Diana

I’m so young and you’re so old
This, my darling, I’ve been told
I don’t care just what they say
‘Cause forever I will pray
You and I will be as free
As the birds up in the trees
Oh, please stay by me, Diana

Thrills I get when you hold me close
Oh, my darling, you’re the most
I love you but do you love me
Oh, Diana, can’t you see
I love you with all my heart
And I hope we will never part
Oh, please stay with me, Diana

Oh, my darlin’, oh, my lover
Tell me that there is no other
I love you with my heart
Oh-oh, oh-oh, oh-oh
Only you can take my heart
Only you can tear it apart
When you hold me in your loving arms
I can feel you giving all your charms
Hold me, darling, ho-ho hold me tight
Squeeze me baby with-a all your might
Oh, please stay with me, Diana
Oh, please, Diana
Oh, please, Diana
Oh, please, Diana

§

Io sono così giovane e tu così vecchia

Questo, mia cara, mi hanno detto

A me non importa quello che dicono

Perché io per sempre pregherò

Affinché tu ed io siamo liberi

Come gli uccelli sugli alberi

Oh, ti prego stai con me, Diana

Brividi che mi salgono quando mi tieni vicino

Oh, mia amata, tu sei il massimo

Io ti amo ma tu mi ami?

Oh, Diana, non riesci a vedere

Io ti amo con tutto il mio cuore

E spero che noi non ci divideremo mai

Oh, ti prego stai con me, Diana

Oh, mia adorata, oh, mia amante

Dimmi che non c’è nessun altro

Io ti amo con il cuore

Solo tu puoi prendere il mio cuore

Solo tu puoi lacerarlo

Quando mi tieni tra le tue amorevoli braccia

Io riesco a sentire  tutto il tuo fascino

Abbracciami, tesoro, oh tienimi stretto

Stringimi piccola più forte che puoi

Oh, ti prego stai con me, Diana

JOSEPH DANIEL SHERMAN

Published in: on marzo 6, 2014 at 07:47  Comments (4)  

Sijo XII

Sijo XII
 
Tante volte atteso ho nell’ombra il tuo sorriso.
D’amore, di speranza e d’amaro ho pianto sul tuo viso  
ed or per te, donna di strada, mi consumo nel fango.

Alberto Baroni

Published in: on marzo 6, 2014 at 07:41  Comments (7)  

Soffia-mi le note…

Soffiami

Soffia-mi ancora
vento leggero
tocco impalpabile
tocco sincero,
volo planare
non ti fermare,
fammi sentire
fammi sognare.
Suona-mi ancora
la melodia,
su quelle note
è già poesia.
Re-stami accanto,
sol-tanto adesso,
odo il mio canto
e
la-scio il mio pianto.
E se do-mani
si-lente il cuore,
tra le tue mani
fammi l’amore,
suona-mi ancora,
soffia più forte,
sveglia-mi i sensi
trasforma il dolore.
Blocca il respiro
sulle mie labbra,
lento sentire
e
piano lenire,
le mie ferite
lava-mi ancora,
e
la nota giusta
solleva-mi ora.

Beatrice Zanini

Published in: on marzo 6, 2014 at 07:10  Comments (6)  

L’eco e la luce

 
Nel ventre generato dai silenzi
esiste, se si vuole, un buon anfratto
dov’eco persistente rompe il passo
e il suono s’impossessa del teatro;
 .
dov’eco gioca all’asso piglia tutto
e ogni mano vince contro il tempo
cristallizzando il meglio rendiconto
e rimandando al dopo ogni sospetto.
 .
Io v’entro perché amo veramente
anche la vita che mi rende muto
al primo osare d’una traversia
intanto che riscatto atteso indugia.
 .
È solo un sistema che ho adottato
per vincere di netto lo sconforto
e quando della sala m’impossesso
quel suono, allora, serenità m’arreca.
 .
Poi, lungo il solco mi ritrovo nuovo
ancor con l’eco a tutta pelle addosso
e non mi meraviglio se ad un tratto
vedo una luce che ad uscir m’invita…
.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 6, 2014 at 07:07  Comments (7)  

Rifugi

Saranno giorni di storte e d’ampolle,
giorni sfiniti ed inconcludenti;
vivremo fuggendo da gocce di fiele,
sputando sul mondo il suo traccheggiare.
Suggeremo al celeste le nostre chimere,
strappando ad un’iride i fasulli fondali.
Saranno i giorni di formule errate,
intrugli di voci, di bocche invadenti,
che svelano il nulla ch’è fonte del verbo,
vuotando gli otri che sanno di muffa.

Saranno i tuoi giorni, sfinito poeta,
d’arti pennuti che non san più planare,
di massi ammassati su inutili resti
di legni incrociati su marmi ormai morti.

Giorni di sfera, ormai senza atmosfera.

Allora scavare, narrare, gridare,
saranno soltanto ciò che son stati:
solo parole, pure magie,
meri miraggi su spiagge del tempo,
bruciate dai giorni, inghiottite dall’acqua,
a fare da cibo agli abissi dei cuori,
dove rari guerrieri riescono osare,
dove astronomi ciechi non sanno cercare.
Cuori troppo vicini, per sguardi lontani,
troppo sfumati per mani rapaci.
Ed ultimo anelito, in quelle mitiche fosse,
assetato poeta, ti lasci affondare.

Flavio Zago

Published in: on marzo 6, 2014 at 07:00  Comments (2)