Ti incontrerò

.
Ti incontrerò
in un viale ornato
da desideri
una bianca colomba
mi dirà di te
 
Ti troverò
assopita nel mio pensiero
in quell’ansa d’amore
e come esile piuma
mi sarai leggera
 
Respirerò
il tuo volto adorato
e le tue mani
saranno sul mio viso
corolla d’eternità
.
Gavino Puggioni
Published in: on marzo 9, 2014 at 07:49  Comments (4)  

Il nuovo amare

Invano oggi ti cerco
nello specchio stagnante
del mondo
ho perso parole
tra coscienze abbagliate
da luci colorate

la malinconia mi abbraccia
fino a salire su alte vette
per poi ricadere nel vuoto
del mio tormento

come è difficile
riconoscere lo sbaglio
abbandonando l’orgoglio

ora mi trovo
accucciato a capo chino
fra le tue ginocchia

sollevo gli occhi
e il tuo cuore
dispone la strada
del mio cammino
verso ciò che sto attendendo

Marcello Plavier

Published in: on marzo 9, 2014 at 07:38  Comments (2)  

Da qualche parte

SOMEWHERE

Somewhere i have never travelled, gladly beyond
any experience, your eyes have their silence:
in your most frail gesture are things which enclose me,
or which i cannot touch because they are too near

your slightest look will easily unclose me
though i have closed myself as fingers,
you open always petal by petal myself as Spring opens
(touching skilfully, mysteriously) her first rose

or if your wish be to close me, i and
my life will shut very beautifully, suddenly,
as when the heart of this flower imagines
the snow carefully everywhere descending;
nothing which we are to perceive in this world equals
the power of your intense fragility: whose texture
compels me with the color of its countries,
rendering death and forever with each breathing

(i do not know what it is about you that closes
and opens; only something in me understands
the voice of your eyes is deeper than all roses)
nobody, not even the rain, has such small hands

§

Da qualche parte ove non ho mai viaggiato,  gioiosamente aldilà

 D’ogni esperienza, gli occhi tuoi hanno il loro silenzio.

Nel tuo gesto più lieve è un qualcosa che mi cattura

O che non posso toccare, perché mi è troppo vicino.

Uno sguardo tuo, il più rapido dei tuoi sguardi mi dischiuderà

Sebbene mi sia chiuso in me come si chiudono le dita nella mano

Tu poi sempre mi schiudi, petalo dopo petalo, come la Primavera

Apre (con tocco esperto, nel mistero) la sua prima rosa.

O se vuoi essere vicina a me, la mia vita e me stesso

Ci chiuderemo a riccio, all’improvviso, splendidamente

Come quando il cuore di questo fiore si raffigura

La neve che scende piena di cura, in ogni dove.

Non sentiremo nulla, nulla in questo mondo

Che il potere eguagli della tua fragilità intensa

Le cui forme mi stringono nei colori delle sue terre

Donando morte ed eternità ad ogni suo respiro.

(Non so cosa in te abbia il potere di chiudere e aprire

Soltanto, in me qualcosa mi dice

Che la voce dei tuoi occhi è più profonda di ogni rosa)

Nessuno, neanche la pioggia, ha mani più minute.

EDWARD ESTLIN CUMMINGS

Published in: on marzo 9, 2014 at 07:19  Comments (2)  

Piccolo tema dell’immensità

 
Forse non ascolto nulla
e di quest’immensità
io non sono
che i miei pensieri
Forse
io come tutte le cose
che s’accompagnano alla sera
e di questo blu
di cui sono sperduto
io e nient’altro
che un attimo di stelle
io non sono che i miei pensieri
sono tutta questa immensità
io non sono altro
che la mia pallottola

Antonio Blunda

Published in: on marzo 9, 2014 at 06:55  Comments (2)  

Siamo…

 
Siamo quello che pensiamo
quando il pensiero
diventa vita
e la vita
insegna la strada
di notte senza luci
ammalianti.
 .
Siamo talloni d’Achille
quando ci perdiamo nei fossi
inseguendo farfalle alla moda
o in punta di piedi
aspettiamo che passi
il treno per Yuma.
 
Siamo rocce smerigliate
con l’anima a nudo
e sassi levigati
da echi laceranti
di morti ammazzati.
 .
Siamo alla finestra di casa
per guardar fuori
se ancora compare
il ragazzino dai pantaloni corti
che corre inseguendo
i mulini a vento.

Lorenzo Poggi

Published in: on marzo 9, 2014 at 06:54  Comments (6)