Tragedia annunciata

Sapevamo, peggio ancora è quel dire…
Tragedia annunciata! L’avevo detto!

Sicuri di quel pensare come sentenza
per chi s’avvia, prigioniero della mente
eletta a gelida gabbia con sbarre di follia
verso la morte come d’uscita unica via.

Noi, distanti e inermi a guardar la tragedia
nel suo avvicinarsi tra infiniti richiami
incerti solo di tempi e di modi in cui ella
calerà la scure sull’altrui disperazione.

Chineremo il capo sconfitti e in colpa
per le disperate urla di chi al folle fu caro
elargendo frasi e lacrime di circostanza.

Per un momento ci sentiremo umani
anche nel dolore che infine ci pervade
davanti a chi raccoglie la muta spoglia
di una vita senza più alito e presenza.

Torneremo ad essere statue di marmo
erose dal tempo, con mutilate braccia
occhi senza luce nelle orbite disegnati
guarderemo inerti passare il condannato
del quale voce di tormenti inascoltati
rimarranno mentre il rumore sinistro
di catene di follia scioglierà le sue note

Alla fine ripeteremo la solita sentenza…
tragedia annunciata! L’avevo detto!
Ennesimo suicidio che mai sarà perdonato
della nostra umana e misera coscienza.

Claudio Pompi

Published in: on novembre 27, 2013 at 07:44  Comments (8)  

Pasqua armena

Non fu di fiele abbeverato? Il petto
non gli squarciò l’ignobile scherano?
Non fu percosso, irriso, e un’empia mano
non lo inchiodò sul legno maledetto?
Pur, quale mai più glorioso e forte
risorgere, se ancor tuona la voce
dell’Osanna, e dovunque apre una croce
le braccia, dall’idea vinta é la morte?
Armenia, ed anche a te squarciato il seno
vedo dai nuovi farisei. Raccolto
hanno il fango a scagliartelo sul volto;
per dissetarti apprestano il veleno.
Ma se l’insazïata orda ferina
sulle tue membra flagellate e grame
oggi rinnova la tortura infame
del Golgota, la tua Pasqua è vicina.

VITTORIA AGANOOR POMPILJ

Published in: on novembre 27, 2013 at 07:42  Comments (4)  

Vertigine

La vertigine
del vento
inabissa le angosce
nei cunicoli
della speranza.
Il vento va e viene
– l’accompagnano bagliori
di luce bianca –
e parla suadente
vagabondo
dei vani desideri,
fragili ghirlande
di nuvole in fuga,
da lui donati,
ghignante,
a larghe mani
ai nostri cuori.

Nino Silenzi

Published in: on novembre 27, 2013 at 07:00  Comments (6)  

Nenie soffiate dal vento

Nenie

seducono orecchi schivi
si odono sospiri e pianti
lacrime scendono furtive
il dito le asciuga in fretta
dicono di rabbie celate
rafferme nell’intimo
di poche povere parole
ricche di sentimento…

Antonietta Ursitti

Published in: on novembre 27, 2013 at 06:54  Comments (7)  

Cicale

(a Forte Bravetta)

Abbarbicate ai rami secolari
a tanta pace van donando un tono
con quell’irrefrenabile frinire
che all’improvviso, cessa. E a un altro suono
la stessa pace, or, pe’un po’s’adatta:
lo scricchiolar dell’indurite foglie
che piovono leggere su altre foglie…
Segue un silenzio che si fa assoluto.
Ma ancora all’improvviso ecco di nuovo
riesplodere quel canto di cicale,
quasi a cullar la pace…solitaria,
tranne ora che le fan…la serenata…

Armando Bettozzi

Published in: on novembre 27, 2013 at 06:50  Comments (4)