LA CASA ABBANDONATA

Ieri sera tornando dalla mia passeggiata, accanto alla casa abbandonata, come un soffio giunto da altro tempo, il vento ha sollevato una polvere bianca. Era poco dopo il tramonto, ed io stanca per la salita, per un attimo attonita e stupita, ho creduto a qualcuno da una altra vita, che qua fosse giunto a dirmi per l’ appunto, di essere più leggera.
Nell’aria della sera la luce così chiara evidenziava le trasparenze delle piccole foglie. Era il loglio, ho visto avvicinandomi, o qualche altra pianta infestante, che in quell’istante si spostava e si piegava verso la strada, azzurra scura nella luce che calava. È che iersera era la sera che precede la notte delle streghe, e un vento forte soffiava, il bosco quasi parlava nei cigolii dei rami mossi una lingua antica e strana di parole e paradossi. E quel bianco tutto mosso, agitato in un sol soffio, in un attimo è sembrato qualche spirito agitato, di una vita ritrovata, un affetto di antenata, che ora qua voleva dire: su su cara non morire, non lasciar tacere il cuore vedi attorno che bellezza… vivi un po’ con leggerezza! Volo un po’ ma poi ritorno a quel campo abbandonato, prima o poi tornerà giorno, la scopa magica solo un po’ mi hanno prestato. In questo mondo malandato penso è proprio un gran peccato tutto così lasciato andare, il campo non coltivato e la casa che può crollare. E continuo a camminare.

Alessandra Generali

Published in: on dicembre 20, 2013 at 07:40  Comments (8)  

Aeroplani

Avrei dovuto raggiungere tutti i miei maestri all’inferno
ma ne ho scordato il nome
o forse non ho mai avuto maestri ma solo piccoli inferni
e cartoline con francobolli infuocati
che ripetevano sempre la stessa cosa:
il volere di Dio è vuoto per mille chilometri attorno…

Quando ero bambino costruivo aeroplani di carta
che non sapevano volare.
Contavo con i passi, la distanza che c’era da una parete della stanza all’altra.
Uno due tre quattro cinque. Cinque passi.
Cinque maledettissimi passi ed il mio aeroplano non sapeva volare.
Poi scrissi –benzina– sul centro del foglio e piano piano cominciò a muoversi.
Da allora ho scritto un sacco di cose
ed ho fatto il giro del mondo almeno mille volte
ho sorvolato i piccoli inferni
la zona di smistaggio delle cartoline
ed infine sono arrivato a te,
e ti ho portato dei pappagalli verdi da far friggere per i tuoi quadri buoni
ed un po’ di sale dai miei occhi per lavare le imperfezioni
dai margini delle tele che tu ritenevi inutili
e sei rimasta non so quanti anni nella tua stanza dei colori
a cercare il modo per uscire dai margini.
Avresti dovuto spaccare le tele.
Dipingere sui miei calzoni o sui tuoi
o su quelli delle anatre.
Avresti dovuto dimenticare le tombe dei tuoi maestri.
Avresti dovuto chiudere con tre mandate la cassetta della posta
per non ricevere più cartoline dall’inferno
ed invece hai comandato alla tua vena la morta silenziosa
degli indovini
degli stregoni
dei divi
e degli imbecilli
e mi hai costretto a scrivere sul mio piccolo aereo:
penso che passerò una notte vuota.
Questo volo lo dedico a te ed ai tuoi seni carbonizzati
il diciannove agosto 2011.

Massimo Pastore

Published in: on dicembre 20, 2013 at 07:34  Comments (3)  

Avevo un sogno

Avevo un mondo da creare
da bambino tutto era da fare
pieno dei sogni miei ascoltavo
quelli più grandi e li ammiravo

ed io volevo ancor volevo
esser più grande e ancor più forte
ma del mio sogno non fui importante
mai più di quelli che adoravo

ed io sognavo sempre sognavo
un mondo nuovo dove le genti
si amassero davvero, ma le correnti
gettarono via, fantasticavo

e poi capii che era sol sogno
che quell’ amore fosse per sempre
la realtà mi prese allora
e ancor più forte nella mia ora

ma ancora oggi ricerco sempre
quei sognatori che san di gente
e li ritrovo nella mia mente
a rinverdir quei sogni miei

Il Passero

Published in: on dicembre 20, 2013 at 07:13  Comments (9)  

Ecce peccatum!

Ho paura
d’acquisire il quando o il come
dall’anima mia
crebbe informe quella parte
senza luce
che di intime colpe
pesanti
ancora emette il suono cupo
tenebroso
di scellerate condotte,
tali e sì nutrite
da volgermi ad altri stridori
aspri pure
ma di lontane straniere terre.
Non vorrò
allora, ricordare l’attimo
quanto feroce
in cui maestria in uso al male
empiamente
stralciò la sana mia purezza
dalle fronde
verdi, quiete, del Tuo Bene.

Daniela Procida

Published in: on dicembre 20, 2013 at 07:11  Comments (4)  

Soli

.
Potrei cantar di lotte e di destini
e immaginarmi lucido profeta
mi atteggio invece a scettico poeta
che lascia la politica ai furbini
 
Questa è una notte buia senza luce
poveri e col futuro da inventare
oggi è davvero inutile sperare
che arrivi un altro sole o un altro duce
 
E già quel duce lì l’hanno appiccato
sole che sorgi poi non è mai sorto
l’ultimo che lo cantò sarà ormai morto
oppure sei bandiere ha già cambiato
 
E in quanti poi conservano quel mito
e la bandiera rossa sulla prora
il sol dell’avvenir cercano ancora
chi lo provò davvero si è pentito
 
Tutti del tunnel cercano l’uscita
un sole che ci illumini il cammino
riscatto a questo vivere meschino
ma la maestra strada è ormai smarrita
 
Questa è una notte buia e senza amore
dove il valore unico è il denaro
e a rischiararla col suo lume avaro
soltanto c’è quel Sol…24 ore

Il Temporeggiatore

Published in: on dicembre 20, 2013 at 07:04  Comments (6)  

Stile

STYLE

Style is the answer to everything.
A fresh way to approach a dull or dangerous thing
To do a dull thing with style is preferable to doing a dangerous thing without it
To do a dangerous thing with style is what I call art

Bullfighting can be an art
Boxing can be an art
Loving can be an art
Opening a can of sardines can be an art

Not many have style
Not many can keep style
I have seen dogs with more style than men,
although not many dogs have style.
Cats have it with abundance.

When Hemingway put his brains to the wall with a shotgun,
that was style.
Or sometimes people give you style
Joan of Arc had style
John the Baptist
Jesus
Socrates
Caesar
García Lorca.

I have met men in jail with style.
I have met more men in jail with style than men out of jail.
Style is the difference, a way of doing, a way of being done.
Six herons standing quietly in a pool of water,
or you, naked, walking out of the bathroom without seeing me.

§

Lo stile è una risposta a tutto.
Un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso
fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.
Fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.
Boxare può essere arte.
Amare può essere arte.

Aprire una scatola di sardine può essere arte.
Non molti hanno stile.
Non molti possono mantenere lo stile.
Ho visto cani con più stile degli uomini,
Sebbene non molti cani abbiano stile.
I gatti ne hanno in abbondanza.

Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.
Alcune persone ti insegnano lo stile.
Giovanna d’Arco aveva stile.
Giovanni il Battista.
Gesù
Socrate.
Cesare.
García Lorca.
In cella ho conosciuto uomini con stile.
Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori.
Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.
Sei aironi tranquilli in uno specchio d’acqua o tu, nuda, mentre esci dal bagno senza
vedermi.

CHARLES BUKOWSKI

Published in: on dicembre 20, 2013 at 06:51  Comments (4)