Cammini a me somigliante

Cammini, a me somigliante,
gli occhi puntando in basso.
Io li ho abbassati- anche!
Passante, fermati!
Leggi – di ranuncoli
e di papaveri colto un mazzetto
– che io mi chiamavo Marina
e quanti anni avevo.
Non credere che qui sia – una tomba,
che io ti apparirò minacciando…
A me stessa troppo piaceva
ridere quando non si può!
E il sangue fluiva alla pelle,
e i miei riccioli s’arrotolavano…
Anch’io esistevo, passante!
Passante, fermati!
Strappa uno stelo selvatico per te
e una bacca – subito dopo.
Niente è più grosso e più dolce
d’una fragola di cimitero.
Solo non stare così tetro,
la testa chinata sul petto.
Con leggerezza pensami,
con leggerezza dimenticami.
Come t’investe il raggio di sole!
Sei tutto in un polverio dorato…
E che almeno però non ti turbi
la mia voce di sottoterra.

MARINA IVANOVNA CVETAEVA

Published in: on novembre 19, 2013 at 07:27  Comments (4)  

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4 commentiLascia un commento

  1. …con leggerezza pensami ,con leggerezza dimenticami….bellissima!tinti

  2. Straordinaria e speciale…Marina

  3. Stupenda, bellissima!!

  4. Grande spunto per riflettere, gia’ dal titolo “Cammini a me somigliante”. Particolare. Piera


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