Sera del primo maggio (Era de maggio)

 
Un organetto suona dolce una melodia
“Era de maggio e te cadéano‘nzino, a schiocche
a schiocche li ccerase rosse. Fresca era ll’aria
e tutto lu ciardino addurava de rose a ciento passe.”
Così nella mia mente fioriscono rimpianti.
 .
L’acacia spande ancora profumo intenso e dolce,
s’affollano i ricordi, mentre la luce a sera
voler sostare sembra. Rivedo rose in fiore,
colori profumati, d’uccelli allegri voli.
 .
Mia nonna che un fioretto, suadente suggeriva
ed io col mio rosario, la man nella sua mano,
vivevo il dolce sogno di un tenero momento
che fece svanir l’ansia, che mi rassicurava.
 .
Ricordo l’eleganza, di seta il suo vestito
dipinto a fiorellini, chignon nei suoi capelli
e in quel bel viso austero, perfetti i lineamenti,
splendevano occhi neri, di protezione pieni.
 .
Così torno bambina, nel bel giardino al sole,
di fiori colmo e piante, d’alloro un gran cespuglio
e aranci e peschi in fiore, su tenera erba verde.
Su tutto dominava vetusto e amico abete.
 .
Su seggiolina stavo, serena ricamavo,
talvolta un libro dava piacer della lettura.
Ma eran le sue fiabe, che dolci filastrocche!
che dentro me scendevan, sgranavano i miei occhi.
 .
In quel sereno spazio, col suon della sua voce,
inizio e fine aveva quel mondo e fui felice.

Sandra Greggio e Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 9, 2014 at 07:44  Comments (20)  

Stasera che sera…

 
 

ho in testa la spuma
l’amore per il mare-
marinare
sull’ultima spiaggia
la grotta azzurra m’aspetta
vivere
nel profumo di paradiso
il tuo viso nei miei occhi verdi
o mare
tempestato dai sensi
parure
due delfini sorridenti…

Aurelia Tieghi

Published in: on febbraio 9, 2014 at 07:33  Comments (8)  

L’ultima primavera

Nimm die Forsythien tief in dich hinein
und wenn der Flieder kommt, vermisch auch diesen
mit deinem Blut und Glück und Elendsein,
dem dunklen Grund, auf den du angewiesen.

Langsame Tage. Alles überwunden.
Und fragst du nicht, ob Ende, ob Beginn,
dann tragen dich vielleicht die Stunden
noch bis zum Juni mit den Rosen hin.

§

Accogli in te le forsizie
e quando arriva il sambuco, mescola anche questo
con il tuo sangue, la tua fortuna e la tua miseria,
il fondo buio a cui sei ancorato.

Lente giornate. Tutto è superato.
E se non chiedi se sia la fine o il principio
le ore ti condurranno forse
ancora fino al giugno delle rose.

GOTTFRIED BENN

Published in: on febbraio 9, 2014 at 07:30  Comments (4)  

A Maurizio

 
E le parole non servono …
Scarni sorrisi regali a chi mette
nelle mani tue pallide di vita
il nudo cuore.
Pregna di dolore la tua muta saggezza
spargerà semi per radicati amori.

Carlo Baldi

Published in: on febbraio 9, 2014 at 07:19  Comments (10)  

E’ per la solitudine

E’ per la solitudine
che l’uomo porge l’orecchio alle innumerevoli porte,
cerca di aprire quella giusta, quella che chiude le altre,
tenta di lasciarsi alle spalle l’immagine definita
e accogliere la maestosità dell’infinito.
Fatalmente confonde il tempo e le chiavi,
sdoppia la vita,
filtra parole e pensieri,
inganna e si lascia ingannare.
E’ ricerca che non sbanda ma fa sbandare
sino a che una minima luce dai raggi obliqui
fa intuire la chiave di diamante,
ultimo valico del viaggio.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on febbraio 9, 2014 at 07:16  Comments (5)