Alcuni scioglilingua sono realizzati con l’intento di provocare imbarazzo

Plettro
 
Ho fatto roteare i miei amanti sotto il sole finché svenissero
o fossi io a perdere schiuma dalla bocca
vomitare carta e cartine
appendiabiti e lungimiranti addii
previsioni del tempo futuro
fallite
come a dire : -perciò se volevi andartene perché non vai?-
e tu vai ed io non vado e tu non torni e io resto e tu non crepi ed io detesto
come se una nube si fosse finalmente squarciata  
(finalmente per chi?)
E ci rendesse indietro qualcosa come i miei soldatini natalizi o il kit del buon guaritore
e dopo magari i primi primissimi libri di poesie che sono poi il tuo alluce destro, credo.
Voglio dirti che ho tutto ‘sto gran casino in testa
ma non una o due volte forse tre e probabilmente anche quattro bei bambini pasciuti
da divorare nei giorni di festa grande festa e buon appetito madre dei tuoi figli
benedetta sia la tua piccola zampetta che si chiude a cerchio
nella protezione della stirpe e della faccia
questa non è la mia arte ma è la mia parte
di te
che avresti dovuto accontentarti dei capillari che scoppiano nel cosmo del mio corpo
e degli alfabeti che alfabeto non è
o non avresti dovuto accontentarti di me che ti ho seguito come una divinità
ed ho creduto che non saremo più tornati sulla terra, almeno per un giorno,
per quell’oggi che è diventato ieri e forse mai e addirittura non so
e probabilmente avrei bisogno ancora di mangiare dal cesto dei tuoi panni sporchi
e pensare cose assurde mentre cucini tipo :-poesia elettrica per forno-
non avrei dovuto dirtelo, non so, forse so, però, mi verrebbe da vomitare
(ripeto)
carta e cartine
appendiabiti e cravattine
e quel tuo dire:
oh! come saresti carino se solo avessi i denti bianchi
una laurea in filosofia del foruncolo
ed un bel fisico da atleta di yoga party
e non tre brutti sporchi teneri libri di poesia
impraticabile!
Ciò che ho lasciato dietro di me andandomene, solo io lo conosco,
e quando le chiedo:
mi ami?
Risponde,
no.
 
Ma voi appoggereste mai le vostre mani su un plettro tagliente che per suonare
ha bisogno di mozzarvi le dita una alla volta e senza calore?
Io sì!

Massimo Pastore

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Published in: on dicembre 4, 2013 at 07:45  Comments (5)  

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5 commentiLascia un commento

  1. Molto apprezzata questa tua caro Massimo.
    Patrizia

  2. Più che un senso di imbarazzo, i bellissimi e nuovi versi, provocano interesse e impegno a penetrare nel profondo del significato e andare oltre.
    Coplimenti.
    Giovanni De Simone

  3. Estremamente originale questa poesia ermetica che ti obbliga ad un’immersione. Piera

  4. Davvero con Massimo non puoi non entrare e immergerti..tinti

  5. Grazie di cuore. Massimo


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