Un lacero barcone

Folate di vento, mare in subbuglio,
sulla battigia sentore di sciagura,
lacero il barcone pronto alla traversata.
Nessun dubbio,
impossibile rinviare la partenza,
troppo marasma nelle vicende
e nessun segnale per un briciolo di pace.
Pesante il carico:
troppi sogni avuti in retaggio,
immensa la speranza della libertà
e… ci sei tu
spogliato dell’età,
privo di gioie infantili.
Sogni una corsa tra un prato in fiore,
inventi l’ odore del pane
in un mondo in cui la miseria non ha forma.
Hai imparato a giocare col fucile
tra indifferenza e dolore
e conosciuto il baratro della guerra
nello squarcio della notte con lampi artificiali.
Poi la violenza della burrasca
si abbatte su di te, vittima inerme.
S’incrina il corpo, si perde il respiro
dentro abissi di acque e di silenzi,
dentro tante parole di pace,
nel seno delle nostre colpe.
Il mare ti spinge verso la sua lastra di sepoltura,
il cielo ti accoglie nella sua promessa di luce
e riappare la tua immagine,
pargolo fluente di grazia e leggiadria,
alle radici dei germogli della nuova aurora.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on marzo 29, 2014 at 07:48  Comments (8)  

Incidente stradale

 
all’improvviso:
un lampo di luce rossa
un’esplosione di vetri
un groviglio d’acciaio.
 .
silenzio.
 .
grida e clacson
il lamento di una sirena
-sempre più vicino-
sangue e schegge sulla strada
polizia  carro attrezzi
ambulanza
lacrime  urla
lacrime
 .
grida e
(come sopra )
uno è andato!
tre sono gravi!
 .
un attimo
un attimo solo:
18 anni
addio.
e
speriamo bene.
.

Giovanni De Simone

Published in: on marzo 29, 2014 at 07:42  Comments (13)  

I platani non se ne accorsero

 
Mano d’alba talentuosa
dipinse nuovissime luci
su larghe chiome assonnate
di platani assai infreddoliti.
 .
Avevano il respiro quieto
di chi si aspetta l’abbraccio del sole.
 .
Ed era già mattino quando
silenzio e fruscio di brezza
colmarono da subito i vuoti
tra un tronco e l’altro ancora brinosi.
 .
Fu, quella, tenera solitudine
fino al primo grido d’arrotino.
 .
Poi si sentì un gran vocìo
di bimbi o forse loro madri,
il netto profumo di brioche,
il fragore di una saracinesca.
 
I platani non se ne accorsero,
calde ormai erano le foglie.

Aurelio Zucchi

Published in: on marzo 29, 2014 at 07:35  Comments (9)  

Perchè siamo

Perché siamo al di qua delle Alpi
su questa piccola balza
perché siamo cresciuti tra l’erba di novembre
ci scalda il sole sulla porta
mamma e figlio sulla porta
noi con gli occhi che il gelo ha consacrati
a vedere tanta luce ed erba

Nelle mattina, se è vero
Di tre montagne trasparenti
mi risveglia la neve;
nelle mattine c’è l’orto
che sta in una mano
e non produce che conchiglie,
c’è la cantina delle formiche
c’è il radicchio, diletta risorsa
profusa alle mie dita
a un vento che non osa disturbarci

Ha sapore di brina
la mela che mi diverte,
nel granaio s’adagia un raggio amico
ed il vecchio giornale di polvere pura;
e tutto il silenzio di musco
che noi perdiamo nelle valli
rende lento lo stesso cammino
lo stesso attutirsi del sole
che si coglie a guardarci
che ci coglie su tutte le porte

O mamma, piccolo è il tuo tempo,
tu mi vi porti perch’io mi consoli
e là v’è l’erba di novembre,
là v’è la franca salute dell’acqua,
sani come acqua vi siamo noi;
senza azzurra sostanza
vi degradano tutte le sieste
cui mi confondo e che sempre più vanno
comunicando con la notte

Né attingere al pozzo né alle alpi
né ricordare come tu non ricordi:
ma il sol che splende come cosa nostra,
ma sete e fame all’ora giusta
e tu mamma che tutto
sai di me, che tutto hai tra le mani

Con la scorta di te e dell’erba
e di quella lampada precaria
di cui distinguo la fine,
sogno talvolta del mondo e guardo
dall’alto l’inverno del nord.

ANDREA ZANZOTTO

Published in: on marzo 29, 2014 at 07:35  Comments (3)  

Per il mio papà

Per il mio papà
 
Il fuoco …
è  devastante e impietoso,
incenerisce la rigogliosa foresta,
ma…”  riaccende  la vita  “
 .
Imperiose,  le onde fluttuanti
del mare … che infrange la costa
ma… “  ravviva  la linfa sommersa  “
 .
Soffiante e inclemente
è  il vento… divelta i tetti, spezza i rami
ma…”  trasporta le nubi verso l’arida terra “
 .
Dirompente, supera gli argini
Il fiume …inonda i campi, e distrugge il raccolto,
ma…” concima col fertile limo “
 .
Austero ,  è il volto del padre …
censura e limita il portamento  alla prole,
ma…”  induce  al  giusto  e al bene  “

Ciro Germano

Published in: on marzo 29, 2014 at 06:57  Comments (11)