Un premio per Gavino

E’ con il consueto orgoglio di “scuderia” che vi comunico che sabato scorso 1° febbraio 2014 a Quartu Sant’Elena, presso la sala-convegni del Museo “Il Ciclo della Vita”, si è svolta la cerimonia di premiazione del “Premio Poesia dell’Anno (6° edizione / Anno 2013), manifestazione nell’ambito della quale il nostro Gavino Puggioni ha conseguito il secondo premio nella sezione “I valori della pace e della solidarietà”.  La poesia premiata (Il bambino con la chiave) era già apparsa sul Cantiere nello scorso aprile, e noi ve la riproponiamo con piacere qui di seguito. Le nostre meritatissime felicitazioni a Gavino, con l’augurio di ulteriori successi e soddisfazioni poetiche!

§

Il bambino con la chiave

L’avevo visto quel bambino
son passati tanti anni ormai
l’avevamo visto noi tutti
quel bambino in compagnia
della sua solitudine
migrare da una terra all’altra
con quella chiave simbolica
nelle sue mani
 
a voler aprire
a voler dire
a voler urlare
al mondo intero
 
apritemi quella porta!
 
che nessuno osava sfiorare
 
Apritemi quella porta!
dietro di essa
c’è il mio mondo
c’è la mia speranza
quella che mi avete rubato
quella che state uccidendo
quella che io voglio salvare
 
Apritemi quella porta!
Con me ci sono milioni di bambini
guardateli! ascoltateli!
sono i miei compagni
siamo i vostri figli
in questa vita che tale ancora non è
 
Apritela! quella porta
la Terra è nostra

vogliamo viverla!

Gavino Puggioni

Published in: on febbraio 7, 2014 at 19:35  Comments (14)  

Oscuro male

Oscuro male
 
Come ramo secco
al vento d’uragano,
fragile e stordito
nessun canto sento
ma vedo note
a terra frantumarsi
senza far rumore.
Perché tanto tormento?
Cos’è questo veleno
che turba la mia vita?
Ali incollate di silenzio
che m’imprigiona
e m’affoga d’angoscia.
Non c’è luce nel mio giorno,
solo gelida nebbia cieca,
dove ogni cosa è colpa
e perdita insieme.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 7, 2014 at 07:48  Comments (10)  

7 febbraio 2008

 
Nel giorno
del mio compleanno
accetterò gli auguri veri
da chiunque avrà il coraggio
di non dirmi che il tempo passa inesorabile.
 .
All’inverso,
festeggerò da solo
col rosso d’appropriato vino,
col blu di cielo o mare, fate voi,
col primo grigio dei capelli, se volete.
 .
Comodamente,
me ne starò sdraiato
sul giallo del divano un po’ sbiadito,
sul sempre verde dell’età che sento,
sul bianco notte dei miei tardivi sogni.
 .
Di sicuro,
mi canterò un inno nuovo
o forse un’aria improvvisata
che prenda spunto solo dai colori
d’immense praterie che non conosco.
 .
Nel giorno
del mio compleanno
mi farò una carezza tenerissima.
Andrò a conquistare le sontuose mura
che sbarrano la strada alla vecchiaia.

Aurelio Zucchi

(scritta in occasione del mio 57° compleanno, ma per me varrà sempre. Poesia tratta da “Appena finirà di piovere”)

Published in: on febbraio 7, 2014 at 07:35  Comments (8)  

In cucina

Salando l’acqua 
calda così sei un vento di vapore 
come le tue bolle mi scoppi tra le mani
tu nella cucina osservi e bolli le pentole sui fuochi 

… le mie mani su di te sudata virile di sudore 
ti tastano pensanti la pelle sensibile agli odori …
… quale altra predisposizione migliore per l’amore…
dagli occhi che ci cascano svenuti perdiamo le ricette
poi condiamo svinati negli sguardi l’insalata 
quando la tua schiena ormai è lo sviluppo dell’ardire 
in frazioni a spargere di sale 
io metto nei piatti e servo le porzioni dell’amore 
assaggiamo lingue di cucina gli ineffabili sapori! 
Ah!
Sbuccio le due mele del peccato…
Impossibile cercar le parole come noi due nessuno. 
Emozionante 
i nomi chiamati all’improvviso nascosti in un posto sconosciuto ai sensi 
iconica locazione 
tra le siepi dei pensieri tra i fornelli
tra le sedie dietro al forno anzi dentro 
perché per noi nessun luogo è lungo ed è lontano 
fisioterapico spuntare di rose dagli spini per la morte
languore drogato da spezie colorate sui biscotti dolci e belli.
Ti perseguiterò 
fidati di me 
non ha curve il nostro amore 
lo sa che della cucina noi si vive 
aspetta paziente l’apertura della porta 
e porta miscelate a dosi-proporzioni le ragioni
discreto dolo di donna-stella di Mida la Regina.
Accendi la paglia ai granelli sparsi sotto tavola 
ai tovaglioli scivolati a terra 
da lavare dentro il sogno 
poi 
diallage delle briciole salate m’indori le alchimie d’amore… 
si può far di meglio lo so lo so …
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Enrico Tartagni
Published in: on febbraio 7, 2014 at 06:58  Comments (4)  

Scendere agli inferi

Facilis descensus Averno:
noctes atque dies patet atri ianua Ditis;
sed revocare gradum superasque evadere ad auras,
hoc opus, hic labor est.

§

Scendere agli Inferi è facile: la porta di Dite è aperta notte e giorno; ma risalire i gradini e tornare a vedere il cielo, qui sta il difficile, qui la vera fatica.

PUBLIO VIRGILIO MARONE       (Eneide VI, 126-129)

Published in: on febbraio 7, 2014 at 06:58  Comments (2)  

Del libero arbitrio

 
Se mai Signore
m’udrai lamentare
la mancanza di scelta
sii paziente
e guarda oltre
t’autorizzo sin d’ora
ad ignorare
la mia supplica
ed i miei strali,
perché di tutte le cose
che m’ha imposto
la vita
ho trovato il senso
lungo la strada
ma delle mie scelte
spesse volte
m’è oscura la ragione
e mi difetta
la capacità
d’accettarle.

Gian Luca Sechi

Published in: on febbraio 7, 2014 at 06:54  Comments (3)