Parole di vento

 
Parte da fondi neri
dell’anima scintilla
nei campi di livello
di raffiche più intense
quando la rabbia
supera il buon senso.
Le onde in superficie
gridano tra gli scogli…
le parole di vento
hanno perduto il cuore,
le stridenti lune
stringono alla deriva
senza vele propizie
la barca di pensieri
negli spazi aberranti,
trovano ausilio
in culti di parole…
e logorrea insiste
come unica arma
nel folto della scena
dove non splende il sole.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on febbraio 17, 2014 at 07:45  Comments (8)  

Ti ho amato

Ti ho amato al suono di Piazzolla,
e con lo scricchiolìo di lenzuola inamidate,
e sotto il fruscio dei girasoli,
al suono di Armstrong
e al suono di Rachmaninov.
Al risuonare di Glenn Gould.
di Saša Izbiter
di João Gilberto
e sotto lo sgocciolio di statue bagnate
e di colori non asciutti del cavalletto.
E in un pagliaio
al sorgere del sole con i galli,
dove, destatomi,
io ti volevo,
e nel doppio respiro
di due corpi come uno solo.

EVGENIJ ALEKSANDROVIC EVTUSHENKO

Published in: on febbraio 17, 2014 at 07:31  Comments (2)  

Vita pendolare

La stazione si sta illuminando
ai binari ci sono persone
in attesa del treno
che riporta al paese
Ogni giorno si viaggia
per andare al lavoro
i pensieri si volgono
a sogni nascosti da tempo

E’ una vita stancante e difficile
partire col buio al mattino
e tornare col buio la sera
mentre i campi germogliano e sfioriscono
si viaggia soltanto
Lavorare in città ti allontana
dal tuo abitare
ci sono vetrine ed insegne
a tenere lontano il paese

Sul treno c’è chi dorme
chi parla al telefono
c’è odore di carne sudata
che toglie il respiro
è bello tornare tra vigne e campi fioriti
balconi adorni di gerani
incontrare persone che da sempre conosci
respirare pulito
abbracciare i tuoi cari
stanchi dal duro lavoro dei campi

Ricordare quando tu la sera
tornavi coi frutti raccolti
e sedevi alla mensa con
grande appetito
ritrovare la giovane
che aveva paura del buio
risentire quel silenzio remoto
che t’accompagnava
sino al dormire

Cercare quello che non puoi ottenere
ottenendo quello che non cerchi
col cuore che batte selvaggio
e non sapere come acquietarlo

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 17, 2014 at 07:26  Comments (4)  

Biancospini alle mie spalle

Biancospino

Cammino lasciando ondeggiare
biancospini alle mie spalle.
Pensieri infilati in tasca
come lettere da nascondere al ricevente.
Inseguo la pace.
Per le mie gambe una lepre. Veloce.
Dove si nasconde? Perduta o accovacciata
a far l’amore col dissenso?
Tra una palpebra e l’altra
ampie, ombrose pupille s’affacciano al mondo.
Gocce d’ipocrisia piovono da cieli ruffiani
ma il mio cuore dorme e io sono sorda
al loro linguaggio analfabeta.

Lady Rose

Published in: on febbraio 17, 2014 at 07:12  Comments (7)  

Raduno

nel silenzio del bosco una tromba suona.
Una bocca malinconica soffia in quel strumento malandato,
emana suoni malinconici, antichi, canzoni di un tempo passato.
Uomini forti, abitanti di quella valle incantata,
si radunano intorno ad un tavolo, sono cuori nostalgici,
ricordano glorie vissute.
Guardano con gli occhi della giovinezza quei boschi,
ritornano con la mente a percorrere i sentieri che portano alle vette.
Le loro voci intonano canti d’amore e di morte, canti antichi, senza tempo.
Tra cibi fumanti e fiumi di vino e parole, la tromba suona.
Lei non porta allegria, fa scivolare qualche lacrima su quei visi rugosi, bruciati dal sole d’alta quota.
Sembrano tanti bimbi alla festa di compleanno.
Compleanno che non porta la data del tempo, ma la giovinezza dei cuori.
Scende la sera, il bosco non ha più luce, la festa è finita, nei tavoli restano le bottiglie vuote a ricordare il loro passaggio.
La tromba suona. Si incamminano verso il punto di incontro per il ritorno a casa.
Aspetteranno con ansia il prossimo anno, i loro racconti si allungheranno, la giornata appena trascorsa andrà ad aumentare il bagaglio dei ricordi.
La tromba suona il silenzio della sera.

Gianna Faraon

Published in: on febbraio 17, 2014 at 07:08  Comments (2)