Rifugio è il verso

 
 
Di poesia l’animo coloro
quando la tela tende a sbiadire
come il sentiero lungo l’arenile
e con il sole a lavarsene le mani.
 .
Si danno il turno, vento nebbia e pioggia
mentre è il mare il solo baluardo
a sostegno di un battito vitale,
avanzo azzurro che l’attesa placa.
 .
Rifugio è il verso anche se muore
al mio primo cambio di tendenza,
quel ridere sulla fragilità
che io combatto ma non sconfiggo.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 15, 2014 at 07:33  Comments (7)  

Non è misericordia

Misericordia
 
Viso smagrito e incorniciato in una chioma incolta,
lui è la – fuori dal tempio,
inginocchiato sull’asfalto bagnato da un cielo pietoso.
Labbra mute che gridano disperate,
mani come artigli nel vuoto dell’indifferenza
chiedono carità o forse pietà.
Quasi con vergogna mi avvicino,
avvolto dall’odore della sua misera esistenza
lascio cader nelle sue mani spiccioli
che non acquietano la mia coscienza.
Ma poi senza voltarmi m’ immergo
nell’abbaglianti luci del supermercato
e dimentico lo lascio crocifiggere.

Alberto Baroni

Published in: on marzo 15, 2014 at 07:25  Comments (11)  

PRIMAMORE

 
N’avevamo quindici e sulla via
che della seta ha il nome
io t’ho incontrato…
Il profumo di fragrante pane
ci veniva incontro
Di seta era il passo tuo breve
e veloce uno stropiccìo d’aria
muovevi intorno e ne coglievo
attento le vibrazioni
Di seta era lo sguardo tuo dritto
alla meta ma l’intorno non
perdevi attenta a quegli umori
che la gioventù dispensa
Di seta i biondi capelli trasparenti
al sole bianco del mattino
Di seta il vestitino a campana
di morbide pieghe arricchito e poi
le ballerine ai piedi che alla meta
dal destino segnata ti conducevano
Tutto era seta al mio ricordo che
ricordo forse non è
ma ne vale eccome il sapore dolce
l’odore l’immagine pregnante
e intensa
… ed io sognatore sognante t’ho
consegnato un sogno in uno sguardo
dritto al cuore ch’era pronto
a riceverlo
di gesti scandito questo sogno e d’atti
sosteniamo e curiamo da lunghe
primavere insieme

Carlo Baldi

Published in: on marzo 15, 2014 at 07:19  Comments (14)  

Amore che odori di stazione

col passo svelto di chi ha una destinazione
amore di sabbia e di vento
e
tutto quel sale addosso da ripulirsi ma non c’è tempo
amore di pane e
sale
di pagine stampate solo per dolore
che a volte si confonde in questo
cuore
già bruciato che cerca spazio per nuovi vizi ancora.
Amore che non
sai niente di me
ma nemmeno conosci il nome di tutte le stelle
lasciati
andare come un gabbiano ama il vento
e sfiora per fame la città ed il suo
cemento.
Amore di spiccioli che risuonano nelle tasche
amore che compri
mille cose e non ti serve niente
amore che porti fiori finti al mio
funerale
amore che ti rallegri perché hai sbagliato ora e giorno
amore che
sei uno scherzo che per distrazione
puoi farti feto e poi uomo
amore che
sei morte e sorriso
passione e rose selvatiche
e fiumi immaginati sulle
tue mani a conca
per arrestare la mia sete
amore scherzo del
destino
così lontano in un pallido mattino.
Amore caldo in una notte
d’inverno
che l’alba sembra non arrivare mai
e poi c’è il giorno che ti
accoglie e ti sente
e in te spera senza sangue senza bombe
senza mani
alzate alla fame
amore che fai girare il mondo
e puoi distruggerlo in un
secondo.

Maria Attanasio

Published in: on marzo 15, 2014 at 07:11  Comments (10)  

Dire, fare

DECIR, HACER

Entre lo que veo y digo,
Entre lo que digo y callo,
Entre lo que callo y sueño,
Entre lo que sueño y olvido
La poesía.
Se desliza entre el sí y el no:
dice
lo que callo,
calla
lo que digo,
sueña
lo que olvido.
No es un decir:
es un hacer.
Es un hacer
que es un decir.
La poesía
se dice y se oye:
es real.
Y apenas digo
es real,
se disipa.
¿Así es más real?
Idea palpable,
palabra
impalpable:
la poesía
va y viene
entre lo que es
y lo que no es.
Teje reflejos
y los desteje.
La poesía
siembra ojos en las páginas
siembra palabras en los ojos.
Los ojos hablan
las palabras miran,
las miradas piensan.
Oír
los pensamientos,
ver
lo que decimos
tocar
el cuerpo
de la idea.
Los ojos
se cierran
Las palabras se abren.

§

Tra ciò che vedo e dico,
tra ciò che dico e taccio,
tra ciò che taccio e sogno,
tra ciò che sogno e scordo,
la poesia.
Scivola
tra il sì e il no:
dice
ciò che taccio,
tace
ciò che dico,
sogna
ciò che scordo.
Non è un dire:
è un fare.
È un fare
che è un dire.
La poesia
si dice e si ode:
è reale.
E appena dico
è reale,
si dissipa.
È più reale, così?
Idea palpabile,
parola
impalpabile:
la poesia
va e viene
tra ciò che è
e ciò che non è.
Tesse riflessi
e li stesse.
La poesia
semina occhi nella pagina,
semina parole negli occhi.
Gli occhi parlano,
le parole guardano,
gli sguardi pensano.
Udire
i pensieri,
vedere
ciò che diciamo,
toccare
il corpo dell’idea.
Gli occhi
si chiudono,
le parole si aprono.

OCTAVIO PAZ

Published in: on marzo 15, 2014 at 07:00  Comments (4)  

Olimpia a Torino

Nell’aquila, che implicita
spaziando vola,
Ti vedo.

Ti creasti da
sola,
in quel che Ti piacea:
ora “il tuo mondo” è certo.

Quella
fanciulla ch’eri,
timida attenta, ma d’acciaio, indisposta
ad essere da
altri superata,

Ora Tu
sola
crisalide in
farfalla,
voli.

Voli e per sempre.

Tu sei una VERA atleta,

puro agonismo puro,
verissimo genuino,
grintoso perfetto più del “meglio”

giocatore di calcio delle squadre – :
discesista perfetta
senza uso di
gambe:
super- campionessa
che batte sempre tutti.

T’ammiro, ché,
di certe voglie
di bene, impermeabile al male,
noti l’assurdo,
del
vissuto vivendo,
sperando nel futuro infinito
in altro dove, in altro
tempo, in altro quando,
finché potranno
forse esistere gli angeli.

Paolo Santangelo

Published in: on marzo 15, 2014 at 06:59  Comments (4)