Il coraggio di specchiarsi

 La pace di questo lago, il verde perfetto
 si bevono i miei occhi.
 Il cielo, soffitto grigio, vuole
 distrarmi, che io scriva per lui.
 Sono il passaggio abusato
 fra l’esistenza e la vita.

 Simone Magli

Published in: on ottobre 22, 2013 at 07:43  Comments (8)  

Momenti

 
Dimorano gli occhi
le stelle
nelle notti
orfane di luce.
 .
Piovono costellazioni
i cieli dell’assenza.

Lady Rose

Published in: on ottobre 22, 2013 at 07:41  Comments (4)  

La mammografia

Doctor with pink badge and woman on bra
 
Nello studio
luminoso
a tinte rosa
mi abbandonai
alle premure
dell’infermiera.
D’improvviso
non fui più sola…
migliaia
di volti femminili
mi guardavano.
Percepivo
di ognuna
grigi
turbamenti
poi
nel clic
metallico
della macchina
risuonarono
echi di vita.
.
Graziella Cappelli
Published in: on ottobre 22, 2013 at 07:26  Comments (8)  

Al primo tic d’una nube stramba

 
 
Nuvole e notte
 
É inutile pensare a chissà che,
sarà una notte come tante altre.
 .
Mi avvolgeranno gli antichi dubbi
mentre il mio letto io strapazzerò
alla ricerca della posizione
che mi consenta di dormire al meglio.
.
Al meglio, intendo, solo per sognare
o, perlomeno, perché chiuda gli occhi
per districarmi tra cento nebulose
e in pieno nero scorgere una luce.
 .
La vita va ed è impossibile fermarla
anche in quest’ora della finta pace.
 .
Intanto, fuori, quanti cuori pulsano?
Quante, quali note stanno porgendo
le belle musiche dal senso eterno?
Della felicità, intendo io quel senso.
 .
Poveri cuori, anch’essi immersi
in fondi di cielo che terso appare
per poi, al primo tic d’una nube stramba,
aggrovigliarsi nel più ostinato grigio!

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 22, 2013 at 07:07  Comments (2)  

La Chimera

Non so se tra roccie il tuo pallido
Viso m’apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina O Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l’immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.
.
DINO CAMPANA
Published in: on ottobre 22, 2013 at 07:01  Comments (2)