Compagni del mio tempo

Pensieri di una vita
si accendono come lumini
lungo l’autostrada;
il mio cuore scrive nuove storie:
chissà dove andrà il nostro viaggio…

Simone Magli

Published in: on marzo 10, 2014 at 07:13  Comments (4)  

Umanamente povero

Umanamente povero
ignori tuo fratello,
lo calpesti ogni giorno
nella mortale indifferenza
e continui ad andare fazioso
nel tuo vano, meschino cammino,
vincente agli occhi del perdente
ingiusto agli occhi del giusto.
Resta il sole all’orizzonte
come raggio morente,
splendido e impotente,
tu sai ma non vuoi sapere
che domani tornerà
a risorgere anche per te.

Roberta Bagnoli

Published in: on marzo 10, 2014 at 07:08  Comments (5)  

Il fuoco

Incanto dal quale non mi distolgo
quello del fuoco che dinanzi a me
danza mentre i pensieri raccolgo
cercando come uomo antico risposte
ai miei perché nei giochi di fiamma
e negli improvvisi bagliori il futuro
che illuminato sia da questo prodigio...
In lui getto quel che l’anima danna
rendendo le mie lunghe notti insonni.
Tra tanta gente ed amici la mia solitudine
spicca e solo lui il mio silenzio capisce.
Spezzate dal freddo cadono le foglie
di una vita che si conclude e bruciano.
Bruciano ricordi che appassiti nella mente
per un istante vivi appaiono, piegati
dalla fiamma fino a sparire in triste sorriso
mentre gli occhi fissi su loro brillano
aspettando che si cancellino.
Mi guardo intorno per un istante di luce
che breve illumina i miei domani.
La risposta cercata l’ho avuta.
Sarò solo nel nuovo ed ultimo cammino
lasciando gli altri a rider da me distanti
anche vicini sarebbero muti compagni.
Torno all’atavico destino dell’uomo
che come animale dal branco si stacca
per andare a morire lontano.

Claudio Pompi

Published in: on marzo 10, 2014 at 07:05  Comments (3)  

Lo specchio di noi

In queste mani
che ho tra le mie
si dileguano le ombre
e gli occhi leggono
sorrisi di luce
nell’alba
appena sussurrata.
Nello specchio di noi
riflettono i sogni
di tocchi lievi
e baci di luna.
Accanto
sfioràti dal mondo
musica è soltanto
l’eco dei tuoi sguardi
nel silenzio che avvolge
l’abbraccio del nostro respiro.

astrofelia franca donà

Published in: on marzo 10, 2014 at 07:03  Comments (5)  

Mio stupendo, mio povero secolo

Mia età, mia belva, chi potrà
guardarti dentro agli occhi
e saldare col suo sangue
le vertebre di due secoli?
Dalla gola delle cose terrestri
fiotta sangue fabbriciere.
Sulla soglia dei nuovi giorni
a tremare è soltanto il parassita.

Finché c’è vita deve la creatura
portare la propria schiena,
vanno, scherzano i flutti
con l’invisibile spina dorsale.
Tenera, infantile cartilagine
è l’era neonata della terra.
Di nuovo, agnello, hanno immolato
l’osso frontale della vita.

Per liberare il secolo in catene,
per dare inizio al mondo nuovo,
bisogna a flauto saldare
i segmenti nodosi dei giorni.
È il secolo che l’onda
di umana angoscia sommuove,
all’aureo ritmo del secolo
nell’erba la vipera respira.

E si gonfieranno ancora le gemme
e zampillerà il verde dei germogli.
Ma è spezzata la tua spina dorsale
mio stupendo, mio povero secolo.

E con un sorriso demente,
come una belva un tempo flessuosa
ti volti indietro, debole e crudele,
a contemplare le tue orme.

OSIP ĖMIL’EVIČ MANDEL’ŠTAM

Published in: on marzo 10, 2014 at 06:54  Comments (2)