Inno a Nisyros (II)

II- IL CARRUBO E LA CASA ABBANDONATA

A distrar quei  filosofici ardui pensieri
caducità del tempo delle cose, sepolta
sotto la cenere di Nisyros fu la vita,
della mente l’errar  in altri sogni trasse
la salita,  la vista tolse il cuor scoppiare
asciugò la bocca di vita svuotò i polmoni
annebbiati  i pensieri fuorché uno:
cercare vivo o morto di risalir la china.
Così per dura risalita affranto corre
lieto il ricordo ad un carrubo stanco
che a una bianca  casa sola abbandonata
faceva  solitaria  struggente compagnia.
Nel silenzio dell’ora muto l’aria afosa
scanno gradito un  duro gradino
di granito sbriciolato dell’androne
frescura dolce all’accaldato corpo
quel tremolante  incerto per  rade
foglie dal vento mosse al sole forte
dell’Egeo filtro discreto della pianta.
La stanchezza languente quel silenzio
il sussurro del mare lieve da lontano
nuovamente portaron alla mente
a quel tentar del filosofare sognante mio.
Pensieri in libertà pura sciolta fantasia
scese poi rapida nell’ombra mobile la sera
una barca alla spiaggia sapevo mi attendeva
uno sguardo alla casa a quel carrubo
con me quattro carrube prese per ricordo.

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on febbraio 22, 2014 at 07:44  Comments (12)  

Straniero

 
Nel crepuscolo
di questo giorno anonimo
il vento freddo
soffia nelle orecchie
parole dimenticate
pensieri sconnessi
emozioni affilate
e gli occhi rossi
mostrano tra le fronde
cangianti figure oscure
persone nascoste
ed ogni albero
ha mani possenti
e lunghi artigli
ed ombre minacciose
ogni fiore si volta
al mio passaggio
ogni filo d’erba
scansa i miei passi
e sono estraneo
straniero del mondo
solitario in questo cammino
affollato di genti.

Gian Luca Sechi

Published in: on febbraio 22, 2014 at 07:33  Comments (2)  

Sulle carezze

SOBRE CARICIAS

La caricia es un lenguaje
si tus caricias me hablan
no quisiera que se callen.

La caricia no es la copia
de otra caricia lejana
es una nueva versión
casi siempre mejorada.

Es la fiesta de la piel
la caricia mientras dura
y cuando se aleja deja
sin amparo a la lujuria.

Las caricias de los sueños
que son prodigio y encanto
adolecen de un defecto
no tienen tacto.

Como aventura y enigma
la caricia empieza antes
de convertirse en caricia.

Es claro que lo mejor
no es la caricia en si misma
sino su continuación.

§

La carezza è un linguaggio
se le tue carezze mi parlano
non vorrei che tacessero.

La carezza non è la copia
di un’altra carezza lontana
è una nuova versione
quasi sempre migliorata.

È la festa della pelle
la carezza mentre dura
e quando si allontana lascia
senza difesa alla lussuria.

Le carezze dei sogni
che sono prodigio ed incanto
soffrono di un difetto
non hanno tatto.

Come avventura ed enigma
la carezza incomincia prima
di trasformarsi in carezza.

È chiaro che la cosa migliore
non è la carezza in se stessa
bensì la sua continuazione.

MARIO BENEDETTI

Published in: on febbraio 22, 2014 at 07:01  Comments (1)  

Alluvione

Lacrime di terra
che non bagnano
terra che devasta
distrugge, uccide.
Lacrime di paura
di speranze perdute
lacrime per tuo figlio
progetto di vita futura.
Lacrime di solitudine
che si asciugano al vento
nuvole spesse
a ricoprire la vita.
Lacrime di muri crollati
di sogni infranti
di un destino cieco
nella notte scura.
Lacrime di fame
di normalità rassicurante
lacrime e nient’altro
nient’altro che lacrime.

Sandro Orlandi

Published in: on febbraio 22, 2014 at 06:57  Comments (5)  

Credere, non credere

.
Credo poco e da sempre
ai giochi dell’Uomo
ai suoi cattivi pensieri
sconosciuti
maldestri
bugiardi
senza senso
opportunisti
di maniera
costruiti per l’occasione
con le solite parole
 
false
 
Il mio pensiero
è dedicato
è occupato
dal viso di quei tanti bambini
tantissimi purtroppo!
che del Natale
non hanno presenza
né essenza
 
nulla
 
La loro festa
donarsi alla vita
ed io sono con loro
sempre
anche da solo
.
Gavino Puggioni
Published in: on febbraio 22, 2014 at 06:50  Comments (2)