Rosse rose

Rose rosse
 
Eran carezze,
ove ogni letizia,
ogni pianto
ascoltavo rapito
e come alchimista
cercavo nei colori
di sua vita il canto.            
 .
Percosso poi
da crudel recusa,
sangue bruttò
la candida tela
e da impietrite mani
nel rimestar colori
fruttò sol grigio.
 .
Di nuovo un bacio
svelò la mia tela,
sciolse colori il pianto
e rinate mani,
da quel sangue,
al  nuovo amore
dipinsero rose.

Alberto Baroni

Published in: on novembre 16, 2013 at 07:42  Comments (4)  

Le nuvole

Nuvole campane

LAS NUBES

Inútilmente interrogas.
Tus ojos miran al cielo.
Buscas detrás de las nubes,
huellas que se llevó el viento.

Buscas las manos calientes,
los rostros de los que fueron,
el círculo donde yerran
tocando sus instrumentos.

Nubes que eran ritmo, canto
sin final y sin comienzo,
campanas de espumas pálidas
volteando su secreto,

palmas de mármol, criaturas
girando al compás del tiempo,
imitándole la vida
su perpetuo movimiento.

Inútilmente interrogas
desde tus párpados ciegos.
¿Qué haces mirando a las nubes,
José Hierro?

§

Inutilmente interroghi. I tuoi occhi guardano il cielo. Cerchi, dietro le nuvole, orme che si è portato via il vento.
Cerchi le mani calde, i visi di quelli che sono stati, il circolo dove marcano suonando i loro strumenti.
Nuvole che erano ritmo, canto senza fine e senza inizio, campane di schiuma pallide ribaltando il loro segreto,
palme di marmo, creature che girano al ritmo del tempo, imitando alla vita il suo perpetuo movimento.
Inutilmente interroghi dalle tue palpebre cieche. Che fai guardando le nuvole José Hierro?

JOSÉ HIERRO DEL REAL

Published in: on novembre 16, 2013 at 07:26  Comments (5)  

Io: Eva

 
Già la notte schiudeva il suo mantello
e al bianco raggio scintillavan l’onde
quand’io, emergendo da brume profonde
mi sottraevo all’abbraccio di Morfeo.
 .
Paralizzata da un brivido tremendo
svaniva la chimera in un minuto
scagliata inerme in un mondo sconosciuto,
sol mi animava una profonda pena
 .
per me, infelice atomo caduco
vomitato dall’Eden, quale sorte
ancora patirò prima che morte
benevola mi plachi ogni travaglio ?
 .
invocando così un divino aiuto,
di un corso d’acqua raggiunsi la proda
e così io pregai:  “Qualche Dio m’oda!
mi aiuti ad intraprendere il cammino!”
 .
Chinata su quel gorgo, d’improvviso
m’apparve il volto d’una bionda dea
sorrideva danzando come Almea
tra l’oscillare morbido dell’onde;
 .
se parlavo essa pure mi parlava
si corrucciava se aggrottavo il viso,
se io ridevo, prorompeva in riso:
era quella la Dea che io invocavo.
 .
D’allora in ogni specchio d’acqua o vetro,
ripetendo del rito la magia,
io esorcizzo la malinconia
e scopro di star bene con me stessa.

Viviana Santandrea

Published in: on novembre 16, 2013 at 07:16  Comments (6)  

Pennellate

.
Vedo il mare
mio amico da sempre
vedo la barca
quella della mia vita
che non è mai partita
 
Vedo volare piatto
il mio cormorano
e scomparire
in mezzo ai flutti imbiancati
da vento veloce e freddo
 
Vedo il gabbiano felice
che pare proteggere
l’immensità che l’accoglie
 
E non vedo finalmente
uomini armati
in quest’oasi
colma di ricordi
e di rimpianti giovanili
.
Gavino Puggioni
Published in: on novembre 16, 2013 at 07:07  Comments (6)  

Se mani non avessi

.
Se mani non avessi
né fantasia
parlarti non potrei
Ma a che serve parlare?
 .
Di echi son stanco:
ho cuore da regalare.

Carlo Baldi

Published in: on novembre 16, 2013 at 07:00  Comments (14)