco
E
Nero
Nulla è cambiato
nel sua andare
Nulla esiste
nel labirinto umano
Dio – Potere
Dio – Avere
Dio – Ricchezza
e
la favola del mondo continua…..

Anileda Xeka

Published in: on ottobre 11, 2013 at 07:35  Comments (2)  

Lacrime di stelle

 
Notte acquamarina
di cristallo
brividi di mare
nel silenzio
di lacrime di stelle.
Un nave randagia
pellegrini esuli sfrattati
alla ricerca
di un mondo buono.
Fiori di candele tremano,
sono pietà del cielo
su respiro del mare
che culla
raccapriccianti scenari
sull’onde della luna…
guizzi sognano ardenti
su tremore
che gioca col fruscio…
e l’onda nuda copre
carezze scivolando
con le mani pietose
la speranza.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 11, 2013 at 07:24  Comments (7)  

Questioni

Voglio chiedere ai passeri
come piangono quando il piombo li colpisce.
Voglio chiedere agli alberi della foresta
come si lamentano quando li abbatte il taglialegna costringendoli a dormire.
Perfino della pietra, quando è frantumata,
voglio conoscere i reali sentimenti.
E le campane… com’è che non versano sangue e pianto?
Voglio chiedere ai vermi della terra
sulle profonde tenebre sinistre… e sul freddo privo di misericordia.
All’asino sulla sua paternità.
E i segnali delle strade che conducono alle lontane città,
voglio conoscere i segreti della loro solitudine serale coperta di ruggine,
d’umidità, e dei fremiti del quieto metallo.
Voglio intrufolarmi nel cuore di tutto ciò che si muove
e gridare a suo nome.
Ogni animale è condotto al macello dal suo padrone… eppur continua a
pascolare.
Ogni corpo inanimato è disperato. Ogni insetto.
Ogni piccola mandorla che cade quando non vorrebbe
voglio che abbia la sua giusta parte nel mio cuore in cui ritrovarsi.
… Quanto all’uomo
quanto all’uomo…
la grande creatura che parla d’amore, che conosce la coniugazione dei verbi,
la guida delle locomotive
e la meditazione
e la bianca menzogna e la menzogna nera
e la scelta delle scarpe adatte
e le maniglie delle porte
e i quaderni
e il grado di concentrazione degli acidi chimici velenosi…
L’uomo…
l’uomo che sorride e manifesta i propri sentimenti,
che canta comunque vada.
L’uomo che produce morte copiosa,
e le feste che a malapena dan sollievo alla mano solinga!!
Con tutto ciò, non voglio chiedergli
se sono le fruste che si abbattono sul suo corpo
a costringerlo, forse, talvolta, a gridare a gola spiegata
“Ah… madre mia…” “…

NAZIH ABU AFASH       (Poeta siriano)

Published in: on ottobre 11, 2013 at 07:14  Comments (2)  

Palcoscenico

 
nel muto desiderio della notte
le luci brillano ammiccanti
unendosi in un punto
alla fine del lago
che lasciato il suo gioco di colori
si stende tappeto vellutato
macchiato di corrusco giallo lunare
 .
sul palcoscenico di una stella
l’amore recita
la sua farsa sentimentale
 .
non c’è finale:
il vento di nascosto
ruba le parole
e le nasconde nel silenzio.

Giovanni De Simone

Published in: on ottobre 11, 2013 at 07:02  Comments (10)