ESSERCI

In mezzo a certi stupori dove riconosci l’onnipresenza del Bene, il vederti spettatore ti fa sentire il “relativo dell’esistere dell’umanità” e ti sorprende molto, l’Esserci. Quando si vivono emozioni fuori dal “comune” trovare le parole è impresa talmente improba che ti rassegni ad accettare  di dover scrivere solo per te stesso. E’ così grave?

Giampietro Calotti Corvi

Published in: on dicembre 10, 2013 at 19:34  Comments (2)  

Una corolla nuda

 
Neve e gelo e brina.
 .
Manto su una corolla nuda.
 .
Sveste di foglie Novembre.
Punge il passo con gli aculei dei ricci.
Stringe alla gola coi suoi silenzi.
 .
Oggi piove. Un fiore trema.
Allagata di me
io continuo a battere i denti.

Lady Rose

Published in: on dicembre 10, 2013 at 07:49  Comments (5)  

Volti al vento

E confidavi fosse
eterno soffio divino.
E’ solo brezza,
ad asciugare stille,
a carezzarti il viso
e sussurrare:
“Non soffrire.
Vola!”.
Solo sbuffo
sprovveduto,
ignaro a lambire
come il tuo,
altri mille volti,
volti a un vento
incerto,
che era lì, a passare,
ad inseguire segni
accidentali,
a rapire, fondere
confondere il fiato,
ansiosa spora,
che ineluttabilmente
spira.
Solo brezza
a sparpagliarti
e farfugliare,
ciò che resta,
dell’eco di parole date,
donate a mute
orecchie
e perse in dedali
di menti.
Solo fiato
figlio del tuo petto,
ingenuo,
misero granello,
a sollevarti,
raccontarti, abbacinarti,
e abbandonarti,
liso,
sulla spiaggia.

Flavio Zago

Published in: on dicembre 10, 2013 at 07:25  Comments (5)  

Dune di deserto

mi attraversano
nessuna mano
vedo a me tesa
inabisso nella sabbia
negli infiniti granelli
affonda il cuore
amore chiede
risponde il silenzio
muto uno scorpione
attraversa e attanaglia
una possibile risposta…

Antonietta Ursitti

Published in: on dicembre 10, 2013 at 07:23  Comments (5)  

Canzone dell’angelo senza fortuna

CANCIÓN DE ÀNGEL SIN SUERTE

Tù eres lo que va:
agua que me lleva,
que me dejarà.
Buscadme en la ola.
Lo que va y no vuelve:
viento que en la sombra
se apaga y se enciende.
Buscadme en la nieve.
Lo que nadie sabe:
tierra movediza
que no habla con nadie.
Buscadme en el aire.

§

Tu sei ciò che se ne va:
acqua che mi porta,
che mi lascerà.
Cercatemi nell’onda.
Ciò che va e non torna:
vento che nell’ombra
si spegne e s’accende.
Cercatemi nella neve.
Ciò che nessuno sa:
banco mobile
che non parla con nessuno.
Cercatemi nell’aria.

RAFAEL ALBERTI

Published in: on dicembre 10, 2013 at 07:19  Comments (2)  

Finestre di una casa italiana

 
La finestra di cucina è troppo
Vicina alle finestre degli altri
Stanno di fronte
Mi guardano
Devo chiudere le tende
Abbassare la tappparella
Quest’estate ho sentito una voce
“ma lasciati guardare”
No, lasciatemi stare
Lasciatemi in pace
Non è la tv questo riquadro
È la mia casa c’est ma vie
Insomma, un po’ di discrezione
C’est ma vie privè
 
La finestra di sala mi dà
Modo di spaziare
È a tre ante coi vetri lunghi
È la finestra di una piccola
Terrazza sempre in disordine
Ormai da tanto tempo
Ma oltre c’è la collina
E i suoi alberi e colori che cambiano
Ci sono le nuvole oggi che corrono
Nel chiaro del cielo e c’è il vento
Anche sull’albero qua accanto
Fra le foglie di ruggine
Che smangiano il tempo
 
La finestra di camera ha alberi vicini
Odore di acacia a primavera
Ha verdi alternati e la voce
Del capriolo a volte dal bosco di sopra
Ha gli uccelli più belli sul davanzale
A becchettare nel tempo della neve
Ha un cantiere abbandonato di fronte
Una gru arrugginita
E topi forse oltre la recinzione arancione
Ha odore di umido e muffe
Che viene da basso – ogni tanto
Per fortuna solo ogni tanto –
La finestra della mia camera questa notte
Quando ho avuto l’attacco d’asma non
L’ho aperta: mi sono ricordata del ragno
Grosso che era ieri sera sulla tapparella
Somiglia tanto a quello che la vicina
Mi ha mostrato nella sua cantina
Un amico glielo ha regalato
Ma da un po’ se n’è andato

azzurrabianca

Published in: on dicembre 10, 2013 at 06:55  Comments (5)