I cactus del deserto del Nevada

Cactus

Se delle mie sensibilità acute ne facessi un mazzo 
i cactus del Deserto del Nevada non sarebbero così tanto numerosi 
e spessi e dei miliardesimi di spini uno spino 
non basta a penetrarmi nel discrasico dolore a credito di sangue 
non spillo ma veleno aconito 
mescolanze al senso del mio malessere banale.

Enrico Tartagni

Published in: on febbraio 2, 2014 at 07:44  Comments (5)  

Bimba mia

Negli occhi tuoi
il candore
di un giglio ..
Il tuo sorriso
come un fulmine
a ciel sereno,
spacca i cuori
più reticenti..
I tuoi abbracci
valgono più
di quelli rubati
e confusi..
Le tue manine
che m’ accarezzano
sono le verità
indiscusse…
La tua voce
il richiamo
all’amore vero,
quando m’apostrofi
” la zia mammina “
sono lacrime di gioia
che scendono…
Tra le mie braccia
che forte ti stringono
e ti riparano
io ti sento
la bimba mia mancata!

Beatrice Zanini

Published in: on febbraio 2, 2014 at 07:37  Comments (3)  

Maniera

Accosto la fronte alla tua, si toccano, dico: “E’ una frontiera”.
Fronte a fronte: frontiera, mio scherzo desolato, ci sorridi.
Col naso ci riprovo, tocco il naso, per una tenerezza da canile:
“E questa è una nasiera” dico per risentire casomai
un secondo sorriso, che non c’è.
Poi tu metti la mano sulla mia e io resto indietro di un respiro.
“E questa è una maniera”, mi dici.
“Di lasciarsi?”, ti chiedo. “Si, così”.

ERRI DE LUCA

Published in: on febbraio 2, 2014 at 07:34  Comments (4)  

Il ritratto della gioia

sulle pareti infreddolite e spoglie dipingevano i nostri respiri
il ritratto della gioia.
la fiamma tremolante nel camino. la legna che d’impazienza
bruciava. sulla mia pelle imitava le tue mani calde.
il vino nei bicchieri, la tavola apparecchiata, la cena pronta.
era poesia vera. non chiedeva d’essere cercata altrove.
né noi di essere poeti. aveva profumo di casa.

Anileda Xeka

Published in: on febbraio 2, 2014 at 07:08  Comments (4)  

Pepperepee! (Pensaci)

Per piacere,
piccola pescatrice
pondera, prima.
Per poter prendere
pericolosi pescecani
prima prova prede più pacate.
Potresti pescare
pacifici pesci palla…
Perchè, percepire pietà
per piroettanti,  pavidi
pescetti penzolanti,
può produrre parecchi
pensieri pindarici.
Pensaci:
Poche pregnanti parole
potrebbero portarti per poderi,
passeggiarti per polle, pollini,
puntinati prati;
potare pianticelle perverse,
pudiche penombre,
percepire profumati peschi,
piantando possenti pini
per pietrosi pendii,
pennellando poi,
polifonici paesaggi.
Pensaci:
palpitanti parole,
perderebbero pinne paurose
presentandoti puri presagi,
poche piccole perle,
perpetuando
perenni preghiere,
per potere poi, piacevolmente
pastellare primavere,
pergamene peroranti
piccine
perdute poesie.

Flavio Zago

Published in: on febbraio 2, 2014 at 07:03  Comments (3)