Certi giorni

SOME DAYS

Some days I put the people in their places at the table,

bend their legs at the knees,

if they come with that feature,

and fix them into the tiny wooden chairs.

All afternoon they face one another,

the man in the brown suit,

the woman in the blue dress,

perfectly motionless, perfectly behaved.

But other days, I am the one

who is lifted up by the ribs,

then lowered into the dining room of a dollhouse

to sit with the others at the long table.

Very funny,

but how would you like it

if you never knew from one day to the next

if you were going to spend it

striding around like a vivid god,

your shoulders in the clouds,

or sitting down there amidst the wallpaper,

staring straight ahead with your little plastic face?

§

Certi giorni

metto la gente

al loro posto a tavola,

piego loro le gambe alle ginocchia,

se le ginocchia sono snodate,

li sistemo nelle loro sedie di legno piccoline.

Tutto il pomeriggio si guardano fisso

l’uomo col vestito marrone,

la donna col vestito blu,

perfettamente immobili,

perfettamente composti.

Ma in altri giorni sono io quello

che viene preso per le costole

e sistemato nel soggiorno di una casa delle bambole

a sedere insieme agli altri al tavolo da pranzo.

Molto divertente,

ma a te piacerebbe

non sapere se il giorno dopo

lo passerai camminando a grandi passi, come un dio vigoroso

con le spalle tra le nuvole,

o seduto laggiù tra la carta da parati

a fissare dritto avanti a te

con la tua piccola faccia di plastica?

BILLY COLLINS

Published in: on ottobre 28, 2013 at 07:23  Comments (2)  

Notte estiva d’amore

Ridono le stelle
– chi sei? –
scherzando con la luna.

Chiacchiera la notte
– dove sei? –
con un cane solitario.

Riposano gli alberi
– dove vai? –
sognando nidi.

Canta una rana
– perché mai? –
i suoi dubbi al cielo.

Si leva il vento
– quando?-
e furtivo si porta via tutto.

Ma il tuo profumo qui rimane.
– Come mai? –
M’accompagna il tuo sorriso.
– Come mai? –

E il vento non c’è più.
– Come mai? –
L’hai fermato tu!

Canta, canta il mio cuore
al cielo la sua gioia.

Anima mia, con me riposa
– Non te ne andare! –
la tua chioma è setosa.

Stammi vicino, non parlare, 
– Ascolta il mio cuore! –
è il momento d’amare.

Ride la mia stella,
– sei tu! –
ridono le stelle,
ride la luna,
ride il mio cuore.
Sono pieno d’amore.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 28, 2013 at 07:21  Comments (9)  

Una dedica per non dimenticare

 
…  nomade Africano
rifugiato soffocato afroaffogato
nel container
porgetemi un corrimano, mi spetta
nel passo dell’imbuto mi volete riverso
o in estensione di filo spinato sulle ciglia…
Bomba l’indifferenza
acciaio delle coscienze…
Scivolo sulla sabbia
arranco nel buio, qui
neppure un centimetro di gabbia
 .
Arpionato a torso nudo
con la mia pelle scura
mi spendo
sulle discese delle balene
con le mani arrese
mi chiedo su quale altare
potrò avere voce?
 .
Sparso al profondo mare
trasportato dalle correnti
ritornerò con l’eco
colmo di neve crespa
sui tasti d’organo del mondo.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 28, 2013 at 07:20  Comments (6)  

Un libro squarciato

Libro squarciato
 
Un libro squarciato dal vento
dentro una sfera di cristallo
occhi che scandivano il tempo
in un silenzio affumicato
da parole esauste
ora a riposo
 .
Un violino parlava da solo
da un do-re-mi-
a un sol-la-si-
anch’esso confuso dall’afa
in un desiderio altro
oltre quella nenia di polvere
 .
Una nonna un nonno
vene pulsanti di memoria
e ricordi
(la luce è sempre bella!)
accarezzavano ancora gradini
di vita sana
coi loro bambini
in  attesa di un’altra novella
 .
Una finestra s’apriva
improvvisa e tagliente
in un mondo di sprechi
e tragedie umane
mentre uomini potenti
rais sultani dittatori e presidenti
urlavano  inutili  e fornicavano…..
 
……e quella finestra non si chiudeva
e lo spettacolo continuava
gratuito e senza veli
 
a zero applausi!

Gavino Puggioni

Poesia classificata al II° posto al XV Concorso Nazionale di Poesia “Città di  Iglesias”

Published in: on ottobre 28, 2013 at 07:16  Comments (6)  

Intreccio di pensieri

Allontano le paure,
braci alimentate dagli inganni
che bruciano la voglia di rincorrere sogni,
libero il cuore da catene arrugginite
dal costante cigolio scandito
da minuti ed ore,
giorni nati da compagnie senza domani
vissute tra utopie senza meta
che nulla donano se non sofferenza.

Inquietudine mi è compagna
nel ricercar me stessa,
una personalità spesso non riconosciuta,
cresciuta sull’ideologia creata da chi
sa solamente imporre comportamenti
e vive in un mondo d’acidità e veleno,
tra i muti sospiri che imprecano al cielo
l’abbandono colmo di ronzii spettrali,
ombre in fuga nelle tortuose vie mentali
creano orribili ferite tra le pieghe dell’anima.

Tra specchi frantumati raccolgo cocci
di sperdute memorie ed intravedo luci soffuse
in infiniti orizzonti di mari lontani,
rintocchi di vita lungo canali di note
e riflessi d’incanto aureo
per poi volteggiare in spirali d’amore
vestendomi di calore e squarci d’armonia.

Patrizia Mezzogori

Published in: on ottobre 28, 2013 at 07:13  Comments (6)