Piccole gioie

È il gusto delle piccole gioie che mi sostiene.
È il fianco donna delle alberate, il rosso vivo
che metti nel bicchiere le sere che sei calma
e senti rinvenirti sui seni il mio lavoro.
Il turbine di mani e parole, tanto care
che già dal pianerottolo prendevano coraggio.
È il canto della bocca piccina che si sgrazia
la perla di sudore che t’è venuta in fronte
dal tanto faticare a piegarti, dal nudarti.
come volessi già un’altra pelle, un’altra vita.
È il gusto delle piccole gioie, te l’ho detto.
È l’opera dell’arte che metti in scena sempre
quando al mattino posi sul letto una collana
un paio di collant, e poi guardi.
E aspetti il treno, del corpo mio che mette il sigillo
e dice, si.

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 15, 2014 at 07:49  Comments (8)  

Come i licaoni

M’osservo allo specchio ,
e mi vedo già vecchio.
Disconosco il mio viso,
appare, quasi, un’ intruso,
ma, è l’età che avanza,
devo prender coscienza

E’ giunto il momento
degli esami speciali…
quelli che rimpinguano
le tasche professionali,
con i soloni in attesa,
pronti e pazienti ,
a formulare diagnosi,
dietro cospicui proventi

I salvatori di vita…
solerti nella missione,
esplicano con devozione
la professione,
tutt’intorno alla preda…
come i licaoni

Ciro Germano

Published in: on febbraio 15, 2014 at 07:48  Comments (8)  

E parlavo al buio

Alda

dedicata ad Alda

E parlavo al buio
Con le mie ferite
Parlavo dei miei amori
-la notte –
strusciando lamentose carezze
sulle ginocchia livide
e tu tornavi
angelo del peccato
brandendo la spada
possedendo ciò che restava
del mio esistere senza giorni
e le ore per quel frammento di luce
avevano un senso
la carne era viva
e lasciavo il tuo nome
fra le scritte sui muri
per paura di aver sognato
o di essere pazza
davvero.

astrofelia franca donà

Published in: on febbraio 15, 2014 at 07:28  Comments (3)  

Il gatto

LE CHAT

Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux ;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d’agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s’enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,

Je vois ma femme en esprit. Son regard,
Comme le tien, aimable bête
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,

Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum
Nagent autour de son corps brun.

§

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira
le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi
in cui l’agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa e il
tuo dorso elastico e la mia mano s’inebria del piacere di
palpare il tuo corpo elettrizzato,

vedo in spirito la mia donna. Il suo sguardo, profondo e
freddo come il tuo, amabile bestia, taglia e fende simile a
un dardo, e dai piedi alla testa

un’aria sottile, un temibile profumo ondeggiano intorno
al suo corpo bruno.

CHARLES BAUDELAIRE

Published in: on febbraio 15, 2014 at 07:21  Comments (1)  

Risurrezione

(Lipogramma: lettera proibita “A”)

 
tristi melodie del crepuscolo
echeggiano nell’imo del cuore
un gelo di ferro
scende
-con sospiri silenziosi-
in mimetici sogni:
i ricordi fuggono
nel fluire del tempo
 .
per il vuoto che sento
non offro fiori
non prego
dedico dolore e risurrezione
 .
in un cielo di foglie secche
lo spettro dell’uomo/uccello
-che siede nel buio
di deserte vie-
non è lo stesso di ieri
-innocente come il sole
e che dorme nelle ceneri del giorno-
vede un nome
coperto di ruggine e gelo
nel mezzogiorno dell’illusione
e l’occhio sereno
rende noto
l’insensibile fine del sentimento
 .
oggi posso offendere
il luogo di dolore
e
correre libero
in nuovi spazi
 

Giovanni De Simone

Published in: on febbraio 15, 2014 at 07:19  Comments (7)