La zingara

La zingara già sapeva di noi,
me l’aveva anticipato un giorno al mercato:
“Dammi un euro”- mi aveva detto –
e ti svelo il destino”.
La zingara sapeva già tutto di noi,
me l’aveva detto rubandomi la mano,
leggendo non so cosa tra le linee sfiorite.
“Dammi un euro” – piagnucolava –
avrai un amore giovane, ma devi pagare per questo”.
Ridevo divertito, quel giorno al mercato.
“Paga, ascolta me bel giovane;
La profezia sarà funesta, se non versi il dovuto”.
Ma lei era molto più giovane di me,
non riusciva a vedere i miei anni.
Tutti non vedevano i miei anni,
ma il sacco pesava sulle spalle:
la profezia non poteva interessarmi.
Ma venne l’amore lo stesso,
arrivò all’improvviso come una folata di vento,
mi arruffò i capelli,
ma dopo mi sconvolse anche l’anima e la ragione.
Oggi ripenso a quella zingara,
la cerco per le strade,
davanti ai supermercati.
L’amore l’ho perso e vorrei pagare il dovuto,
vorrei pagare per quello che ho avuto.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on ottobre 19, 2013 at 07:31  Comments (5)  

Un incontro

In campagna
ho incontrato
una pietra antica
e grande.
Era umida di fango
e aveva tanti buchi
piccoli piccoli.
Sembrava malata.

Mi ha parlato
e l’ho ascoltata.

Non ricordo più
la mia età.
Ero un macigno,
sono stata anche di granito.
Ero molto forte
e tutti di me avean paura.
Resistevo a tutti gli eventi

Un giorno sono precipitata
dalla cima
di quella montagna,
ho accarezzato molti alberi,
non ho ammazzato un animale,
non ho sfiorato una casa.
Alla fine
sono arrivata in questo prato
in cento pezzi,
sparsi qua e là,
quasi a segnare confini
che non esistono.
Sono diventata  piccola
anche se per te
sono grande.

Ho ospitato
qualche fiorellino
ma senz’acqua
è diventato pietra
anche lui.

E quei buchi? domandai.
Questi non sono buchi,
mi rispose.
Sono ferite infertemi
dai tuoi simili,
per gioco,
per divertimento,
per dimostrare
che l’uomo è sempre
il più forte
anche contro il nulla.

Gavino Puggioni

Published in: on ottobre 19, 2013 at 07:22  Comments (3)  

Ariosa composizione

Ho etichettato
in paludi sommerse
molte aspettative
da cui respirare aria buona.

Poi leggermente
come passo di formica
ho visto affogare
il malizioso terreno
su cui credevo
potessero nascere fiori.

In attimi di così intensa
illusione
la forza è
illusione
anch’essa.

Il trambusto raccolto
non è altro che aria
cattiva e soffocante
da cui sparpagliare
velocemente
ogni utopia cresciuta
in odore di composta
esposizione…

Glò

Published in: on ottobre 19, 2013 at 07:14  Comments (3)  

Chiavi nel pozzo

Avere nel cuore tanto da dire,
ma temere che le parole
s’avviluppino in foglie d’edera,
rimanendo impigliate
come nelle maglie
di una rete di pescatori.

Avere sulle labbra tanti baci da dare,
ma temere di trovare porte serrate
con spranghe di ferro.

Decidere infine
di fare del proprio cuore uno scrigno,
dopo aver gettato la chiave
in fondo al pozzo.

Visibile solo alla luna.

.
Sandra Greggio

Published in: on ottobre 19, 2013 at 07:11  Comments (6)  

In riva al mare

Tirreno, anche il mio petto è un mar profondo
E di tempeste, o grande, a te non cede:
L’anima mia rugge ne’ flutti, e a tondo
Suoi brevi lidi e il piccol cielo fiede.

Tra le sucide schiume anche dal fondo
Stride la rena: e qua e là si vede
Qualche cetaceo stupido ed immondo
Boccheggiar ritto dietro immonde prede.

La ragion da le sue vedette algenti
Contempla e addita e conta ad una ad una
Onde e belve ed arene in van furenti:

Come su questa solitaria duna
L’ire tue negre a gli autunnali venti
Inutil lampa illumina la luna.

GIOSUE’ CARDUCCI

Published in: on ottobre 19, 2013 at 07:05  Comments (4)