Tutte le stelle del firmamento caddero ai nostri piedi

la luce fu così abbacinante
che ci liberò dalle catene
e ci trovammo scalzi
a percorrere una strada di città
imbottigliata da traffico e persone
e cammina, cammina..
non si riusciva a fare a meno dell’amore.
ogni sguardo era un bacio
ogni silenzio una rivelazione.
ma ci fermammo, si ci fermammo
perché un neonato solo nella culla
iniziò a piangere.
non sapendo come fare
iniziammo a toglierci i vestiti
furono baci, abbracci e carezze
senza paure ed alcun pudore
mostrammo a lui che dentro il il male c’è bene
il neonato smise di piangere
capì come si vince il disamore.

Michela Turchi

Published in: on febbraio 8, 2014 at 07:34  Comments (7)  

Stelline dolci

 
Quando lalba schiude gli spiragli
la notte che ha cullato il sogno
si sostanzia dellultima ombra
per conservarlo intatto.
Il filo di luce che appare
non spegne le sinfonie del cuore,
rimangono lampi
che avvolgono il tempo
fino a barbagli della lontananza.
Ora l’onda che ha cullato i sogni
nel senso delle immagini
che sfiorano le dita del pensiero
porta stelline dolci di memorie
dove non entro con la mia statura.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 8, 2014 at 07:33  Comments (7)  

Il mio mare

Il mio mare2

Mi muovo nel terrore,
in un pantano di vuoti e turbe
che sviliscono la mia identità.
Vorrei tanto non aver paura:
amarmi vorrei – amarmi vorrei!
Portare me stesso a testa alta
senza timidezza per le strade.
Staccare il poster de Il Grande Giudice,
farlo a pezzi, bruciarlo in una pira,
per vedere finalmente il mio mare.

Simone Magli

Published in: on febbraio 8, 2014 at 07:17  Comments (8)  

Il dolore è un topo

GRIEF IS A MOUSE

Grief is a Mouse—
And chooses Wainscot in the Breast
For His Shy House—
And baffles quest—

Grief is a Thief—quick startled—
Pricks His Ear—report to hear
Of that Vast Dark—
That swept His Being—back—

Grief is a Juggler—boldest at the Play—
Lest if He flinch—the eye that way
Pounce on His Bruises—One—say—or Three—
Grief is a Gourmand—spare His luxury—

Best Grief is Tongueless—before He’ll tell—
Burn Him in the Public Square—
His Ashes—will
Possibly—if they refuse—How then know—
Since a Rack couldn’t coax a syllable—now.

§

Il dolore è un topo –
sceglie l’intercapedine nel petto
per timido nido  –
ed elude la caccia –

Il dolore è un ladro – rapido nel trasalire –
tende l’orecchio – per cogliere un suono
di quel vasto buio –
che ha trascinato la sua vita – indietro –

Il dolore è un giocoliere – ardito nell’esibirsi –
perché se  esita  – l’occhio per di lì
non colga  i suoi lividi – siano uno o tre –
Il dolore è un buongustaio – moderato nel lusso –

Il dolore migliore non ha lingua  –
prima che parli – bruciatelo in piazza –
le sue ceneri – lo faranno
forse – se rifiutano – come sapere  –
ormai nemmeno la tortura ne caverebbe una sillaba

EMILY DICKINSON

Published in: on febbraio 8, 2014 at 07:17  Comments (3)  

Videosensazioni

Petali di note
sparsi dalla tastiera
su pavimenti di cristallo.

Aria bagnata
di fumi di cascata
fasciati d’arcobaleno.

Nenie antiche come orme
sul fondo del deserto
di rose di pietra.

Lunghi fazzoletti
di volti sfrangiati
come corvi nel vento.

Montagne azzurre
di neve e nuvole
a contatto innamorato.

Prati di mare
pieni di farfalle
e gabbiani plaudenti.

Fiumi allagati
confusi tra alberi e case
tra l’acqua e la terra.

Col telecomando
faccio zapping
tra il bianco ed il nero.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 8, 2014 at 07:14  Comments (3)