Canzone per mia madre

Scarmigliata

CANÇÃO PARA MINHA MÃE

Uma mulher a cantar

De cabelo despenteado

(Era o tempo das gaivotas

mas o mar tinha secado)

Pelos secos braços caìam

Frutos maduros de outono,

Pelas pernas escorriam

Águam mortas de abandono

(Uma criança juntava

o cabelo destrançado)

Gaivotas não as havia

E o mar tinha secado.

 

§

Il canto di una donna

dai capelli sconvolti

(era il tempo dei gabbiani

ma il mare era asciutto)

Dalle magre braccia cadevano

Frutti maturi d’autunno,

Dalle gambe scorrevano

Acque morte di abbandono

(Un bimbo riuniva

i capelli disfatti)

Gabbiani non ce n’erano

E il mare era asciutto.

EUGÉNIO DE ANDRADE

Published in: on ottobre 12, 2013 at 07:49  Comments (2)  

Memorie

Lontano
Nel tempo
Nella distanza
Assenza
Vicino
Nella memoria
Ritrovata
Presenza
Ricordi
Scolpiti
Su una lapide
Epigrafica

Danila Oppio

Published in: on ottobre 12, 2013 at 07:44  Comments (4)  

Ai piedi tre ciabatte

Oh! il niente pien di cose
di foglie vaporose
di buste natalizie
nascoste fra calvizie:

spedir dei marameo
oh a chi m’intendo eo
plebeo o corifeo
romeo o cicisbeo:

oh! acrostico di vita
edènico cantore
che spassa in una gita
vivendoci l’amore:

oh! ascosto in mausoleo
di donne un gineceo
insieme al gran pigmeo
che scrive un imeneo:

oh! e dopo l’iniziale
vocale o consonante
tornare a sghignazzare
con l’elfo svolazzante:

fra i denti un po’ di latte
e in bocca un salamino
in testa un cappuccino
e ai piedi oh tre ciabatte:

due bolle oh! di sapone
in viaggio per Torino
e dentro un io piccino
che fa una buona azione:

cantare a squarciagola
grugni e linguacce a tutti
suonare oh! la mandola
raccoglier buoni frutti:

per un partenopeo
incidere un cammeo
da esporre oh nel museo
vicino a un piagnisteo:

quindi oh! di poesia
gridarne a tutto il mondo
e in giro errabondo
ballare con mia zia:

quest’è la storia antica
di arditi sognatori
che mangiano l’ortica
insieme oh ai trovatori!

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 12, 2013 at 07:40  Comments (2)  

A Ciccio e Tore

Ciccio e Tore

Quali  atroci  sofferenze
han  dovuto  patire…

le  innocenti  creature
nell’antro  profondo…
al  freddo  e  al buio ?

Cosa  li  ha  involati  a  Dio ?

Il dolore,  l’inedia
o  l’enorme  terrore ?

Due  angioletti  di nome …
Ciccio   e  Tore

Sacrificali,  caste  vittime
dell’imponderabile,

e  del  malefico  egoismo
dei  loro  stessi  protettori

Ciro Germano

(in memoria di Francesco e Salvatore Pappalardi – Giugno 2006)

Published in: on ottobre 12, 2013 at 07:29  Comments (2)  

Brucio

 
Fuoco
fuoco vivo
sotto la cenere
sepolto negli anni
dimenticato
come un linguaggio antico
come un gesto perduto,
non sono morto
è presto per rinunciare
non sono morto
ardo disperato
malinconico
impotente
davanti a questa terribile
forza primordiale.

Gian Luca Sechi

Published in: on ottobre 12, 2013 at 07:27  Comments (2)