In memoria di Maria

Quando mi vide piangere, Maria
posò gli occhiali
mi preparò del pane col burro
e una carezza.
Sapeva di quei giorni un po’ tristi dei bambini
delle mie chiavi sopra lo stipite;
del piatto
col pranzo preparato la sera.
Così venne
come se fosse madre al bisogno
e mi sorrise.
Mi chiese di trovarle poi un libro dalla teca
di raccontarle il viaggio
e la fiocina, di urlare!
come se fossi in mezzo davvero a tutto il mare
che scuro dominava la pagina cinquanta.
Mi raccontò che mai c’era stata
e le piaceva, pensarlo come un’aia d’estate
quando piove.

Massimo Botturi

Published in: on novembre 19, 2013 at 07:47  Comments (6)  

Cammini a me somigliante

Cammini, a me somigliante,
gli occhi puntando in basso.
Io li ho abbassati- anche!
Passante, fermati!
Leggi – di ranuncoli
e di papaveri colto un mazzetto
– che io mi chiamavo Marina
e quanti anni avevo.
Non credere che qui sia – una tomba,
che io ti apparirò minacciando…
A me stessa troppo piaceva
ridere quando non si può!
E il sangue fluiva alla pelle,
e i miei riccioli s’arrotolavano…
Anch’io esistevo, passante!
Passante, fermati!
Strappa uno stelo selvatico per te
e una bacca – subito dopo.
Niente è più grosso e più dolce
d’una fragola di cimitero.
Solo non stare così tetro,
la testa chinata sul petto.
Con leggerezza pensami,
con leggerezza dimenticami.
Come t’investe il raggio di sole!
Sei tutto in un polverio dorato…
E che almeno però non ti turbi
la mia voce di sottoterra.

MARINA IVANOVNA CVETAEVA

Published in: on novembre 19, 2013 at 07:27  Comments (4)  

Quelle sere

Palco

Quelle sere
a masticarmi l’anima
in un angolo
senza più la compagnia
dei miei errori
io mi sento
un palco smontato
tra umide foglie
un soprabito smesso
come liso riparo
all’incalzante stagione
Quelle sere
io ti cerco
quando trema la carne
al bussare di un ricordo
ed è onda dolce
perdermi
nel vuoto tempo
di un avverbio
che ancora
non riesco ad usare

Fabio Sangiorgio

Published in: on novembre 19, 2013 at 07:02  Comments (5)  

Immagine originaria

Pensieri in salita col vuoto in spalla
vorrebbero annullarsi nell’orizzonte per
ritrovare la leggerezza del cuore e
l’immagine autentica di un bimbo
nato per correre, amare e morire di gioia
come un cavallo libero che
galoppa sulla riva di schiuma.

Simone Magli

Published in: on novembre 19, 2013 at 06:56  Comments (5)  

Circuiti di pensieri

Mi brucerò
nell’intermittenza
di certi pensieri,
a volte chiari
ma spesso scuri...

Sola,
nell’oscurità
di questa notte
mi aggomitolo
sul mio corpo,
certa di infondere
una gran luce

Michela Turchi

Published in: on novembre 19, 2013 at 06:53  Comments (5)