Figlio

Figlio quale consiglio ti salverà
Dal sbagliare come devi
Per capire che dove vai
La strada ha un incrocio
Ed a scegliere sarai tu
Col mio nome
Ma senza la mia voce
Che sono anni
Che ascolti a tratti
E poi mi ridi contro
E dentro gli occhi.
Figlio quale dolore ti posso mostrare
Ma se sbagliando si impara
Tu hai ancora tutto da imparare
E libri da leggere
Canzoni da cantare
Pagine di giorni da girare
Amori da sperimentare
E poi conservare
E mai buttare e mai fermarti
Al primo tradimento
Fino a fermarti un giorno
E scoprire che è bello andare avanti.

Maria Attanasio

Published in: on dicembre 29, 2013 at 07:37  Comments (6)  

Il dono più bello

Natale di luce

(Natale di luce  – Dipinto di Maristella Angeli)

Tripudio di seta
tra le mani giunte
innalzo lodi
osanna in questo Natale
colori indistinti
miscelati con olio di lino
dipingono la Terra
riprendono a vivere
dei tanti sogni
finalmente esauditi
il regalo più atteso l’amore
che l’arte ritorni
ai colori di un tempo
che sia il futuro
il dono più bello

Maristella Angeli

Published in: on dicembre 29, 2013 at 07:34  Comments (12)  

Venerdì

 
Venerdì l’ ho vista,
dalla stazione, Signora Alba,
all’inizio di una giornata scialba,
strascicando verso il giorno
pensando già al ritorno,
mi sono imbattuta in un sontuoso
rosso all’orizzonte.
Quando abbassi la fronte arresa
alla fatica che ti schiaccia che ti
soffoca nel cuore ogni slancio d’amore
che ti fa strisciare
sul ruvido asfalto del bisogno,
quando altri zombi
silenziosi come te al mattino
si affiancano sui marciapiedi
spenti dell’ incoscienza
nel dormiveglia dell’assenza
nel presente freddo
e grigio di solitudini che si scrutano.
Quando su tutto questo sorge
un’alba che stupisce è ancora
lo spettacolo della vita
che riprende e accende,
fosse anche solo per qualche istante…

azzurrabianca

Published in: on dicembre 29, 2013 at 07:07  Comments (9)  

Mary Morison

 
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O Mary, at thy window be,
It is the wish’d, the trysted hour!
Those smiles and glances let me see,
That makes the miser’s treasure poor:
How blythely wad I bide the stoure,
A weary slave frae sun to sun,
Could I the rich reward secure,
The lovely Mary Morison.
Yestreen when to the trembling string
The dance gaed thro’ the lighted ha’
To thee my fancy took its wing,
I sat, but neither heard nor saw:
Tho’ this was fair, and that was braw,
And yon the toast of a’ the town,
I sigh’d, and said amang them a’,
“Ye are na Mary Morison.”
O Mary, canst thou wreck his peace,
Wha for thy sake wad gladly die?
Or canst thou break that heart of his,
Whase only faut is loving thee?
If love for love thou wilt na gie
At least be pity to me shown:
A thought ungentle canna be
The thought o’ Mary Morison.
 
§
 
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O Mary, affacciati alla finestra:
è l’ora desiderata, è l’ora stabilita!

Fa ch’io veda quei sorrisi e quegli sguardi
che rendon povero il tesoro dell’avaro:
come felicemente sopporterei la polvere,
costretto a faticare da un giorno all’altro,
se potessi assicurarmi questa ricca ricompensa:
l’amabile Mary Morison.
Ieri sera, quando al suono della tremolante corda
le danze attraversavano la sala illuminata,
a te è volato il mio pensiero:
lì io sedevo, ma non sentivo niente, niente vedevo.
Sebbene una fosse graziosa, un’altra bella
e l’altra la più bella di tutto il paese,
io sospiravo e dicevo in mezzo a loro:
“Voi non siete Mary Morison “.
O Mary, puoi tu distruggere la pace
di chi morirebbe volentieri per te?
Puoi tu spezzare quel cuore,
la cui sola colpa è quella d’amarti?
Se non vuoi rendere amore per amore,
almeno mostrami un po’ di pietà!
Non può essere un pensiero scortese
il pensiero di Mary Morison.
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ROBERT BURNS
Published in: on dicembre 29, 2013 at 07:04  Comments (3)  

Cenere…

Un velo di cenere annebbia la mente
coprendo implacabile sogni fanciulleschi,
spezzando i delicati fili di seta che li reggevano
e il tempo ha reso aridi,  vuoti di dolcezza.

Sono scese tenebre e come fiamme vendicatrici
hanno bruciato anche le ultime misere illusioni,
come un carnefice senza alcuna pietà
che non perde tempo a stendere una coltre pietosa

sulle lacrime che scendono copiose
in quel buco nero che sembra non avere mai fine
e continua  a inghiottire ogni speranza,
lasciando solamente… orme sulla cenere.

Patrizia Mezzogori

Published in: on dicembre 29, 2013 at 06:52  Comments (8)