Bernardo ed Eleonora

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(parafrasi poetica di una novella di Laura Mancinelli)

 
All’ ossa avea dolori il buon Bernardo,
sul pulpito temea non più salire,
dall’alto forse non potrà inveire,
né fulminare tutti con lo sguardo.
 .
Quindi alle terme spesso si recava
fanghi e massaggi son la soluzione
alle sue pene e questa è la ragione
che al cielo, con gran fede, lui guardava.
 .
Là l’accudivan vecchie e spente donne,
che alla sua virtù mai attenteranno,
così nessun peccato, nessun danno,
verrà a quel santo uom da quelle gonne.
 .
In lingua d’oil regnava Eleonora
regina fu due volte e illuminata
ma all’arte accompagnava una vampata
e la dovea appagar almeno ogn’ora.
 .
Ed era pure donna di gran gusto,
da quei, che poi fu santo, fu ammaliata
così ci pensò tutta una  giornata
a come aver Bernardo ch’era un fusto.
 .
Il monaco si stese sulla panca
e gli occhi chiuse mentre che aspettava
quel caldo fango che lo ricreava,
che infin su lui discese e a destra e a manca.
 .
Dal collo ai piedi si trovò coperto
dall’impastato morbido tepore,
ma dopo un po’ sentì, con gran terrore,
che man l’accarezzava ove fu aperto.
 .
Gli occhi sbarrò, divenne già furente,
tentò di sollevarsi dal lettino.
Ogni suo sforzo è inutile, oh destino,
contro il cemento c’era da far niente.
 .
Dovette rassegnarsi e poi pensare
che il rival suo Abelardo avea ragione,
perché se pecchi senza l’intenzione
nessun peccato avrai da confessare.
 .
Così Eleonora ebbe gran vittoria
e pur Bernardo seppe, in fondo in fondo,
che un po’ d’amore serve a questo mondo.
E i salmi tutti finiranno in gloria.

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 16, 2013 at 07:27  Comments (17)  

Sgombero

Finito il vento forte
quello che passa per le storie
che non cancella sangue e tantomeno
impronte. Lo sapeva
chi stava alla tastiera della vita
quasi passate invano cose estreme
al tocco delle dita
_ i criminali con ombrelli a fiori_
i morti nelle cripte delle chiese

ma il bagaglio di scorie
nel colloquiare in angoli desueti
un bicchiere di vino e una finestra
aperta sui dissolti muri
_solo fantasmi in vista_
e la figura
prendere un po’ di luce, appena un po’
nel divagare assolto

Cristina Bove

Published in: on ottobre 16, 2013 at 07:06  Comments (4)  

Questo amore

Questo amore

Questo amore segreto
questo amore così intenso
questo amore così unico
questo amore tanto importante
così impetuoso e travolgente
questo amore che toglie il respiro
o che ci fa accartocciare lo stomaco
questo amore che lascia interdetti
perché fuori dalle regole
contrario ad ogni convenienza
questo amore così tenero e dolce
ma forte come un temporale
questo amore sempre sotto esame
tante volte ucciso ma sempre risorto
questo amore che supera tutto
e si rinnova di giorno in giorno
diventando sempre più grande
questo amore che ha il sapore delle fragole
e il profumo delle mimose
questo amore incomprensibile a volte
eppure giusto
proprio perchè senza motivo vero
questo amore che ci unisce
che appiana le diversità
questo amore che ci stupisce di continuo
questo amore che non si dice eterno
ma che sappiamo durerà per sempre
questo amore di due vecchi bambini
che vi ritrovano la gioia di vivere
questo amore così limpido e puro
che non ammette scuse o compromessi
questo amore che ci fa piangere e gioire
che ci fa sentire vivi
perché vero come un tramonto sul mare
questo amore sublime e diverso
questo amore siamo noi
e per questo,
sì,  per questo
dobbiamo lottare!

Sandro Orlandi

Published in: on ottobre 16, 2013 at 06:59  Comments (13)  

Verrò quando sarai più triste

Bed shadow

I’LL COME WHEN THOU ART SADDEST

I’ll come when thou art saddest,
Bring light to the darkened room,
When the rude day’s mirth has vanished,
And the smile of joy is banished
From evening’s chilly gloom.

I’ll come when the heart’s worst feeling
Has enitre, unbiassed sway,
And my influence o’er thee stealing,
Grief deepening, joy congealing,
Shall bear thy soul away.

Listen! ‘tis just the hour,
The awful time for thee.
Dost thou not feel upon thy soul
A flood of strange sensations roll,
Forerunners of a sterner power,
Heralds of me?

§

Verrò quando sarai più triste,

steso nell’ombra che sale alla tua stanza;

quando il giorno demente ha perso il suo tripudio,

e il sorriso di gioia è ormai bandito

dalla malinconia pungente della notte.

Verrò quando la verità del cuore

Dominerà intera, non obliqua,

ed il mio influsso su di te stendendosi,

farà acuta la pena, freddo il piacere,

e la tua anima porterà lontano.

Ascolta, è proprio l’ora,

l’ora tremenda per te:

non senti rullarti nell’anima

uno scroscio di strane emozioni,

messaggere di un comando più austero,

araldi di me?

EMILY JANE BRONTË

Published in: on ottobre 16, 2013 at 06:57  Comments (2)  

Io te e Kandinsky

Sono la figura scomposta
astratta ma ben definita
sono la linea tracciata
nel triangolo appuntito
di un apparente e caotico dipinto
E sono cerchio da circumnavigare
tu mi passi intorno
tutto da esplorare
nel verde di una pennellata
un violino per una serenata
e nella quiete ritrovata
fra le tue braccia addormentata.

Beatrice Zanini

Published in: on ottobre 16, 2013 at 06:53  Comments (5)