Natività

Natività3

qui
in questo pezzo di mondo
null’altro dell’essere mio
infinitamente ebbra di vita
qui
in questa notte di comete
un vento antico reca nuove melodie
e rapisce magicamente il cuore

astrofelia franca donà

Published in: on dicembre 30, 2013 at 07:27  Comments (5)  

Il bucato

Bucato

Tu allegra stendi il tuo bucato ha i colori vivi delle stelle
nell’aria un cantiere svolazzante di bianchi e di profumi 
sul filo teso stesa una metà della mia vita
alle mollette puntigliose cotoni fini e morbido di lane
appese asciutte lacrime passate dalla pelle al cuore
il tuo sapone qualche volta è candido bacio liscio umido d’acqua
altre l’odore dell’addio da strofinare macchie e sgarbi della rabbia
non voglio essere eroe dentro al letto
solo essere pulita camicia dell’amore
e che tu stendi felice al sole del tuo filo.

Enrico Tartagni

Published in: on dicembre 30, 2013 at 07:20  Comments (5)  

Una piccola finestra illuminata

Resta sveglia sino alle tarde ore.
Sopra lo scrittoio dormono, ipnotizzati
I versi datati con orgasmi precoci
Sono lingue affilate del Mauna Kea
Diventate gelo, negli inverni dei sogni…
Siamo lande cavalcate senza fretta
Gli zoccoli che ci trapassano come lance
Ci feriscono senza insanguinarci
Non lasciano orma i cavalieri della notte
I bianchi fazzoletti nel petto, donati
Dalle loro dame
Come bandiere di ampie conquiste
Grottesche dalla cima ai piedi.
Quale raggio sconfiggerà
Gli alti muri del mio castello
E mi salverà
Prima che m’afferri la morte
Prima che la luce in fondo al tunnel
Sia solo percepita ad occhi chiusi
Conscia d’esser cieca e quella luce
Valga l’eternità
Al crepuscolo sono morta
Un attimo prima
Pensandoti.

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 30, 2013 at 07:17  Comments (4)  

Quasi fosse una colpa

Al mio papà, colpito dal morbo di Parkinson

Un disagio mite nei tuoi occhi
quasi fosse una colpa
quel tremore della tua mano
che sottraevi agli sguardi
nascondendola
sotto le frange della lussuosa tovaglia.
Te la posai sul tavolo
la coprii con la mia
ed i nostri cuori si baciarono.

Elide Colombo

(Terzo classificato  XXI Premio Letteratura d’Amore – Torino)

Published in: on dicembre 30, 2013 at 07:10  Comments (10)  

Certo che fa male

Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.
Perché dovrebbe altrimenti esitare la primavera?
Perché tutta la nostra bruciante nostalgia
dovrebbe rimanere avvinta nel gelido pallore amaro?
Involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno.
Cosa di nuovo ora consuma e spinge?
Certo che fa male, quando i boccioli si rompono,
male a ciò che cresce
male a ciò che racchiude.

Certo che è difficile quando le gocce cadono.
Tremano d’inquietudine pesanti, stanno sospese
si aggrappano al piccolo ramo si gonfiano, scivolano
il peso le trascina e provano ad aggrapparsi.
Difficile essere incerti, timorosi e divisi,
difficile sentire il profondo che trae, che chiama
e lì restare ancora e tremare soltanto
difficile voler stare
e volere cadere.

Allora, quando più niente aiuta
si rompono esultando i boccioli dell’albero,
allora, quando il timore non più trattiene,
cadono scintillando le gocce dal piccolo ramo,
dimenticano la vecchia paura del nuovo
dimenticano l’apprensione del viaggio –
conoscono in un attimo la più grande serenità
riposano in quella fiducia
che crea il mondo.

KARIN MARIA BOYE

Published in: on dicembre 30, 2013 at 06:57  Comments (3)