Un giorno, un lago

In quel terso azzurro d’un cielo montano
d’aerei le scie s’intreccian lontano.
Sorpresa è la luna, ch’è amante del sole,
si tuffa nel lago, nascondersi vuole.

Nel mentre due gatti, d’amore appagati, 
rivivon sui tetti quei sogni passati,
di fiaba un trenino la valle percorre, 
fa un fumo turchino che al cielo già corre.

Nel caldo tepore di calma mansarda
la pace m’avvolge, divien l’ora tarda.
La pace del lago così rassicura,
rispecchia i colori, cancella paura.

E un cantico dolce nell’aria si sfuma,
è un suon di campane che lieve è sì piuma.
La neve è sui monti, sì dolce è la brezza
e tutto è avvolto di grande purezza.

Piero Colonna Romano

Published in: on febbraio 18, 2014 at 07:47  Comments (13)  

Insonnia

 
M’arrovello a cercare la luna
nelle buie notti di stelle
dentro a pozzanghere scure,
su muretti lucidi di pioggia,
in vaghi ricordi
di lampade bianche
senza luce negli occhi.
 .
Ho acceso il lume da tavolo
mischiato alle carte
foderate d’avanzi d’idee
e bollette da pagare
per suicidarmi nel tuffo
in una piscina vuota,
raschiando il fondo
d’un barile irto di chiodi.
 
Aspetto l’alba
come acqua nel deserto,
come veste da mettere ancora,
con la mente confusa
sul piancito di cotto
ad osservare
le macchie del tempo.

Lorenzo Poggi

Published in: on febbraio 18, 2014 at 07:35  Comments (7)  

Il Giorno

.
Il Giorno… e se fosse:
assolto
assoldato
abbacinato
abbozzato
arbitrato
arretrato
animato
(in me?)
.
Aurelia Tieghi
Published in: on febbraio 18, 2014 at 07:16  Comments (7)  

Tacere

CALLAR

Callar, callar. No callo porque quiero,
callo porque la pena se me impone,
para que la palabra no destrone
mi más hondo silencio verdadero.

Reina el silencio, el obrador austero
que un puente entre dos músicos compone,
para que el labio enmudecido entone
hacia dentro, hasta el pozo, el salmo entero.

Yo bien quisiera abrir al sello el borde,
desligar a las aves del acorde
y en volador arpegio darles cielo,

si no temiera que al soltar mi rama
en vez de dulce cántico del celo
sonara la palabra que no ama.

§

Tacere, tacere. Non taccio perché voglio,
taccio perché la pena mi si impone,
affinché la parola non detronizzi                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       il mio silenzio più autentico e profondo.

Regna il silenzio, l’artefice austero
che fra due musiche compone un ponte,
affinché il labbro ammutolito intoni
verso l’interno, fino all’abisso, il salmo intiero.

Io vorrei aprire il bordo del sigillo,
svincolare gli uccelli dell’accordo
per dare loro cielo in un volante arpeggio,

se non temessi che lasciando andare il mio ramo
invece del dolce cantico ardente
suonasse la parola che non ama.

GERARDO DIEGO

Published in: on febbraio 18, 2014 at 07:07  Comments (2)  

Occhi di lago a primavera

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Occhi di lago a primavera
cuore di prato verde
delicata come gemme
di pesco
profumi di ginestre
e mele selvatiche.
L’inverno ti ama
e ti avvolge.
Sui rami nudi del tiglio
salta il pettirosso
e i giorni scorrono
noiosi nel vento gelido
che spazza la vie.
Camminando nel bosco
frusciano le foglie
e senti il profumo
dei muschi e dei mirti.
Tra  ceppi cespugli di viole
promessa di una primavera
che presto… verrà.
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Graziella Cappelli
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Dedicata a mia figlia Lara, nel giorno del suo 15° compleanno
Published in: on febbraio 18, 2014 at 06:50  Comments (22)