Una piccola guerriera

Ho sentito il tuo fiato
sospeso su di me
che mi guidava verso
il risveglio
le tue mani, una carezza
fra i capelli
legati in morbide trecce…
Ho riconosciuto
le voci di chi mi vuol bene
il tocco materno
di mia madre
i sospiri tirati dei fratelli
e quel bacio inaspettato
di mio padre
mentre chino su di me
lasciava cadere una lacrima...
Ho apprezzato i sorrisi
degli amici
che in celato dolore
mi regalavano momenti
di gioia…
Ho sfidato la morte
guardandola in faccia
da brava guerriera
nonostante la paura
e l’incertezza di non farcela…
La lotta è estenuante
ardua l’impresa
ma non m’arrendo adesso
del mio patir sennò
si perde il senso.

Beatrice Zanini

Published in: on dicembre 22, 2013 at 07:37  Comments (6)  

La mia città

 
Ti guardo o mia città tra le pagine ingiallite di un libro ricordi, ti vedo viva, piena di storia, abitata da gente gloriosa.
Del tuo passato resta poco, le ville, i parchi sono svaniti in un mare di cemento.
Dove vanno adesso a giocare i bambini, non hai più luoghi sicuri, non si vedono più i vecchi che seduti in una panchina a leggere il giornale.
Le massaie non trovano più il piccolo negozio del droghiere,  dove,
situati in bella vista si vedevano i barattoli di spezie profumate.
Il negoziante con meticolosità pesava ciò che chiedevi, durante quel suo gesto si informava della salute dei tuoi cari, da quel luogo uscivi inebriata da quel profumo e appagata dalla sua gentilezza.
Al suo posto è sorto un centro commerciale, dove la gente corre, riempie carrelli di cose a volte inutili, nessuno più ti consiglia, passi alla cassa ed esci, ti trovi in quel mare di cemento, avvolta nello smog delle auto che passano incuranti.
Sfogliando queste pagine chiudo gli occhi e ritorno bambina, mi addormento e sogno il passato.

Gianna Faraon

Published in: on dicembre 22, 2013 at 07:27  Comments (7)  

Buon Natale

Buon Natale3

Bianca
Una luce si
Offre in segreto
Nella stanza

Nascosta del cuore
Ammaliato da
Tanto splendore,
Amore scende
Lucente, sublime
Estasi di pace….è Natale!

Roberta Bagnoli

Published in: on dicembre 22, 2013 at 07:12  Comments (10)  

I cipressi del mio paese

 
Mai lo sguardo corse lungo i cipressi
come in questo giorno così soleggiato.
In lungo si perdono nel cielo reggendolo
riverberano al sole le piccole gazzozzole
scintillano come stelle sulle guglie dei rami
confondendo quel luogo triste, cupo,
memorie di cordoglio in un giorno in primavera
di puro svago, tanto è altero il dì.
accostati seguono imponenti la gradinata come paggi
s’ergono solenni in quella loro casa
che nei remoti secoli nacquero
già nella mia tenera età
ricordo loro prosperi e giganti
ormeggiare in quel lungo viaggio.
-E io- fra quello spazio assente di parole- vago-
Immaginando, sarcasticamente, un giorno,
il mio posto al sole, e, fra i cipressi.

Rosy Giglio

Published in: on dicembre 22, 2013 at 07:12  Comments (8)  

Canto di Simeone

A SONG OF SIMEON

Lord, the Roman hyacinths are blooming in bowls and
The winter sun creeps by the snow hills;
The stubborn season had made stand.
My life is light, waiting for the death wind,
Like a feather on the back of my hand.
Dust in sunlight and memory in corners
Wait for the wind that chills towards the dead land.
Grant us thy peace.
I have walked many years in this city,
Kept faith and fast, provided for the poor,
Have given and taken honour and ease.
There went never any rejected from my door.
Who shall remember my house, where shall live my
children’s children
When the time of sorrow is come?
They will take to the goat’s path, and the fox’s home,
Fleeing from the foreign faces and the foreign swords.
Before the time of cords and scourges and lamentation
Grant us thy peace.
Before the stations of the mountain of desolation,
Before the certain hour of maternal sorrow,
Now at this birth season of decease,
Let the Infant, the still unspeaking and unspoken Word,
Grant Israel’s consolation
To one who has eighty years and no to-morrow.
According to thy word.
They shall praise Thee and suffer in every generation
With glory and derision,
Light upon light, mounting the saints’ stair.
Not for me the martyrdom, the ecstasy of thought
and prayer,
Not for me the ultimate vision.
Grant me thy peace.
(And a sword shall pierce thy heart,
Thine also).
I am tired with my own life and the lives of those
after me,
I am dying in my own death and the deaths of those
after me.
Let thy servant depart,
Having seen thy salvation.
.
§
.
Signore, i giacinti romani fioriscono nei vasi

E il sole dell’inverno s’insinua sui colli di neve;
La stagione ostinata si sofferma.
La mia vita è leggera, in attesa del vento di morte,
Come una piuma sul dorso della mano.
La polvere nel sole e la memoria negli angoli
Attendono il vento che gela verso la terra morta.
Concedi a noi la tua pace.
Per molti anni camminai in questa città,
Mantenni fede e digiuno, provvedetti ai poveri,
Ho dato e avuto onori ed agiatezza.
Chi giunse alla mia porta non fu mai respinto.
Chi si ricorderà della mia casa, dove vivranno i figli
dei miei figli,
Quando verrà il tempo del dolore?
Prenderanno il sentiero della capra, la tana della volpe,
Fuggendo i volti stranieri e le spade straniere.
Prima che venga il tempo delle corde, delle sferze e
dei lamenti
Concedi a noi la tua pace.
Prima delle stazioni della montagna di desolazione,
Prima dell’ora certa del dolore materno,
Ora in questa stagione di nascita e morte,
Possa il Figliolo, il Verbo non pronunciante e
impronunciato ancora,
Accordare la consolazione d’Israele
A un uomo di ottant’anni e che non ha domani.
Secondo la tua parola.
Ti loderanno e soffriranno a ogni generazione
con gloria e derisione,
Luce su luce, salendo la scala dei santi.
Non per me il martirio, l’estasi del pensiero e della
preghiera,
Non per me la visione estrema.
Concedi a me la tua pace.
(E una spada trafiggerà il tuo cuore,
Anche il tuo.)
Sono stanco della mia vita e della vita di quelli che
verranno,
Muoio della mia morte e della morte di quelli che
verranno.
Che il tuo servo si parta
Dopo aver visto la tua salvezza
.
THOMAS STEARNS ELIOT
Published in: on dicembre 22, 2013 at 07:01  Comments (3)