La vita

Sapevo
che non mi sarebbe bastato
sentirla ogni tanto
quando decide lei
come il vento che si alza e mi chiama
Perchè avrei voluto incontrarla
e guardarla negli occhi
sfiorarle il volto
tutte le volte che lei mi sorride
Ma sapevo
che neanche questo mi sarebbe bastato
vederla e passarle accanto
come un viaggio dal finestrino
o un sogno di poeta
e nemmeno abbracciarla
o morderla come si fa una sola volta
con una dolce mela proibita
Sapevo
che non mi sarebbe bastato
perché avrei voluto fermarla
e tenerla con me
come un’ombra compagna
come una fedele amica
come un cane al guinzaglio
come si ama una sposa
come si possiede la carne
come una malattia
come una ferita
la mia vita.

Fabio Sangiorgio

Published in: on marzo 31, 2014 at 07:20  Comments (8)  

Io per esempio

Io per esempio
mi vergogno di leggere
o scrivere in pubblico
tipo
in una sala d’attesa,
mai prenderei
per prima la parola
ad un congresso sull’ultimo
grande poeta.

Io per esempio
avevo un corpo
ed un colpo in canna
ma è stato più veloce il sangue
a ricordarmi la vita.

Io per esempio
avevo un’amica
che era un amico
ma non lo sapevo
e parlavo del mio passato
sperando che mi predicesse il futuro
ma poi l’ho vista
salire su un aereo
che io non avrei preso.
Io per esempio volevo essere pane
per un’antica fame,
un amore più grande
del mio uomo dei miei figli,
voglio portare addosso tutti gli amori
portati come ferite,
io per esempio volevo essere una cantante
volevo scrivere come Ungaretti
imparare ad amare i gatti.
Io per esempio non capivo la croce
il sacrificio del figlio in nome del padre.
Io cambio le parole i verbi le decisioni
le promesse, cambio nome a comando,
io per esempio ho il sospetto
di non aver capito niente.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 31, 2014 at 07:09  Comments (7)  

Beati gli ultimi

Così, la quintessenza del patire
si mostra ricompensa a una vita di lavoro.
Ho ancora il fazzoletto annodato di quel sole
che biondo più del biondo frumento lo leccava.
Ho ancora il mio tridente alla destra e un finto mare
il mio carretto ch’è baleniera
e voi, piegati, con l’acqua nella sporta
poggiata tra le querce.
Gli istanti che mondare il sudore è cosa sacra
seduti all’armistizio di terra, paglia al vento
la trebbiatrice come mangusta per la via
che dritta porta al portico grande.
Qui mi acceco
riverberi del lago di Garda più distanti
la processione delle bagnanti già da maggio
distese sopra i sassi come le foglie morte;
per farsi domandare indirizzo e nome vero
per farsi offrire birra e gazzosa, un giro in moto
due salti alla balera di sabato, e poi andare.
Così la quintessenza del patire
presenta il conto a fine giornata, dio è scappato
lui che una settimana soltanto ha lavorato
che ci ha gettati come rifiuti ai letamai
chiamandoci beati, per non avere un cazzo
e santi servitori di un mondo contraffatto.
Così si resta, l’acqua al comò se viene sete
occhiali fondi e tosse molesta, e poi domande
milioni di perché nella bocca, sulla pelle.

Massimo Botturi

Published in: on marzo 31, 2014 at 07:06  Comments (8)  

Lamento di Danae

Quando nell’arca regale l’impeto del vento
e l’acqua agitata la trascinarono al largo,
Danae con sgomento, piangendo, distese amorosa
le mani su Perseo e disse: “O figlio,
qual pena soffro! Il tuo cuore non sa;
e profondamente tu dormi
così raccolto in questa notte senza luce di cielo,
nel buio del legno serrato da chiodi di rame.
E l’onda lunga dell’acqua che passa
sul tuo capo, non odi; né il rombo
dell’aria: nella rossa
vestina di lana, giaci; reclinato
al sonno del tuo bel viso.
Se tu sapessi ciò che è da temere,
il tuo piccolo orecchio sveglieresti alla mia voce.
Ma io prego: tu riposa, o figlio, e quiete
abbia il mare; ed il male senza fine,
riposi. Un mutamento
avvenga ad un tuo gesto, Zeus padre;
e qualunque parola temeraria
io urli, perdonami,
la ragione m’abbandona.

SIMONIDE DI CEO

Published in: on marzo 31, 2014 at 06:56  Comments (8)  

“Modern Spleen”

La poesia è una forma d’espressione oculata, interiore ed esteriore.
Se tanti la amano li ascolto in penombra senza dar fastidio.
Se alcuni ne scrivono tratteggio i loro pensieri
con personale calligrafia espressa
in e da lati pluridirezionali.
Se tanti non la capiscono li comprendo.
Se alcuni la odiano afferro la loro frenetica apatia
di non amore verso il prossimo e la [loro] natura.
Forse giustifico il loro lato inumano che di umano contiene
una non accettazione di riposo, di immenso stupore:
scaturirebbe una ricchezza
che non sarebbero in grado di contenere.

Glò

Published in: on marzo 31, 2014 at 06:52  Comments (4)  

Danila e… gli altri

Migliori anni

Cari amici, i nostri poeti si fanno onore ovunque! Grazie ad un’opportuna opera di “intelligence” siamo andati a scovare tra le pagine della rete alcuni loro recenti successi che meritano di non passare sotto silenzio! Vi segnaliamo quindi, come potrete verificare al link del  Caffè Letterario la Luna e il Drago, che questa importante iniziativa editoriale on-line con sede in Grottaglie, nell’ambito del concorso “I migliori anni della nostra vita” ed. 2014, ha riconosciuto alla nostra Danila Oppio il premio quale prima classificata nella categoria racconto breve con il suo All’ombra dei migliori anni“.  Questa la motivazione della giuria: “La vitalità tonificante di un ricordo che, una volta tanto, non è rimpianto ma motivo di riflessione che trascina e coinvolge il lettore. Sulle note di una melodia senza tempo, mescolando la quotidianità con un passato in cui molti si possono riconoscere (il ’68 e le contestazioni giovanili) si guarda comunque al futuro.”  I nostri vivissimi complimenti vanno all’amica poetessa e narratrice che ancora una volta ha dimostrato il suo valore! Ma c’è dell’altro: scorrendo i nomi degli altri premiati nella categoria poesia inedita troviamo tre belle sorprese. Hanno ottenuto una menzione di merito, con diritto alla pubblicazione nell’antologia del concorso (che uscirà probabilmente il prossimo giugno) addirittura altri tre “purosangue” della nostra scuderia! Gli amici premiati, in rigoroso ordine alfabetico, sono Armando Bettozzi con la poesia “La mattonella“, Piero Colonna Romano con “L’ultima nota” e  Sandra Greggio con “Era de Maggio. Inutile dire che siamo felici di vedere che la passione e il talento dei nostri amici ottengono il giusto riconoscimento anche in ambiti più vasti e qualificati. Rivolgiamo un plauso quindi anche ad Armando, Piero e Sandra per il loro successo, ringraziandoli per tenere alti la qualità ed il nome del nostro Cantiere.

Il Cantiere

Published in: on marzo 30, 2014 at 19:30  Comments (8)  

Io non ho detto loro di te

Io non ho detto loro di te
ma essi videro che ti lavavi nelle mie pupille
io non ho parlato loro di te
ma essi ti hanno letto nel mio inchiostro e nei miei fogli
L’amore ha un profumo
non possono non profumare i campi di pesco.

NIZĀR TAWFĪQ QABBĀNĪ

Published in: on marzo 30, 2014 at 07:39  Comments (6)  

Vorrei

Vorrei2

Vorrei che mi regalassi
un paio di scarpe nuove
tessute di luna quando
è quasi piena e filo
di grano ben maturo
con lacci di segale scura.

Così potrei salire in cima
a quella scala alta là
vicino al leccio
non so dove mi porta
ma sento dal profumo
e dalla sua leggiadra
forma che arriverò
a toccare Sirio
la stella che da bimba
immaginavo fosse
luogo d’incontro
dell’amore.

Aiutami a salire
dolcemente
conducimi nei primi
spessi gradini
e poi lascia la mano
ché da sola debbo
spingermi a forza
spazzando via
dagli occhi nubi
e uccelli neri
e sentirmi libera
in pensiero.

Quando sarò arrivata
ti farò un fischio
e se vuoi puoi
salire anche tu ma
attento che sull’ultimo
gradino solo due scarpe
possono volare.

Tinti Baldini

Published in: on marzo 30, 2014 at 07:33  Comments (13)  

L’amico porcospino

.
Da mesi sai che t’aspettavo o corazzato amico,
or che chiuso l’inverno il tepor de la prima
primavera nuovo risveglio a te ha poi portato
 
sì or del piatto il tintinnio ancor risuona lì
quando la sera tarda alla notte il passo cede
che da quello di dolce pomo sottil fette sottili

lì da man le mie amiche poste traendo coi tuoi
dentini aguzzi rumor crei spegnendo la rinnovata
fame, poi furbescamente aspetti il mio venire

gli occhietti vispi e quel tipico tuo musino son lì
pare mi par per ringraziare che di me non hai
paura che alla maniera non ti rinchiudi a riccio

riccio, un attimo un istante sol poi mi guardi che
poi ratto ratto velocemente sparisci nel giardino

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 30, 2014 at 07:29  Comments (7)  

Visita

Son tornato al mio paese
a far visita ai miei genitori,
in cimitero.
Pace e silenzio.
Mio padre e mia madre
sono ancora vicini
come allora in vita.
Sorridono sereni
sotto i cipressi profumati
tra due mazzi di fiori.
Ho parlato con loro,
essi tra di loro e con me.
Alla fine mia madre
mi ha come al solito
premurosa raccomandato:
-Fa il bravo ragazzo!-
-Sì, mamma.-
E mio padre ironico:
-Che bugiardo!-
Abbiamo riso insieme
al ricordo delle battute
eterne.
Poi li ho salutati
con un bacio e un arrivederci,
e me ne sono andato;
arrivava gente.

Nino Silenzi

Published in: on marzo 30, 2014 at 07:09  Comments (7)