Oh! Com’è difficile

 
Oh! Com’è difficile
Navigare l’immenso
Spazi illimitati
Non permettono
L’incontro
Su questa terra
Sono confini altri
A impedire
Un abbraccio
Sono legami stretti
Amori indissolubili
Abitudini, ricordi
Luoghi aggrappati
Ai bordi del cuore
Oh! Com’è difficile
Navigare nell’immenso
Mentre vai ad occidente
Io mi incammino
Verso l’oriente
Quei passi invalicabili
Quelle alte barriere
Quelle acque marine
Innavigabili.
Una piccola barca
Rimane a riva
Incapace
Di affrontare le maree
E le mareggiate
Così incrocia i remi
Disarmata
Nel piccolo porto
Aspettando
L’ineluttabile.
Mentre il tuo vascello
Naviga a vele spiegate
Verso l’orizzonte
Oh! Com’è difficile
Navigare nell’immenso!

Danila Oppio

Published in: on ottobre 25, 2013 at 07:29  Comments (5)  

Strada a senso provvisorio

 
Siamo maldestri nel dare risposte
per domande che non osiamo porci
e cerchiamo grandi emozioni
per quell’anima che anela  alle piccole cose.
Per paura di noi stessi,
svendiamo sconfitte al primo mercato disponibile
e, con sudati gruzzoli d’oro,
compriamo speranze fasulle.
Caparbi,
ci inoltriamo sul primo sentiero che ci appare,
incuranti della vistosa segnaletica:
“strada a senso provvisorio”.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on ottobre 25, 2013 at 07:27  Comments (2)  

La prassi ricorrente

 La prassi ricorrente.jpg
.
Adesso mi vesto… e corro al computer
aspetto da ieri che lui mi contatti
Visiono lo schermo, nel mentre mi trucco,
dopo la doccia, e la colazione fugace
I bambini son pronti per andare a scuola,
e tra poco sarò del tutto sola
La casa è in disordine, e chi se ne frega,
per il pranzo c’è tempo, e per i servizi il rimando
Ora è il momento dei contatti virtuali…
quelli dell’esaltazioni emozionali
Ecco! Leggo …è lui dall’altra parte
l’amore sublime, da sempre agognato…
colui che mi eleva all’eccesso
delle fantasticherie…
col suo modo di dire …col suo modo d’amare
L’ho visto solo on line fisicamente,
e m’accontento per ora,
averlo nei contatti virtualmente
ma non escludo, e probabilmente,
che ci si possa incontrare realmente
almeno questa è …la prassi ricorrente
.
Ciro Germano
Published in: on ottobre 25, 2013 at 07:21  Comments (4)  

Il volo di una rondine

Un’immagine stretta tra le braccia
troppo poco quel che di lui ti resta.
Immenso come l’amore il tormento
che accompagnerà la tua vuota vita
in una eco di voce ormai spenta.
Toppo piccole le tue tremanti braccia
per contenere quell’immane dolore
immerso nel pianto che mai cesserà.
Nei tuoi nuovi silenzi camminerai
sorda alla vita che intorno prosegue
nulla ti chiede perché tu hai già dato.
Camminerai in quell’assurdo pensiero
di un viaggio con lui nel tempo a ritroso
per mano tenuto tra ginocchia ferite
calzoni strappati e rimproveri gridati.
Riportarlo poi nel tuo grembo smagrito
ridargli del mondo la luce sorridendo
stremata al suono del suo primo vagito.
Stringerlo a te come l’unico amore
Dire “è mio” al mondo che lo attende
per farne sua preda .
Tornerai nell’assurdo pensiero rondine
di una primavera breve e gioiosa quando
al nido da lui tornavi e sul suo sorriso
incantata ti soffermavi prima del seno
che nel cuore di piccole labbra posavi
Ti risveglierai ogni volta come rondine
a morte ferita che su fredda terra s’avvita.
Volgerai gli occhi a quel cielo lontano
cercando il suo volto e un colpo d’ala
che a lui ti conduca per un volo infinito
tenendolo ancora per mano.

Claudio Pompi

Published in: on ottobre 25, 2013 at 07:14  Comments (3)  

Italia

Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni

Sono un  frutto
d’innumerevoli contrasti d’innesti
maturato in una serra

Ma  il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta
Italia

E  in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla
di  mio padre.

GIUSEPPE UNGARETTI

Published in: on ottobre 25, 2013 at 06:55  Comments (3)