Ogni giorno che passa è un riandare

Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita.

Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia.

È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perchè nel sangue pure è primavera.

CESARE PAVESE

Published in: on febbraio 28, 2014 at 07:40  Comments (2)  

Un’amica…assai speciale

Se scorrono sereni i miei momenti
portandosi con sé ogni mia tristezza,
e se mi s’empie il cuore di dolcezza
guardando gli occhi neri e sorridenti

specchiare qualità di sentimenti,
che lasciano assorbirsi, e leggerezza
san dare, e rilasciare sicurezza
che vo cercando, e non avrei altrimenti…

Se un senso di mancanza mi pervade
dopo ogni incontro, e quel guardo vitale
cerco poi nel buio, e non accade,

e per riaverlo il nuovo giorno aspetto,
vuol dir che sei amica…assai speciale.
Questo è quel che, invero, sento in petto.

Armando Bettozzi

Published in: on febbraio 28, 2014 at 07:34  Comments (2)  

E vorrei esserti dentro ancora

….e vorrei esseri dentro ancora
Respirare del tuo respiro
Vedere il mondo coi tuoi occhi
Dividere la fatica di quei giorni.
Tu mia prima e ultima parola
Detta e scritta
Da quando non ci sei
Muoio ogni giorno
Un po’ anch’io
Poco che non
si nota
ma il sangue rallenta il suo giro
come in un cuore che non s’innamora.
E vorrei soltanto essere degna del tuo amore
E darmi ad amore più grande
Come volevi tu,
un amore che plachi la paura
di non vederti quando tutto sarà finito,
Anche il mio ultimo respiro
E sarà come sbattere le ali al vento
Ed essere fiori in prati nuovi
Gocce in acque limpide
E vedere dall’altro il pianto dovuto
Contro il mio ridere.
Io sarò chissà dove
Col cuore fermo
E la tua mano sul mio cuore.

Maria Attanasio

Published in: on febbraio 28, 2014 at 07:28  Comments (4)  

Il nespolo di fronte

muove i suoi rami
a cercare sguardi
appena attenti
A vedere virgulti
si muovono in cima
parlano di vicine
inattese primavere
in basso secchi rami
parlano di persistenti
invernali attese…

Antonietta Ursitti

Published in: on febbraio 28, 2014 at 07:26  Comments (4)  

Prima di scrivere

Prima di scrivere non penso,
prima di scrivere mi metto nudo
mi depilo l’inguine
mi sciacquo per bene
l’anima intera
spunto una matita
a rari punti topografici.
Prima di scrivere deglutisco,
scoperchio il cielo
facendomi azzurro o grigio o nero stagno
oppure stagnola
inchiodandomi alla parete opposta
che vorrei baciare.
Ma soprattutto, amica cara, prima di scrivere
tengo sempre a mente
di non essere un venditore di prodotti per la casa
che deambula porta a porta, palazzo dopo palazzo,
gridando miseramente: io, io ,io…

Massimo Pastore

Published in: on febbraio 28, 2014 at 07:19  Comments (2)  

Le somme alla fine

Graffiti

Ho spento i fari
per non accorgermi di niente,
per morire come ombra assolata,
per non esserci mai stato
in quel muro d’insulsi grafiti,
per non ricordare il deserto.

Tra corse pazze nell’alba dei covoni
e funghi nei chiaroscuri del bosco,
ho transitato gorgheggi di ruscelli
sotto i ponti della memoria
e tavolate di camicie a scacchi
con speck e formaggi.

Ho smesso di correre
alla stazione dei treni
dentro valigie abborracciate
e silenzio dentro.
Si va in città a morir d’asfalto,
coi cani che pisciano agli stipiti
d’alberi verniciati.     

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 27, 2014 at 07:45  Comments (7)  

Oltre il ponte

O ragazza dalle guance di pesca
o ragazza dalle guance d’aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all’età  che tu hai ora.
Coprifuoco, la truppa tedesca
la città  dominava, siam pronti
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti

Silenziosa sugli aghi di pino
su spinosi ricci di castagna
una squadra nel buio mattino
discendeva l’oscura montagna
La speranza era nostra compagna
a assaltar caposaldi nemici
conquistandoci l’armi in battaglia
scalzi e laceri eppure felici

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore.

Non è detto che fossimo santi
l’eroismo non è sovrumano
corri, abbassati, dai balza avanti!
ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano
oltre il tronco il cespuglio il canneto
l’avvenire di un mondo piu’ umano
e più giusto più libero e lieto.

Ormai tutti han famiglia hanno figli
che non sanno la storia di ieri
io son solo e passeggio fra i tigli
con te cara che allora non c’eri.
E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell’aurora.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore

ITALO CALVINO     (musica di Sergio Liberovici)

Published in: on febbraio 27, 2014 at 07:38  Comments (5)  

Amore

 
Mi rubi
dalla terra
come creta
mi rendi
malleabile
modellabile
sotto la spinta
delle tue mani
prendo corpo
divento astro
e tu evapori
ti spargi
nell’etere dei baci
perdendo il tuo potere
ti rinnovi e ricadi
su di me.

Aurelia Tieghi

Published in: on febbraio 27, 2014 at 07:19  Comments (8)  

Il pianto del vento

Sento le onde del mare
ruggire, sferzate
dal pazzo scirocco
grigio-vestito.
Vedo le creste
bianche furenti,
Menadi danzanti
urlare strazianti
minacce di morte.
Piange il vento
amare lacrime
di terre lontane
arse da guerre insane
sul mio volto
in questo spento
umido mattino.

Nino Silenzi

Published in: on febbraio 27, 2014 at 07:14  Comments (9)  

Toscana, amore

Tuscany

.

Sirena
emersa dal mare
adagiata e pigra
mostri
geometria di forme
morbide.
 
Ti ornano le spalle
i ricci capelli
d’appennino
e gli occhi d’agata
sfumano…
nell’infinito.
 
La schiena inarchi
quando il vento
ti solleva i veli
e sparge profumi
nelle conche
smeraldine.
 
Mia luce
a te ritorno
nell’ora inquieta
dove il tramonto
t’incendia i fianchi.
 
Tra silenziosi cipressi
mi accovaccio
mentre
una melodia
m’invade
e dopo… piango.
.
Graziella Cappelli
Published in: on febbraio 27, 2014 at 06:59  Comments (14)