Silenzio

Silence

SILENCE

Since I lost you I am silence-haunted,
Sounds wave their little wings
A moment, then in weariness settle
On the flood that soundless swings.

Whether the people in the street
Like pattering ripples go by,
Or whether the theatre sighs and sighs
With a loud, hoarse sigh:

Or the wind shakes a ravel of light
Over the dead-black river,
Or night’s last echoing
Makes the daybreak shiver:

I feel the silence waiting
To take them all up again
In its vast completeness, enfolding
The sound of men.

§

Da quando ti ho persa, sono ossessionato dal silenzio;
i suoni le lor piccole ali agitano
un attimo, poi all’onda s’abbandonano
dalla stanchezza, che dondola senza rumore.

Sia che per strada la gente
passeggi con monotono brusio
o sospiri il teatro e sospiri
con un profondo respiro roco,
o agiti il vento un groviglio di luce
sul fiume nero, profondo,
o gli ultimi echi della notte
facciano rabbrividire l’aurora,
io avverto il silenzio che aspetta
di poter bere tutto ancora
nella sua estrema totalità svuotando
il rumore degli uomini.

DAVID HERBERT LAWRENCE

Published in: on dicembre 9, 2013 at 07:34  Comments (3)  

O Sorte, ti maledico

La Sorte mi ha posto sulle spalle
un nefasto fardello
di inquieti dolori
e lacrime irate
che da sempre
mi pesa e mi preme
il cuore,
triste trastullo,
trottola malferma
tra mani impietose
della Vita vessata
nel breve tempo incognito
da Lei concesso.

O Sorte, perché precipiti
la mia vita nel chiuso
gorgo dell’ineluttabilità?
Fermala, se almeno
tu puoi.
Fammi godere questo barlume
di gioia che nel buio brilla
della speranza audace.
Le stelle mi invitano
a salire nella notte
cosmica, tu vuoi
trattenermi in questo
incantevole giardino,
la Terra dell’uomo,
variopinto di sofferenze.
E ti piace scherzare con lui.
Per questo, o Sorte,
ti maledico.

Nino Silenzi

Published in: on dicembre 9, 2013 at 07:11  Comments (4)  

Ode al poeta

le risposte che cerco potrebbero essere alberi. mi dico. qui da sempre.
esistono ancor prima noi esistessimo. forse mancava loro,
delle domande, la più semplice: ” quanto, sono disposta a sapere?!”

perché non si chiede al poeta perché scrive e cosa.
non sai quale luce lo accoglie quando gioisce. quando soffre,
l’ombra che lo imprigiona.
che gli risparmi le sue grida – all’universo – egli non chiede. non finge
di essere cieco, sordo nemmeno. il suo cuore è lì che ascolta e ascolta.

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 9, 2013 at 07:08  Comments (5)  

Fragilità

 
Di brezza mai promossa a vento
l’aria abbonda nel silenzio
di questo mio angolo acuto.
 .
Intanto che il cielo piega
al punto da coprire i sogni,
deflagra solamente rabbia.
 .
Inviti ad illudersi ancora,
drappeggi d’abulico sole
arredano pareti ignude.

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 9, 2013 at 07:07  Comments (4)  

Nell’attesa

Aspettare inutilmente
che i pensieri si aprano
nel tempo

Aspettare che le parole
non dicano nulla
per rivolgerti ad altri suoni

Tacere i fatti
che hanno ricordi lontani
e che in te
esistono ancora

Restare in attesa
dell’attimo
che illumina il buio
di chi di poesia vive

Sedersi al tuo fianco
mentre le labbra
fanno ciò che sanno
nella tremula luce della notte

Marcello Plavier

Published in: on dicembre 9, 2013 at 06:58  Comments (4)