Risveglio

Un senso di vuoto perfora la mente
creando una profonda tristezza,
l’anima soffre e si contorce
afflitta da un sentimento di inadeguatezza
che lentamente brucia e lacera ogni cosa.

L’esasperata sensibilità rende tutto difficile,
mura invalicabili si presentano lungo il cammino
e trappole insidiose sono disseminate ovunque,
togliendo fiducia anche nelle persone più vicine
che improvvisamente si trasformano in nemiche.

Un itinerario di dolore trasforma la vita
in un calvario interminabile che spegne
a poco a poco i palpiti del cuore
mentre la notte diventa assurdamente lunga
come a volere allontanare il risveglio del sole.

Ma una danza tribale rende omaggio alla luce,
ad un mondo di mille colori, arcobaleno infinito
che l’uomo vuole spegnere con brutalità e violenza.
Una danza al risveglio legato alle radici della vita,
al calore che infonde sicurezza e dona forza,

che rompe la crosta di ghiaccio dell’indifferenza
di un mondo che punisce con troppa leggerezza
annegando in un mare di asprezza e odio,
risveglio di nuovi sentieri che bucano la nebbia
e passo dopo passo riportano alla vera vita.

Patrizia Mezzogori

Published in: on febbraio 3, 2014 at 07:32  Comments (13)  

Rammenta, corpo

Corpo, rammenta, e non soltanto come
amato fosti, i letti ove giacesti.
Ma quelle brame che riscintillavano
chiare, per te, negli occhi,
nella voce tremavano – e furono
vane per sorte.
Ora che tutto affonda nel passato,
pare che a quelle brame tu ti sia
abbandonato… come scintillavano
negli occhi fisi su di te, rammenta,
e nella voce come tremavano per te, rammenta, corpo.

KONSTANTINOS PETROU KAVAFIS

Published in: on febbraio 3, 2014 at 07:30  Comments (4)  

Carezze di bambagia

Soave il giorno
che si apre al futuro
senza paure nel domani

lo splendore
è negli occhi di chi ti ama
nelle carezze di bambagia
che accompagnano le notti

Maristella Angeli

Published in: on febbraio 3, 2014 at 07:00  Comments (18)  

Vorrei

Metronomo
 
Vorrei sapere meno
di metrica e sintassi
per dar libero sfogo alle emozioni
vorrei che…
il leopardiano invito alle assonanze
non mi obbligasse al vincolo dei suoni
vorrei, vorrei…ma resto più di prima
succube ancella del ritmo e della rima.

Viviana Santandrea

Published in: on febbraio 3, 2014 at 06:53  Comments (6)  

Una piccola pianta grassa

Pianta vestita
di rugiada,
fascino arcàno
d’esotismo raro,
i piuolini di spine
che indossi
t’accostano
a questa Terra
nostra.

Ti amo
piantina,
con ombre di Sole,
riflesse
sulle tue foglie
gialle
verdi grasse,
d’oro.

Intravedo ricordi,
tra le foglie,
pensieri di vita
e di morte:
sensazione
che capisca
e che soffra,
avverti tristezza,
anche Tu,
della pena dell’ Uomo,
col vibrare
spinoso
di foglia
nella brezza di mare.

Paolo Santangelo

Published in: on febbraio 3, 2014 at 06:50  Comments (8)