Domani

 
 
Domani,
appena il giorno mi si concederà,
di buona lena svestirò il futuro
e piano, senza arrecargli danno,
gli sottrarrò ventiquattrore solo.
 .
Domani,
quando alla notte mi riconsegnerò,
nella capiente e trasparente coppa
con cura verserò quanto accaduto
e agiterò la soluzione del passato.
 .
In controluce,
osserverò effervescenze e posa,
sospiri che tentano la via di fuga,
errori sedimentati in via definitiva
e, dell’amore, molecole impazzite.
 .
Mi addormenterò
al ciao di due tre stelle amiche,
ne asseconderò amnesie e scintille
e al sorgere della mia alba muta
mi immetterò sulla scia del tempo.

Aurelio Zucchi

(da “Appena finirà di piovere” – 2005)

Published in: on febbraio 25, 2014 at 07:27  Comments (4)  

Pianura

Vorrei capire dal cenno dei pioppi
Certe sere vorrei salire

sui campanili della pianura,

veder le grandi nuvole rosa
lente sull’orizzonte
come montagne intessute
di raggi.
dove passa il fiume
e quale aria trascina;
saper dire dove nascerà il sole
domani
e quale via percorrerà, segnata
sul riso già imbiondito,
sui grani.
Vorrei toccare con le mia dita
l’orlo delle campane, quando cade il giorno
e si leva la brezza:
sentir passare nel bronzo il battito
di grandi voli lontani.
.
ANTONIA POZZI
Published in: on febbraio 25, 2014 at 07:24  Comments (4)  

Lo Scalatore

Scalatore

Quei tuoi grandi bei baffoni che vestivi con orgoglio
il tuo corpo magro e asciutto che scattava come un gatto
eri svelto a rampicarti su pareti e discoscesi
mi dicevi vieni su, ma io restavo sempre giù

ti guardavo in quella via tra quel fico e l’osteria
preferivo un posto caldo e un bicchiere di brulè
ma poi giunse la pazzia se così si vuol chiamare
e ti misero a dormire cancellandoti il sognare

con pastiglie e ..meraviglie non sapevi chi eri tu
in quegl’occhi così persi io non vidi più il tuo blu
era un altro che vedevo certamente non più tu
e quel giorno che ricordo di un ottobre bigio e grigio

rivedendo ancora il sole in quel cielo cupo e nero
tu prendesti la pazzia e di colpo, la gettasti via

 Il Passero

(dedicata al mio amico alpinista Naia)

Published in: on febbraio 25, 2014 at 07:08  Comments (18)  

Succede così…

Succede
 
Come vento che via trascina i sogni
o dona al cuore attimi dimenticati,
come alba che illumina i giorni
o tramonto che all’oblio li destina,
come pioggia che da un cielo turbato
cade su vecchia terra ammalata,
come lacrime che dal nulla nascono
che non sai fermare  e non sai perché –
mare di pensieri dispersi nel tempo
tagliano le catene dell’anima,
che in ritrovata libertà canta la vita.
Timorosa di perderle, in fretta la mano
su foglio modella l’emozioni;
ed è poesia.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 25, 2014 at 06:54  Comments (10)  

C’è in questo buio

C’è in questo buio qualcosa che ci ha preceduti,
qualcosa che ora cela sostanza e colori
e si prepara al dopo,
qualcosa che parla e tace.
Perciò, madre, sono qui a cercare quelle candele
che, gelosamente, custodivi
nell’ultimo scaffale del ripostiglio.
A tentoni rovisto e riordino,
converso e rimugino,
prendo tempo da quel tempo che non è mio,
ma è troppa la fretta di un solo giorno
e l’evento è qui, dietro l’angolo.
Dimmi le hai portate con te,
dubbiosa di altra luce?
Ora ricordo, ora capisco.
Le lasciasti oltre il valico,
nel silenzio del primo passo
verso lo spazio che mi attende,
quello che tu hai già conosciuto.
Me lo dicesti quel giorno,
quando, esploratore vinto, andavi alla tua meta
e con gli occhi fissi
guardavi l’ulivo disegnato
sul vetro rotto dell’ultima finestra.

Maria Rosaria Rozera

1° Premio poesia inedita – San Domenichino Città di Massa 2002

Published in: on febbraio 25, 2014 at 06:53  Comments (4)