Solo splendidi sorrisi

Solo standocene soli
si sa,
si scoprono sentieri solari
sprizzanti scintille smaniose
sulle strabilianti
singolari storie
sinuosamente sciorinate
su stolidi senni.
Spesso, sbagliando
svicoliamo spediti,
scegliendo sbandate, stupide
strade stantie,
serpeggianti strampalati
spazi senza senso.
Se sulla solitaria
spiaggia segreta
stacciassimo seriamente
stucchevoli silenzi,
scartando stupidi
stridenti sermoni,
spiazzeremmo scure sere,
sparpagliando
sicure serene sirene,
su straordinari spazi
straboccanti
soavi sentimenti.

Sventoliamo sempre
sogni sinceri,
scartando
stupide spalle strette,
sfoggiando
supercalifragilisticamente,
spensierati, schietti
splendidi sorrisi.

Flavio Zago

Published in: on novembre 28, 2013 at 07:31  Comments (5)  

LA NOTTE

Sono serotina, lavoro male la mattina. Soprattutto quando mi addormento tardi la sera prima.  In fondo non ne sono totalmente convinta. Forse sarei mattiniera ma la lunga abitudine ad amare la notte, coi suoi silenzi attorno, il mondo rarefatto dove tutto è più attento e concentrato, dove se senti una musica ti prende davvero l’ anima, dove le stelle così nette e precise così alte e vaste, ti fanno alzare il tono dell’ umore e dimenticare tutto ciò che non è essenziale…non hai più bisogno di niente di niente…perché buttarsi domattina fra la gente? Avere seduto accanto uno sconosciuto e crederlo il tuo innamorato, poi scesa dal treno con la testa girata di lato il pianto un po’ soffocato…hai solo sognato solo sognato…ma quello che senti nel cuore adesso sei certa che sia la tua verità nascosta. Incontrarlo di nuovo il giorno dopo e tutto è cambiato: è solo uno sconosciuto e tu sei piena delle mille solite paure; erigi barriere, steccati e lo guardi indifferente andare, mentre attendi un poco, per lasciare che fra di voi si crei una distanza fatta di selciato calpestato da altre persone che si frappongono e me lo nascondono. Esiste ancora l’ amore? È tutto così fuggevole frettoloso. . Ma non questa notte. In casa mia, nel mio rifugio, il tempo si distende. La notte, quando mi lascio andare, mi percepisco, mi sento intera, è calmo il mondo, e anche il mio cuore impazzito è un po’ più addomesticato.

Alessandra Generali

Published in: on novembre 28, 2013 at 07:22  Comments (2)  

Taglio legna

Taglio legna
Tagliavo legna
lo sai per fare il fuoco
che scalda il muro
piangevo alla consegna
il tempo era così poco
ed io non ho il cuore duro…
… aspetto che tu avvicini al desiderio la lampada che ogni notte accendi dal tuo letto …
ho bisogno che tu mi veda
mentre porto pesante la catasta
che non voglio che una scheggia la tua pelle leda
la tua stanza ha un cielo per soffitto che la rende vasta
sono i colori di un tramonto un cielo di calma e d’uragani 
non aspettarmi neanche per cercar di farmi fare gli origami!
sono
fuori al gelo della foresta
dolente
taglio legna da fatica per riscaldare i nostri cuori al fuoco
per dormire solitario nella notte mesta.

Enrico Tartagni

Published in: on novembre 28, 2013 at 07:19  Comments (5)  

Forse un cielo tatuato

Quel giorno
per favore vestitevi di blu
in ogni sfumatura che vi piaccia
lei lo amava
ne colorò perfino il suo tramonto
che fu ben più di quanto
allora si potesse immaginare

nell’allegria d’un attimo
non disse mai dell’utopia struggente
che scompensava il battito

andrà senza bagagli al terminale
_chissà che a rovistare tra parole
lasciate oltre i cancelli, non vi sia
qualcosa che varrà per chi ne vuole_

nemmeno mai mostrò la nostalgia
per tutto ciò che si eclissava _andava_
come si fa quando si espira il fumo
anche se la paura la tremava
salì sul carro che la portò via

non posso dirvi ciò che l’aspettava
so che pensava azzurro e senza fine

Cristina Bove

Published in: on novembre 28, 2013 at 07:17  Comments (4)  

La Signora

Ero lì sdraiato a letto in compagnia del mio dolore,
mi guardavo intorno e niente aveva più il suo valore
e cercavo di rispondere alle domande della gente
ma era come un’altra lingua e non capivo niente.

Quante volte ho riflettuto su che senso aveva la vita,
cento volte avrò pensato “ecco ormai per me è finita”,
la morale, la politica e gli scrupoli della mente
mentre adesso tutto questo non conta niente.

Come bolle di sapone lievitavano i miei ricordi,
rivedevo tanti posti, tante facce e tanti eventi,
nello sforzo di cacciarli via aprii gli occhi e in quel momento
io la vidi finalmente e fui contento.

Stava lì e mi sorrideva con quel ghigno tutto denti,
ascoltava e mi sembrava che capisse i miei tormenti,
poi di colpo mi fissò con il suo sguardo senza tempo
e il dolore se ne andò con un lamento.

“Cara amica che mi ascolti” dissi senza aprire la bocca,
“sono pronto a seguirti perché so che ormai mi tocca,
ma ti prego tu che puoi accontenta questo mortale,
sii leale almeno tu e non farmi male.

Dimmi quanto poi è servito aver vissuto onestamente,
onorato la famiglia e la patria fedelmente,
il lavoro e l’amicizia e i principi fondamentali
del convivere civile fra uguali.

Certo errori io ne ho fatti in tanti anni che ho vissuto,
ho cercato di pregare ma il mio Dio è rimasto muto,
ma il rimorso mio più grosso che non riesco a mandar via
sono le lacrime negli occhi di Maria.”

Mentre confidavo quelli che credevo i miei fallimenti,
sentii piano una musica insinuarsi tra i miei lamenti
e una luce illuminò i miei ultimi pensieri
e una voce sentenziò “questo era ieri!”

La signora lentamente fece un cenno con la dita
e recise sorridendo il mio filo della vita
fu così che finalmente io capii la verità:
solamente nella morte vi è pietà,
solamente nella morte vi è pietà.

Sandro Orlandi

Published in: on novembre 28, 2013 at 07:12  Comments (6)  

Guaranteed

On bended knee is no way to be free
lifting up an empty cup I ask silently
that all my destinations will accept the one that’s me
so I can breath

Circles they grow and they swallow people whole
half their lives they say goodnight to wive’s they’ll never know
got a mind full of questions and a teacher in my soul
so it goes…

Don’t come closer or I’ll have to go
Holding me like gravity are places that pull
If ever there was someone to keep me at home
It would be you…

Everyone I come across in cages they bought
they think of me and my wandering
but I’m never what they thought
got my indignation but I’m pure in all my thoughts
I’m alive…

Wind in my hair, I feel part of everywhere
underneath my being is a road that disappeared
late at night I hear the trees
they’re singing with the dead
overhead…

Leave it to me as I find a way to be
consider me a satelite for ever orbiting
I knew all the rules but the rules did not know me
guaranteed…

§

GARANTITO

Inginocchiato non c’è modo di essere libero
sollevando una tazza vuota, chiedo silenziosamente
che tutte le mie destinazioni accettino quello che sono io
così riesco a respirare…

dei cerchi si espandono e ingoiano le persone per intero
per metà delle loro vite dicono buonanotte
a mogli che non conosceranno mai
ho una mente piena di domande
ed un insegnante nella mia anima, va così…

non venire più vicino o dovrò andarmene
i posti che tirano mi attirano come la gravità
se mai ci fosse qualcuno per cui restare a casa
quel qualcuno saresti tu…

tutti quelli che incontro, in gabbie che hanno comprato
pensano a me e al mio vagare,
ma io non sono mai quello che pensavano
ho la mia indignazione ma sono puro in tutti i mei pensieri
io sono vivo…

il vento è tra i miei capelli, mi sento parte di ogni posto
al di sotto del mio essere c’è una strada che è scomparsa
a notte fonda sento gli alberi,
stanno cantando con i morti, lassù…

lascia che sia io a trovare un modo di essere
considerami un satellite sempre in orbita
conoscevo tutte le regole, ma le regole non mi conoscevano
garantito…

EDDIE VEDDER

Published in: on novembre 28, 2013 at 06:52  Comments (3)