Perdermi

Così,
solcando fluidi pensieri,
rapito dall’indolente
scivolar su se stesso
del grande fiume
ricolmo di ondosi
concentrici ricordi,
mi sono smarrito
tra le fitte mangrovie
degli  amori perduti.

Confuso,
prigioniero nel delta
di orditi impietosi,
urlavo al mio cuore
di non abbandonarmi,
e con i denti
strappavo brandelli
alle occasioni perdute

Avviluppato,
irretito dai folti rizomi
di rinati retaggi,
supplicavo ai vascelli lontani
quelle ali di pace,
che mi avrebbero fatto tornare
rapido, ora,
più rapido ancora
sulla riva del tempo
per offrire
granelli di itinerari
al mio pensiero
e farlo fuggire in fretta
dal dedalo infinito
del mio cuore sparuto.

Flavio Zago

Published in: on dicembre 28, 2013 at 07:44  Comments (6)  

Era rosa l’apostrofo

 
Di Ciranò, che tutto avea capito
forse per  via del naso sul suo viso,
così, per richiamarlo al nostro udito,
qui vi racconto, con amar sorriso.
 .
Fu grande spadaccino e dissoluto,
poeta era nel cuor ma pronto al brando
e di Rosanna amò pur lo starnuto,
le stava accanto sempre, disperando.
 .
Un giorno la donzella un po’ impacciata
gli diede appuntamento nella casa
e il prode eroe rispose alla chiamata,
certo che allor l’avrebbe persuasa.
 .
Ma la fanciulla d’altro era perduta,
da lui voleva aiuto ad istruire,
(molto la donna s’era innamorata)
 rozzo cadetto che facea impazzire.
 .
Di nobil alma era quel guascone
amaro inghiotte e non si tira indietro,
così s’appresta a dar qualche lezione
per migliorar quell’uomo ch’era tetro.
 .
Fu gran fatica acculturar Cristiano,
che bello era ma scarso di cervella.
Cirano allor lo prese per la mano,
  scrisse per lui  d’amore ritornella.
 .
Destino volle i due compagni in guerra
e là Cristiano ebbe la sua morte.
Rosanna disperata allora erra
in un convento a pianger la sua sorte.
 .
Così alla fin di questa storia io tocco
le corde più profonde dell’amore,
Cirano narrò tutto al suo balocco
e lei capì, l’amò, ma il guascon muore.
 .
Vide Rosanna alfine quel soffrire
d’un animo pugnace ma sincero
che la sua vita spese a perseguire
alti ideali, l’unico sentiero.

Piero Colonna Romano

Published in: on dicembre 28, 2013 at 07:28  Comments (15)  

La mano in tasca

 
C’è sempre il grande IO
Su di un piedistallo dorato
E gli altri stiano pure
Ai suoi piedi ad adorare
Non così va il mondo!
Occorre un reciproco scambio
Con una mano prendi
E con l’altra offri
Ma non sempre è visibile
Una mano che dona
La si tiene sempre in tasca!
Un giorno accadrà
Che i rapaci solitari voli
Verranno interrotti all’improvviso
Dai proiettili dei cacciatori

Danila Oppio

Published in: on dicembre 28, 2013 at 07:27  Comments (7)  

Non temo

 
Non temo
la luce nera
che taglia in due
il respiro della luna
né il perpetuo gemere
delle viole
che erranti vagano
alla ricerca di un pascolo.
 .
Io non temo
il tremore dei monti
la debolezza del giunco
né il grigiore dell’insonnia
 .
Temo piuttosto
la sonnolenza dei fiori
chini sul petto della terra bruna
e le foglie avvizzite
che non seguono il vento
e si scaldano al gelo
della propria solitudine.

Lady Rose

Published in: on dicembre 28, 2013 at 07:13  Comments (10)  

Al risveglio

Lettera foglia

Al risveglio ho trovato una lettera
ma non posso sapere che dice
non so leggere
e non voglio disturbare un sapiente dai libri:
ciò che c’è scritto forse
non lo saprebbe leggere.
La terrò sulla fronte
la terrò stretta al cuore
quando scende la notte
ed escono le stelle
la porterò sul grembo e resterò in silenzio
e me la leggeranno le foglie
che stormiscono
e ne farà un ruscello
col suo scorrer un canto
che a me ripeterà anche l’orsa del cielo
io non so trovare quello che cerco
o capire cosa dovrei imparare
ma so che questa lettera
che non ho letto
ha reso più lieve il mio fardello
e tutti i miei pensieri
ha mutato in canzoni.

RABINDRANATH TAGORE

Published in: on dicembre 28, 2013 at 06:58  Comments (5)