Amore

Ho perso l’andatura trascurata,
ho perso la mia risata presuntuosa
e il silenzio mite dell’anima,
e la freschezza nello sguardo distratto,
e di notte il sonno.

Ho perso i sentieri che mi attiravano,
la ribellione, e la libertà,
l’imprevisto, e il suono dei canti –
ho perso tutto, ma sono la più ricca
la più prodiga del mondo.

BLAGA NIKOLOVA DIMITROVA

Published in: on febbraio 5, 2014 at 08:25  Comments (4)  

Vent’anni, occhi verdi

 
A venti anni, occhi verdi e
una “fame” da morire.
Vi incontravate spesso.
 .
Con alcuni adulti, amici tuoi
giocavate a carte il giovedì.
Loro raccontavano anche di donne e di champagne,
Lui sorrideva anche se spesso, si annoiava un po’.
Lui, come per gioco, diede inizio a raccontar le sue.
 .
Una sera quasi per curiosità
lo violentasti un po’.
Nel breve tempo di un respiro
al calore della tua bocca esplose.
 .
Irata e di pietà nessuna:
-solo galiga* e gazzosa le tue storie-
Lo mandasti in quel paese che non c’è –
solo, sulla strada
le brache ancora ammainate.
 
“E’ stato bello però!”
E lo racconta ancora.

Giampietro Calotti G.

*nel gergo dei falegnami: trapano manuale a collo di cigno

(Vorrebbe raccontare la storia di una donna matura con un ragazzo di venti anni “affamato” non di tagliatelle.  Il tutto si svolge nel giro di alcuni mesi di frequentazione in un circolo dove esiste sempre un gruppo che vuol raccontare più di quel che sa. Il nostro imbranato cerca di risaltare nel gruppo raccontando le sue verità sognate, in tutti i campi. Per debolezza della signora o forse per scherzo ci provò con l’imbranato e alla seconda avance prese la direzione dei lavori il nostro, che alla prima prova fece crollare il castello; penso per la “fame”. Il resto è così come scritto)

Published in: on febbraio 5, 2014 at 07:22  Comments (7)  

Guardando nei dintorni

Caribe

In viaggio nel Caribe
mi chiese una ragazza:
mi scrivi una poesia?

Ci penso da tre giorni
e forte ho un’emozione:
ma sì, è proprio vero
la gente sa sognare,
sa chieder la poesia!

In questa era volgare
che sol c’è da comprare
è bello domandare
è bello regalare
piccina una poesia!

Qual sogno andiam seguendo
per Mèrida imbarcando?

Per quale mai ricerca
voliam così lontano
che forse dentro a noi,
vicino, lì dintorno,
se appena ci guardiamo
troviam quel che cerchiamo?

Sandro Sermenghi

Published in: on febbraio 5, 2014 at 07:17  Comments (3)  

Sospesa nel sogno

 
Sospesa nel sogno
continuo a dipingere d’azzurro
le pareti della nostra casa
vuota di colori e di affetti
non posso respirare
senza la certezza d’aria pulita
non riesco a fingermi clown allegro
con la morte triste che mi segue
ombra fedele nei cortei infami
d’ingiustizia e di nero potere.
Sospesa nel sogno
percepisco un altro mondo
invisibile allo sguardo superficiale
lo sento pullulare nelle virginee gemme
lo sento chiaro nel respiro del vento
lo vedo fiero e invincibile
nello sguardo paterno del Sole
lo sento implorante di notte
quando la Luna regina del cielo
assorbe il nero sovrastante
invitandoci a risvegliare mute stelle
che da troppo tempo ci stanno a guardare
in attesa di un vero, più umano rinascimento.
Sospesa nel sogno
continuo ad avere fede
continuo a scavare strade
con la semplice penna
continuo a spargere
fiori lucenti di speranza,
so di non essere sola
con me altre penne
altre storie d’amore
altri cuori puri
e mi fortifico, mi sollevo
oltre la mia solitaria pena.

 Roberta Bagnoli

Published in: on febbraio 5, 2014 at 07:04  Comments (9)  

Dolore

.
Neve disciolta
nella notte
alle fioche luci
di lampioni.
Ora
come sempre
brucia il dolore
e tacito
si raccoglie
sotto gocce cadenti
di lucide foglie
si riflette
nei bagliori
iridescenti
del prato intriso.
.
Graziella Cappelli
Published in: on febbraio 5, 2014 at 06:59  Comments (14)