Vecchie scarpe

Insieme a lame d’asfalto
ho visto impronte
usurate fuori la porta
e vecchie scarpe intinte
nella discarica che sgorga vicina.

Con voce strozzata
ho ascoltato singhiozzi
larvati come vermi rinati
dopo la pioggia.

Sul selciato sgranato
ho preso a calci
barattoli esotici
da aprire a natale.

Ma la nenia noiosa
avvolge i miei sguardi
nel dolce rimpianto
di tanti film mancati.

Lorenzo Poggi

Published in: on ottobre 26, 2013 at 07:24  Comments (4)  

Sonno e sassi

Ai migliori manca
la passione
quella che arrossa gote
ai peggiori abbonda
l’assoluta convinzione
quella che ghiaccia
lo sguardo e freddda
ogni pensiero.

Tinti Baldini

Published in: on ottobre 26, 2013 at 07:23  Comments (11)  

Conchiglie

LES COQUILLAGES

Chaque coquillage incrusté,
Dans la grotte où nous nous aimâmes,
A sa particularité.

L’un a la pourpre de nos âmes,
Dérobée au sang de nos cours,
Quand je brûle et que tu t’enflammes.

Cet autre affecte tes langueurs,
Et tes pâleurs alors que, lasse,
Tu m’en veux de mes yeux moqueurs.

Celui -ci contrefait la grâce,
De ton oreille, et celui-là,
Ta nuque rose, courte et grasse.

Mais un, entre autres, me troubla.

§

Ogni incrostata conchiglia che sta
In quella grotta in cui ci siamo amati
Ha la sua propria particolarità.

Una dell’anima nostra ha la porpora
Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori
Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi;

Un’altra imita te nei tuoi languori
E nei pallori tuoi di quando, stanca,
Ce l’hai con me perché ho gli occhi beffardi.

Questa fa specchio a come in te s’avvolge
La grazia del tuo orecchio, un’altra invece
Alla tenera e corta nuca rosa;

Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge.

PAUL VERLAINE

Published in: on ottobre 26, 2013 at 07:16  Comments (3)  

Amore di madre (Guardando Leo)

 
Tu, stella luminosa
al centro dell’universo.
Musica che viene da Dio.
Tutto che diventa me stessa.
Tu, imprescindibile.
Mia armonia,
mio destino,
mia anima.
Acqua che disseta,
pensiero assoluto
d’amore.
Tu, pieno di gioia
e
d’innocenza.
Sorgente benefica,
il tuo sorriso,
i tuoi occhi,
le parole, i gesti,
Figlio.
Bella testa, bel cuore,
bello come il sole.
Figlio.
Vola, vai.
La vita è tua.
Tu, per sempre in me.

Piera Grosso

Published in: on ottobre 26, 2013 at 07:04  Comments (8)  

Grazie Bologna

 

E grazie a tutti coloro che sono intervenuti al bell’incontro di domenica. Lo diciamo senza retorica o enfasi compiaciuta, la nostra è stata la riunione di amici vecchi e nuovi che si sono ritrovati all’insegna della poesia, dell’allegria e del gusto per le cose semplici, ma anche preziose ed importanti, che sono alla base dell’amicizia. Io spero che si potrà ripetere questa esperienza, magari il prossimo anno in un’altra città, e che gli intervenuti saranno ancora più numerosi. Sono poche le occasioni in cui ci si può ritrovare insieme, al di là di ogni barriera di età, convinzione e  provenienza geografica, per testimoniare una passione comune e conoscerci meglio, e questo nostro Cantiere permette di realizzare anche questo piccolo sogno: la conoscenza reciproca è preziosa, perché è il primo passo verso la comprensione dell’altro, il fondamento e il presupposto di qualsiasi progresso umano.  Un grazie al Circolo La Fattoria che ci ha ospitato e ai nostri poeti, a cominciare dal padrone di casa Oscar, ad Aurelia, Giovanni, Rosy, Alessandra, Nadia, Alessandro, Valeria, Giampietro, Piera, Giancarlo, Piero, Sandra, Kicca, Pierluigi (e il suo cane Ciambella) e agli altri intervenuti, ma anche agli assenti di questa giornata, che sono sicuro saranno…i presenti della prossima!  Dimenticavo, un grazie anche alla nostra Tinti, anche lei presente…via etere e via cuore, che ci ha regalato la bellissima dedica che vi propongo qui di seguito.

 
In quella città giovane
con ragazzi sui gradini
dal volto in speranza
quei portici antichi
pieni di noi
e i vostri visi
lustri d’emozione
nettati dall’amore
per l’arte
per il bello e il giusto.
 .
Tenetemi la mano questa sera…

Tinti Baldini

Aspettate!  C’è ancora da ringraziare il nostro “cronista” Carlo, che ha così condensato in versi questa giornata, inviandoci il suo personale resoconto. Un applauso a tutti e arrivederci alla prossima volta!

IL CAMINETTO

Corre immaginazione infino
al punto che fiamme agitarsi
sembrino e vibrare, e scintille
spargersi dintorno e ancor vivace
crepitìo avvertire là dov’era  dianzi
silente e mesto il Caminetto!
 .
Dintorno stanno al desco poeti
li sguardi amorevolmente a pesar
d’ognuno e cogliere nel disegno
del volto e d’intera figura,
elettive affinità assonanze e
fors’anche di somiglianza il desiderio.
 .
E poi ancora incastrare in armonia
i segni che l’occhio avvertiva
con le parole che sciolte o in rima
nel Crogiolo Poetico
ognuno riversa e pulsioni, passioni
dell’altro, a coglier si pone.
 .
Ma il tempo degli sguardi
è già finito e a ciascuno preme
cavar quei fogli che intime pene
han raccolto o conclamati amori
o struggimenti immani
o gioie insperate o dispensate.
 .
C’è chi del rosso la forza coglie
e declina immaginarie e multiformi
sfumature, e poi lì specchiarsi
riconoscersi infine, fondere
in ciascuna d’esse propri umori
 e irrefrenabili impulsi.
 .
Per altri il virginale bianco di tela
intonsa racconta la paura, prima
che d’ossidi e d’olio pregna si faccia.
 .
Dal terzo poi vien disvelato rassicurante
un mondo, nell’atomo d’universo
al fondo degli occhi dell’amata.
.
E ancora di Lisistrata eroica figura vien
rinnovato il canto perché scemar mai
debba il ruolo dell’altra metà di nostro cielo.
E c’è chi novello Virgilio ci accompagna
in uno spento girotondo di cavalli a dondolo,
in piazza Repubblica a Firenze, dove
varia umanità sta senza incontrarsi
per andare poi solingo e lento verso
Santa Maria Novella, ultimo rifugio.
 .
Di soli si raccontano i tramonti
come fossero tuorli d’uno immaginifico
organismo monocellulare,
progenitore di nostra vita terrena.
 .
E dir vorrei un poco d’azzurrabianca
e poi di Piera dal bel sorriso e ancora
Nadia e Marina e Giampietro dagli occhi
dolci, e del Passero che mette insieme
parole e sguardo da poeta maledetto.
E poi ancor di Livia che scrive
di stelle e soli e sogni in divenire,
e c’è Valeria che coglie l’applauso
e Oscar che superando il ruolo suo
istituzionale ci narra d’amori giovanili.
Eppoi d’una presenza attenta e silente
che contraltare fa alla sanguigna Aurelia.
Non tacerò di Tinti che eterea
volava sopra tutti trasportata da
onde elettromagnetiche,
e della fine poetessa Sandra
e poi ancor di Piero che alimenta
il fuoco perché il Crogiolo di sentimenti
ribolla ogni giorno e mai si spenga.
 .
Infine Donatella dalla fiammante chioma
e Massimo, poeta e nostro vate, forgiatore
esperto del Crogiolo dov’ ognuno
i sentimenti ripone perché l’un
l’altro siano vicini a contagiarsi.
 .
Potrei mai finire qui questo racconto
negando di Kicca il resoconto
d’una notte  di foia, adesso voglio,
conclusasi  per lo sforzo con un raglio.

Carlo Baldi

010

Published in: on ottobre 26, 2013 at 06:55  Comments (16)  

Alt! Il viaggio termina qui

Si chiudono, l’acque salmastre, su rabbia,
sul pianto, e speranze nemmeno sbocciate…
“Alt! L’avete raggiunto, il vostro traguardo!”,
le bianche spumate han gridato all’ammasso
indistinto, quasi, di corpi fiaccati,
di pelli assetate, bruciate dal sole,
in mezzo al deserto di mare…uguale
a quello lasciato, che era di sabbia…
Se stessi, il bagaglio, ed un piccolo sogno:
esistere al mondo…anche loro! nel mondo…
Ma tal, d’ognun d’ei, è rimasta la sorte,
ed or quel bagaglio per bara ha gli abissi. 
Per loro nemmen la ghirlanda di fiori:
solo rimpalli di colpe che echeggian
tra l’onde…e ipocrite bocche stonate.     

Armando Bettozzi         

Published in: on ottobre 26, 2013 at 06:50  Comments (2)  

Il caminetto

Bologna 20 ottobre
 
Corre immaginazione infino
al punto che fiamme agitarsi
sembrino e vibrare, e scintille
spargersi dintorno e ancor vivace
crepitìo avvertire là dov’era  dianzi
silente e mesto il Caminetto!
 .
Dintorno stanno al desco poeti
li sguardi amorevolmente a pesar
d’ognuno e cogliere nel disegno
del volto e d’intera figura,
elettive affinità assonanze e
fors’anche di somiglianza il desiderio.
 .
E poi ancora incastrare in armonia
i segni che l’occhio avvertiva
con le parole che sciolte o in rima
nel Crogiolo Poetico
ognuno riversa e pulsioni, passioni
dell’altro, a coglier si pone.
 .
Ma il tempo degli sguardi
è già finito e a ciascuno preme
cavar quei fogli che intime pene
han raccolto o conclamati amori
o struggimenti immani
o gioie insperate o dispensate.
 .
C’è chi del rosso la forza coglie
e declina immaginarie e multiformi
sfumature, e poi lì specchiarsi
riconoscersi infine, fondere
in ciascuna d’esse propri umori
 e irrefrenabili impulsi.
 .
Per altri il virginale bianco di tela
intonsa racconta la paura, prima
che d’ossidi e d’olio pregna si faccia.
 .
Dal terzo poi vien disvelato rassicurante
un mondo, nell’atomo d’universo
al fondo degli occhi dell’amata.
.
E ancora di Lisistrata eroica figura vien
rinnovato il canto perché scemar mai
debba il ruolo dell’altra metà di nostro cielo.
E c’è chi novello Virgilio ci accompagna
in uno spento girotondo di cavalli a dondolo,
in piazza Repubblica a Firenze, dove
varia umanità sta senza incontrarsi
per andare poi solingo e lento verso
Santa Maria Novella, ultimo rifugio.
 .
Di soli si raccontano i tramonti
come fossero tuorli d’uno immaginifico
organismo monocellulare,
progenitore di nostra vita terrena.
 .
E dir vorrei un poco d’azzurrabianca
e poi di Piera dal bel sorriso e ancora
Nadia e Marina e Giampietro dagli occhi
dolci, e del Passero che mette insieme
parole e sguardo da poeta maledetto.
E poi ancor di Livia che scrive
di stelle e soli e sogni in divenire,
e c’è Valeria che coglie l’applauso
e Oscar che superando il ruolo suo
istituzionale ci narra d’amori giovanili.
Eppoi d’una presenza attenta e silente
che contraltare fa alla sanguigna Aurelia.
Non tacerò di Tinti che eterea
volava sopra tutti trasportata da
onde elettromagnetiche,
e della fine poetessa Sandra
e poi ancor di Piero che alimenta
il fuoco perché il Crogiolo di sentimenti
ribolla ogni giorno e mai si spenga.
 .
Infine Donatella dalla fiammante chioma
e Massimo, poeta e nostro vate, forgiatore
esperto del Crogiolo dov’ ognuno
i sentimenti ripone perché l’un
l’altro siano vicini a contagiarsi.
 .
Potrei mai finire qui questo racconto
negando di Kicca il resoconto
d’una notte  di foia, adesso voglio,
conclusasi  per lo sforzo con un raglio.

Carlo Baldi

Published in: on ottobre 26, 2013 at 06:00  Comments (1)