Ti insegnerò, anima mia

Omaggio a Cristina Campo

 
-Ti insegnerò, mia anima-
come un seme fa sorgere un fiore dalla terra
e non so dirti perché.
 .
Ti insegnerò anima mia
come il sole rinnova i giorni sulla terra
come il buio della notte insegue paure
e non so dirti perché.
 .
Ti insegnerò, anima mia
come l’amore dona sorrisi e pianti
e tu, mia anima, mi insegnerai perché!

Giampietro Calotti C.

Published in: on marzo 22, 2014 at 07:49  Comments (11)  

Piango come se fosse andare

 
Piango come se fosse procedere
Come se una lacrima fosse un passo.
È un fluire
Un inoltrarmi
In un qualche territorio.
 .
Appoggiata ai bastoncini da trekking
Con tutti due i palmi
Mi sostengo mentre
Una pressione alle orecchie
Mi assorda e mi frastorna.
Le gambe inchiodate fisse
Immobili non percepiscono
L’impulso del cervello
Che sta dicendo di andare
Che mi vede risalire il pendio.
Perdio! Se il garbuglio
Di emozioni trattenute ora è
Esploso e mi inchioda qua
Se non voglio camminare
Nei luoghi che ci hanno
Visti assieme
Se il senso di te mi toglie
A me e alla natura
Mi addensa la malinconia
Sulla pelle nelle ossa nei nervi
Se riempie il mondo di un nome
Che è il tuo e tu sei il bosco
Sei la nebbia del pomeriggio
Sei la distanza che non so percorrere
Perché tutto è già nei miei occhi
Tutto ricama la parola fine
La parola assente
La parola distanza.
Se il pensiero di te
Si è fatto Bruma e respiro del tempo
Se si è così sparso dentro e attorno
Se ha preso tutto lo spazio
Fino ad annientarmi e mi getta
Nel baratro degli abbandonati
E resto qua fissa a capo chino
A sentire l’impotenza
Della mia fragile
Volontà davanti
A sua maestà l’innamorata
Se è così che va ogni volta
Che lascio o vengo lasciata
Resto nella mia incapacità
E piango come ultima risorsa
Come unico e solo andare.
 .      
In questo cortile di casa
Vuota e trascurata
Di casa antica abbandonata
Con le pietre piene
Di conchiglie
Così posso pensare al mare
La sabbia da bambina
Calda in estate
E posso
Fra l’erba ancor verde
In inverno e scossa
Da corolle di margherite
Pensare al prato del cortile
Da bambina le rose
Che sono state tagliate

azzurrabianca

Published in: on marzo 22, 2014 at 07:10  Comments (12)  

Ogni mattina

La stessa strada, ogni mattina,
percorsa con occhi ancora assonnati,
in mitici jeans e scarpe da ginnastica.
Che importa se piove?
Che importa se c’è il gelo?

Si abbracciano i due,
lui con pearcing, lei con capelli rosati.
Son belli, son giovani, sono.
Ma, che peso quello zaino!
Troppi libri? pesa la cultura…
e quei pupazzetti appesi,
quasi a rallegrare
giornate sempre uguali.

Scandisce la campanella le ore,
anch’esse sempre uguali,
tentativi vari di evasione,
un ciuffo di capelli alla moda,
una chiacchiera col compagno,
uno sguardo oltre la finestra,
gli auricolari, sì, di nascosto,
trasgressione poi punita.

Ma sono pesanti, gli zaini
zeppi di domande
come quegli occhi assonnati
in attesa, speranzosi
non deludiamoli!

Noi, adulti dalle risposte
facili, troppo facili,
noi, adulti sicuri
noi, adulti…
più insicuri di loro
a te chiediamo perdono.

Sandra Greggio

Dedicata al mio alunno Mattia

Published in: on marzo 22, 2014 at 07:02  Comments (13)  

Ai demoni bianchi

TO THE WHITE FIENDS

Think you I am not fiend and savage too?
Think you I could not arm me with a gun
And shoot down ten of you for every one
Of my black brothers murdered, burnt by you?
Be not deceived, for every deed you do
I could match — out-match: am I not Africa’s son,
Black of that black land where black deeds are done?

But the Almighty from the darkness drew
My soul and said: Even thou shaft be a light
Awhile to burn on the benighted earth,
Thy dusky face I set among the white
For thee to prove thyself of highest worth;
Before the world is swallowed up in night,
To show thy little lamp: go forth, go forth!

§

Pensi che non sappia essere anche feroce e violento?
Pensi che non saprei impugnare una pistola?
E stendere dieci come te per ognuno
dei miei fratelli neri uccisi, bruciati da te?
Non illudererti, per ogni tua azione
io potrei uguagliarti – superarti: non sono un figlio d’Africa,
nero di quella terra nera dove neri fatti sono accaduti?
Ma l’Onnnipotente tirò la mia anima
nell’oscurità e disse: Anche tu sarai un raggio di luce
per un pò brucerai sulla terra oscurata.
Metto la tua faccia scura tra le bianche
perchè tu dimostri quanto vali;
prima che il mondo sia inghiottito dalla notte,
per mostrare la tua piccola luce: vai avanti, vai avanti!
.
CLAUDE McKAY
Published in: on marzo 22, 2014 at 07:02  Comments (2)  

Il conDono divino

a tutte le madri coraggio

Le madri dei bimbi scomparsi
vestono i giorni a lutto
e le notti s’accoppiano con gli incubi
che dilaniano risposte mai giunte.
Hanno pupille dilatate
quando scrutano i silenzi
e analizzano le ombre,
portano in grembo il coraggio
e la disperazione
di chi non vuole arrendersi.
Sfidano il tempo
con le mani in avanti
guantate da un unico Credo,
bevono sangue e preghiere,
s’ incatenano insieme alle speranze.
E poi vanno in appello
dal più nobile dei magistrati,
gli occhi rivolti al Cielo:

-condonaci il sapere della loro voce-
un istante prima di partire.

Beatrice Zanini

Published in: on marzo 22, 2014 at 06:59  Comments (4)