Il fiore della vita

 
Arabeschi di farfalle
intrecci d’ali variopinte
nate per frammenti di luce
a impreziosire
le tempie della terra
fremiti in pulsione
perle trasparenti
come occhi di bimbo
che sogna a pugni chiusi
l’uomo che già in embrione
lascerà un segno al mondo
che sia un battito di saggezza
che sia un fiore sbocciato libero
nel giardino fecondo della fantasia
dissetato d’acqua d’amore
che sia un canto infinito
al dono della vita.

Roberta Bagnoli

Published in: on dicembre 13, 2013 at 07:30  Comments (20)  

Fra gli ulivi

 
Come sempre cammino fra di voi
come tra miei cari,
per irrorarmi fra le vostre fronde
e verde perle
trafitti di raggi e memori giorni
che sempre ancora trastullano il mio cuore.
 .
Ma oggi in questo mio rito antico
lo sguardo nota sui vostri corpi fiorenti un canto appassito
come superstiti affiorati tra un ramo e l’altro
feriti, sporadici, unendovi al mio sguardo dispiaciuto
che mai come questo tempo gli dei hanno deciso così amaro
come il mio cuore all’improvviso come un lutto.

Rosy Giglio

Published in: on dicembre 13, 2013 at 07:08  Comments (8)  

Soffia sulle candeline…

 
.
Soffia sulle candeline
Strappa
Al misero fusto di cera
La chioma
 .
Soffia forte!
Canteremo insieme
Mentre precari fili di fumo
Le fiammelle ondeggianti
Diventeranno
 .
Soffia forte!
… piccola.
 .
Sono secoli che ti guardo
E mi stupisco
E mi innamoro
E rimuovo pensieri
E mi confronto
E ti voglio diversa ed uguale
A te stessa
 .
Punto di arrivo e partenza
Nave che salpa l’ancora
E si allontana
E non taglia l’orizzonte
 .
Speranza ritrovata
E mai perduta
Delicatezza di un bacio
Timido
Rimorso
 .
Scrigno di pensieri
Mai scoperti
 .
Quaderno su cui forse
Ho imparato a scrivere
E leggermi
 .
Soffia sulle candeline!
 .
Rinnova il rito
Mentre il babbo ti guarda.

Carlo Baldi

Published in: on dicembre 13, 2013 at 07:05  Comments (13)  

Questo è la vita

ESTO ES LA VIDA

Eufórico y desconcertado,
peligrosamente alegre para estos grises tiempos,
dejo mi palabra sobre el sonido de la luz,
sobre el agua rumorosa del amor y de la carne:
aquí queda, en esta noche ya sin ruidos,
el sudor único de dos pieles que son un solo cuerpo;
duermes al lado y yo te miro
para asegurarme de que existes y veo
el azafrán de la luna desleído en tu pelo.
Solamente oigo tu respiración pausada,
ese aire que me justifica y me exalta;
eres el misterio exacto que me da claridad,
el signo diáfano, la magia que me nutre,
en tu sosegado reposo le das sentido al mundo:
tus labios de rojo vino alborozado se entreabren
para recibir el ángel quieto del sueño
y yo me embriago con tu sueño mientras
tus ojos recogen una cosecha de soles y de pájaros;
de ti me alimento, de la tenue sombra
de tu cuerpo que ahora me besa
y que expulsa de mi corazón todo el asco acumulado
y lo apacigua y lo llena de música;
esto es la vida: saber que existes y que te amo.

§

Euforico e sconcertato,
pericolosamente allegro per questi tempi grigi,
lascio la mia parola sul suono della luce,
sull’acqua rumorosa dell’amore e della carne:
qui rimane, in questa notte ormai senza rumori,
il sudore unico di due pelli che sono un corpo solo;
dormi accanto e io ti guardo
per essere sicuro che esisti e vedo
lo zafferano della luna svanito sui tuoi capelli.
Soltanto ascolto il tuo respiro calmo,
quell’aria che mi giustifica e mi esalta;
sei il mistero esatto che mi dona chiarità,
il segno diafano, la magia che mi nutre,
nel tuo quieto riposo comunichi senso al mondo:
le tue labbra rosso vino di giubilo si aprono appena
per ricevere il tranquillo angelo del sonno
e io mi ubriaco con il tuo sonno mentre
i tuoi occhi ospitano un raccolto di soli e di uccelli;
di te mi nutro, della sottile ombra
del tuo corpo che ora mi bacia
e che scaccia dal mio cuore tutto lo schifo accumulato
e lo tranquillizza e lo riempie di musica;
è questa la vita: sapere che esisti e che ti amo.

DARÍO JARAMILLO AGUDELO

Published in: on dicembre 13, 2013 at 07:00  Comments (2)  

Khi (o Chi)*

 
Khi, chi siamo noi
poeti per le vie di Parigi,
ventiduesima lettera di quale alfabeto
Un verso dopo l’altro senza pretesa
Angolo piatto d’ osservazione
e una domanda
 .
Khi, chi siamo noi
khi
la corda tesa sul ponte sospeso
l’ago che penetra la seta
l’arco su cui l’arciere imposta la mano
e stringe
la presunzione e l’umiltà del poeta
la prepotenza delle affermazioni
la denuncia
 .
Siamo la parte molle
dove comincia il cuore,
l’oro l’argento l’alchimia dei sensi
e il bronzo
Bronzo che adorna e narra
Vocabolario confabula-rio e anima
Voce che mira al centro e a volte inciampa
Noi
che camminiamo senza pestar le righe
in direzione del  Campo dei Miracoli
Ci basta un soffio per un desiderio
sui fiori bianco-nuvola di tarassaco
 .
Siamo la giostra dei cavalli
sotto il Sacro Cuore
Zucchero, marzapane, passamaneria
Ma anche la via
dove cammina tanta tanta gente
e fanno male i piedi
e fa male anche il cuore
 .
Identità una
ma dentro  il mondo
“Buongiorno buonasera, arrivederci!
Famiglia bene, casa, lavoro
Famiglia, figli,
lavoro…forse…”
 .
Arrivederci nelle agorà, ai crocevia
ai  rendez-vous
nelle metropoli della Speranza
negli angoli
di cattedrali dell’indifferenza      
 .
Vite all’insegna dell’improvvisazione
nelle veloci viscere d’una città che corre
 .
Il musicista appoggia il suo cappello
in terra nei sotterranei del metrò
Dalla custodia estrae il violino
La donna sua
ninna il bambino
su uno scalino poco più in là
 .
Stupenda immagine per un souvenir
Altra realtà di vita metropolitana
Ma una fotografia non palpita,
ha i suoi confini
Resta quello che resta
dei suoni tra la confusione
Resta  inviolabile,
sacra, impalpabile,
la melodia infinita di  quelle immagini
 .
Mille candele accese in Notre Dame
sono le nostre invocazioni
davanti a un Cristo
nero, alto e sudato
Scie luminose salgono
sfuggendo all’occhio umano
 .
Nelle risorse di una fotografia fallita
crogiola l’immaginario del poeta
Il resto è
grandi parentesi di adattamento
di vita strattonata e respiro piccolo.
 .
Luoghi  di Re,  Prelati, Colonizzatori
oggi  essi stessi colonizzati
dalle diversità
 Tematiche
Che si consumano nei simposi
 Per le risposte forse domani
 Domani, forse…
 .
 Però,
 com’è leggero il polistirolo!
 Si può anche giocare a far la neve
 

Paola Bonetti

* Khi o Chi è la XXII^ lettera dell’alfabeto greco

Published in: on dicembre 13, 2013 at 06:53  Comments (5)