Vivi il tempo

 
Perché guardare il calendario e “adeguarsi all’età”
se quel solco tra gli occhi sorridenti e felici di ieri, si evidenzia?
Certo i capelli sono imbiancanti, il corpo è modificato,
l’intelletto è differente, ma  il cuore è uguale.
Le sue emozioni sono immutate!
 .
E’ il cuore l’unica fonte che ha compreso
l’inutilità di un almanacco inventato dagli uomini
e ignaro dei  giorni che passano, ha imparato che il tempo,
nei confronti dell’eternità, non esiste.
E’ il solo cosciente che lasciandosi schiacciare dai compleanni, arriverà la vecchiaia!
E domani, non ci sarà un sogno in attesa,
la voglia di fare festa il gioco, la  creatività …
 .
La fiducia  esiterà e gli occhi non brilleranno
per un sorriso, un sospiro, un abbraccio …
Non  chiamarli “anni che passano”, smetti di guardare l’orologio,
godi del dono dell’esistenza ogni giorno, ogni momento
o sarai vecchio e senza aspettative,
quando l’intelletto  arido d’Amore, soffocherà ogni pensiero
 .
Perché la grandezza del tempo è la VITA!
Ed è vita a vent’anni a cinquanta, a  ottanta!
Misura quanto hai vissuto, amato, sofferto, esultato e sorridi.
Strimpella il pianoforte ascolta un violino, canta stonando,
sogna, medita, dipingi un quadro rubando i colori all’arcobaleno,
scrivi  i tuoi desideri, i tuoi pensieri, il tuo vissuto.
Scrivi su un quaderno in bella copia, non per gli elogi o  la celebrità, 
solo per Amore.
 .
E non staccare mai la spina del cuore per inserire quella della razionalità,
o arriverà il giorno in cui la mente avrà il sopravvento sui sentimenti
e sarai vecchio dentro …
Vivi la vita: un susseguirsi dì situazioni favorevoli e non,
di fatti piacevoli e non, di cadute, di rinascite.
Accoglila!
 .
La serenità e il sorriso sono dietro l’angolo, ma quell’angolo bisogna svoltarlo .
Fa in modo che domani, quando cercherai  una carezza,
tra le tue mani non ci siano soltanto …
Un anonimo calendario e un orologio da stringere!

Sandra Tosi

Published in: on ottobre 21, 2013 at 07:48  Comments (5)  

Gli idoli

 
La perfezione del tuo fosso che per un giorno intero ti accendo
raccogliendo dalle pareti lo stampo del tuo amore
riponendolo in vecchie e scassate scatole per biscotti
adorando gli stupidi che disinnescano le loro vene
preferendo portare il bronzo tra i denti piuttosto che un trattato di pace
e l’insensatezza di mettersi nudo davanti le insegne dei servizi editoriali
che ti stringono le palle come fossero uno studio notarile
ventunesimo secolo e nessuno ancora capace di intendere
troppi invece di volere…
 .
negli angoli bui delle tue curve subnormali
fantastiche teste d’angelo aggrappate alla testuggine delle stelle
mentre molti raccoglievan sigarette incellophanati dopo concerti
che spezzavano cuori trangugiando violenti rapporti orali
in stanze disossate
in appartamenti materni
in parchi troppo spogli per ripararli dagli occhi appiccicati alle foglie
che passavano la notte strofinando articolazioni ritmiche sui propri blue jeans
che staccavano manoscritti dai nidi delle nostre ciglia
riempendoci di luce e sborra e carezze di atlantico o riempendoci e basta
che attaccavano i loro cuori a vecchie bombole del gas per fare esplodere
il mare intero,
la perfezione del tuo fosso che ti accendo, che tu mi accendi,
oh! lascia stare le mutande, oggi se dio vuole posso essere la tua spina christi,
il tuo santo bevitore, il tuo trafficante di nenie,
oggi se tutte queste morti lo vogliono posso essere l’idiota che spara fuoco dalle vene
il santo inchiostro battezzato dagli idoli delle bare senza fiori
i dimenticati che mi ricordano di amarti come posso…
santo santo santo, il fiore che nessuno porterà…

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 21, 2013 at 07:37  Comments (3)  

Vita

Unione di due corpi,
spinti dal desiderio,
attratti dal loro profumo,
dal sorriso di quelle labbra invitanti,
dal movimento sensuale di quel corpo
tanto desiderato,
da quel celere battito del cuore.
Tu nasci da questo come un fiore in un prato,
in quel prato chiamato utero,
tu trovi la tua linfa per crescere.
Attraverso gli occhi di una donna tu vedi il sole,
con il calore del suo corpo ti riscaldi,
con i battiti del suo cuore impari le note musicali.
Succhiando il suo sangue cresci ed impari ad amarla,
tu sei la vita, il futuro, sei l’amore.

Gianna Faraon

Published in: on ottobre 21, 2013 at 07:35  Comments (2)  

Mare profondo

 
 
Questo mare
scuro
che si increspa
dietro
gli occhi
non è solo
un sogno pauroso
e ne mascheri
il fruscio rabbioso
con il suono
delle risa.
A volte
la paura non serve
anche se non riesci
a scorgere il fondo.

Gian Luca Sechi

Published in: on ottobre 21, 2013 at 07:02  Comments (3)  

Solitudine messicana

MEXICAN LONELINESS

And I am an unhappy stranger
grooking in the streets of Mexico-
My friends have died on me, my
lovers disappeared, my whores banned,
my bed rocked and heaved by
earthquake – and no holy weed
to get high by candlelight
and dream – only fumes of buses,
dust storms, and maids peeking at me
thru a hole in the door
secretly drilled to watch
masturbators fuck pillows –
I am the Gargoyle
of Our Lady
dreaming in space
gray mist dreams —
My face is pointed towards Napoleon
—— I have no form ——
My address book is full of RIP’s
I have no value in the void,
at home without honor, –
My only friend is an old fag
without a typewriter
Who, if he’s my friend,
I’ll be buggered.
I have some mayonnaise left,
a whole unwanted bottle of oil,
peasants washing my sky light,
a nut clearing his throat
in the bathroom next to mine
a hundred times a day
sharing my common ceiling –
If I get drunk I get thirsty
– if I walk my foot breaks down
– if I smile my mask’s a farce
– if I cry I’m just a child –
– if I remember I’m a liar
– if I write the writing’s done –
– if I die the dying’s over –
– if I live the dying’s just begun –
– if I wait the waiting’s longer
– if I go the going’s gone
if I sleep the bliss is heavy
the bliss is heavy on my lids
– if I go to cheap movies
the bedbugs get me –
Expensive movies I can’t afford
– if I do nothing
nothing does

§

E sono uno straniero infelice
contento di scappare per le strade del Messico
I miei amici sono morti su di me, le mie
amanti svanite, le puttane bandite,
il mio letto sbattuto e sollevato dal
terremoto – e niente erbasanta
per uno sballo a lume di candela
e sognare – solo spurghi d’autobus,
ventate polverose, e cameriere che mi sbirciano
da un buco nella porta
segretamente attizzate alla vista
degli onanisti fottenti cuscini –
Io sono la Gargolla
di Nostra Signora
che sogna nello spazio
sogni di grigia nebbia –
Il mio volto è puntato verso Napoleone
– io non ho forma –
La mia agenda è piena di DEFUNTO
non ho valore nel vuoto,
in patria senza onore, –
Il mio unico amico è un vecchio pederasta
senza macchina per scrivere
Chi, se è mio amico,
lo beccherò nel culo.
Mi resta ancora un pò di maionese,
tutta un’inutile bottiglia d’olio,
contadini mi lavano il lucernaio,
un matto si schiarisce la voce
nel bagno a fianco
cento volte al giorno
condividendo il soffitto con me –
Se mi ubriaco mi viene sete
– se cammino il piede mi cede
– se sorrido la mia maschera è una farsa
– se piango non sono che un bambino –
– se mi ricordo sono bugiardo
– se scrivo la scrittura è passata –
– se muoio il morire è finito –
– se vivo è appena cominciato –
– se aspetto l’attesa è più lunga
– se vado l’andare è andato –
se dormo la beatitudine è pesa –
mi pesa sulle palpebre –
– se vado a un cinema da poco prezzo
mi assalgono  le cimici –
I costosi non me li posso permettere
– se non faccio niente
non fa niente

JACK KEROUAC
Published in: on ottobre 21, 2013 at 06:56  Comments (2)