Alice

Mi son distratto più di vent’anni
e lei è cresciuta.
Non c’è più il monte fatto di sabbia
il mare è andato
a farsi un giro in terra dell’India
o chissà dove.
Mi sono perso dietro a un’informazione errata
al mondo fatto a rate, marcito su in soffitta.
Adesso mi ricordo soltanto le sue mani
la spiaggia era un giardino di pesci
e noi aggiustati, un po’ alla bell’e meglio
su asciugamani gialli.
Dev’essere successo dopo mangiato bene
dopo il bicchiere ultimo, il bianco
quello buono.
Passito, o come cazzo si chiama.
Ho perso il meglio
mancando di portarla alle giostre
ed osservarla, nella sua fissità di bambina
gioia acerba.
La presunzione delle peggiori
essere eterni.

Massimo Botturi

Published in: on dicembre 18, 2013 at 07:30  Comments (8)  

Purezza

Cercavo una rosa rossa
nel vigneto vicino al mare.
Ma solo foglie marce,
fango e sterco all’inizio del filare.
Quella rosa rossa
con l’amore è volata via,
sulle foglie del ginepro s’è posata.
Chiedo elevazione mistica e sensuale:
una rosa bianca
e l’ho trovata.

Michela Turchi

Published in: on dicembre 18, 2013 at 07:27  Comments (5)  

Lettera dal balcone

Ti scrivo dal balcone
dove resto ancora un poco questa sera
a guardare l’orto al sole di settembre
a mangare pane e olio e foglie piccole di basilico
ti scrivo meno fiera di quello che vorresti
sono una donna forte sì
ma con anche continue tentazioni di non esserlo
di lasciarmi sciogliere d’amore al sole
e carezzarti e baciarti un pò di più di quello che tu vuoi
ti scrivo dal balcone
guardando il fico pieno di frutti
e il pero con le foglie malate
ha qualche pensiero triste
e due o tre sereni.

VIVIAN LAMARQUE

Published in: on dicembre 18, 2013 at 07:04  Comments (5)  

Questa felicità

Questa felicità non costa nulla,
sui banchi del mercato non si vende,
non si trova,
prezzo alcuno non ha.
Sei tu che la conservi e la regali,
quando vuoi te,
a chi a te piace e scegli.
Senza pudore l’esponi,
senza vergogna accarezzi l’uomo dei tuoi sogni,
lo scegli a caso e poi l’avvinci
nella tua ragnatela l’avvolgi,
lentamente, poi, lo consumi.
Lo coinvolgi con i tuoi umori
che hanno profumo di mandorle tostate,
che sono miele e nettare divino
a cui è difficile sottrarsi.
Questa felicità, poi, dura poco,
tu felice non sei,
lo sei per poco.
E poi trascini all’inferno l’acquirente sprovveduto
che ha cercato sui banchi del mercato
una merce che nessuno vende.

Salvatore Armando Santoro

Published in: on dicembre 18, 2013 at 07:04  Comments (3)  

Il sacro disordine

Una caverna sanguinante di dolore
è il mio animo col pugnale
conficcato nel cuore.
Le sue ali sono moncherini di paura
e il corpo è un palazzo
piantato nel cemento.
Poesia sei l’unica compagna
nel baratro della vita.
Vorrei tanto impazzire
per trovare il sacro disordine

Simone Magli

Published in: on dicembre 18, 2013 at 07:02  Comments (4)