Via delle Monache

(Gorizia 1952)

Fatto di grezzo legno il pavimento,
pien di scaffali un piccolo negozio,
dietro un bancone riposava in ozio
una vegliarda, mano sotto il mento.

Nell’aria odor di libri si spandeva,
da fruste copertine ricoperti,
mi conquistavan quando, appena aperti,
scoprir d’autori ignoti m’accadeva.

S’alzava dalla panca quella vecchia
dalla figura segaligna ed alta
che nera veste il portamento esalta,
mentre veletta le copria l’orecchia.

Dell’Austria imperiale avea ricordo,
Franz Joseph permaneva nel suo cuore,
ma ai libri usati dava tanto amore
e personaggio fu ch’io ancor non scordo.

Da quella botteguccia mi partivo
con Dostoevskij amato sotto braccio,
di Pirandello, ahimè, ridotto a straccio,
con Ibsen, Poe e d’altri mi nutrivo.

Fu proprio quella donna affascinante
che in me trasmise tutta la passione
per la letteratura e l’emozione
oggi perdura ancora ed è appagante.

Son ritornato un giorno in quel pertugio,
plastica e vetri, è sorta una vetrina,
in bella mostra c’è una mutandina,
e reggiseni e calze fan gran sfoggio.

Ma quell’odor di carta e di cultura
mi resta dentro e grande nostalgia
m’assale quando penso a quella via
ch’era in mia prima età e che ancor dura.

Piero Colonna Romano

Published in: on marzo 27, 2014 at 07:20  Comments (16)  

C’è sempre tempo

Tutto il mondo ha imparato ad aspettare
e conviene rimanere lenti
facendosi aspettare
in questa vita accelerata
almeno godersi un po’ di pace.

Michela Turchi

Published in: on marzo 27, 2014 at 06:55  Comments (10)  

Revolution

You say you want a revolution
Well, you know
We all want to change the world
You tell me that it’s evolution
Well, you know
We all want to change the world
But when you talk about destruction
Don’t you know that you can count me out
Don’t you know it’s gonna be all right
All right, all right

You say you got a real solution
Well, you know
We’d all love to see the plan
You ask me for a contribution
Well, you know
We’re doing what we can
But when you want money
For people with minds that hate
All I can tell is brother you have to wait
Don’t you know it’s gonna be all right
All right, all right
Ah

Ah, ah, ah, ah, ah…

You say you’ll change the constitution
Well, you know
We all want to change your head
You tell me it’s the institution
Well, you know
You better free you mind instead
But if you go carrying pictures of chairman Mao
You ain’t going to make it with anyone anyhow
Don’t you know it’s gonna be all right
All right, all right
All right, all right, all right
All right, all right, all right

§

Dici che vuoi fare la rivoluzione
Bè, sai
Tutti noi vogliamo cambiare il mondo
Mi dici che è evoluzione
Bè, sai
Tutti noi vogliamo cambiare il mondo
Ma quando parli di distruzione
Non sai che non devi contare su di me
Non sai che andrà tutto bene [quindi non c’è bisogno della rivoluzione]
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene

Dici che hai trovato una diversa soluzione
Bè, sai
Non ci va di sapere il piano
Mi chiedi di contribuire [con soldi]
Bè, sai
Facciamo quel che possiamo
Ma se vuoi finanziare persone che nutrono odio
Fratello, tutto ciò che posso dirti è di aspettare
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene

Dici che cambierai la costituzione
Bè, sai
Vorremo tanto farti cambiare idea
Mi dici che è l’istituzione
Bè, sai
Faresti meglio a mettere la testa a posto
Ma continui a portare foto del Presidente Mao
Non la farai [la rivoluzione] con nessuno, in nessun modo
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene
Non sai che andrà tutto bene

O, o, o, o, o, o, o, o, o, o
Tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene
Tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene, tutto bene
O, o, o, o, o, o,
Tutto bene, tutto bene, tutto bene
Tutto bene
Tutto bene

JOHN LENNON

Published in: on marzo 27, 2014 at 06:54  Comments (3)  

Monologo

Sasso
.
Sono qui…
e non ho rime
da mostrare
non porto un metro
né una chitarra
a tracolla.
 
Già
la mia nascita
fu un errore
ma nacqui
anche se
non avrei dovuto
con il marchio
del “diverso”
sulla fronte.
 
Sono qui…
sasso
imperfetto
sul tappeto
d’erba pettinata
della Poesia.
.
Graziella Cappelli
Published in: on marzo 27, 2014 at 06:54  Comments (15)  

Quella cartolina

Cartolina

In un vecchio libro di stechiometria
alla pagina “Soluzioni tampone
-calcolo del pH-esercitazioni”
ho ritrovato una vecchia cartolina
quelle di un tempo, lucida con rose rosse
e viole, che allora si mandavano
non in busta chiusa. Che ci importava
del postino o d’altri! Sul retro già
affrancato-Gentile Signorina, il suo
nome il cognome, la via, il numero,
il paese. Nello spazio riservato-
Milano19marzomillenovecentosessantatré-
Sotto, scritto in grande e in modo
trasversale, racchiuso tra due righe
parallele un “Perchè mi odii tanto” ?
ed in piccolo, piccolo, quasi non si legge
firmavo-giuseppe- il nome mio.Oggi a
distanza di tempo non so perché
quel “Perché” non ho mai spedito!

Giuseppe Gianpaolo Casarini

Published in: on marzo 27, 2014 at 06:50  Comments (11)