L’ultima foglia in volo

 
Mi chiedono
la radice della mia poesia.
.
Mostro l’albero abbattuto
e l’ultima foglia in volo
stretta nel pugno della mia mano

Lady Rose

Published in: on aprile 3, 2014 at 07:44  Comments (9)  

Fra queste finestre

 
C’è una corrente nel mio cuore
come fra due finestre di fronte
sempre aperte, e non posso sottrarmi.
Spesso s’infiltra nell’anima come nuvole nel cielo
o le stelle, mi trascina fra il suo rastrellare
e preme così tanto che pare mi schiaccia.
 .
Finestre senza telaio, senza vetro
e io ci scorro dentro come un treno
senza tempo, vado, torno
come uccelli migratori.

Rosy Giglio

Published in: on aprile 3, 2014 at 07:36  Comments (13)  

Non tutto è dolore

Notizie terribili di gente
Che pare perbene mentre
All’improvviso il mostro
Dagli acuminati denti
E artigli possenti
Esce dalle viscere
E mostra il suo volto
Di ferocia inaudita
Così avviene
Che una madre illividita
Uccida i suoi figli
E un tranquillo marito
Accoltelli la compagna
Stragi guerre vendette
E’ questo l’essere umano?
Pare che la speranza
Abbia cambiato abitazione
Che si sia diretta verso
Ignota destinazione
Ma quando ci si china
Su un volto bambino
Che sorride alla vita
Appena dischiusa
E si annusa l’effluvio
Di una rosa andalusa
Ci scalda un raggio di sole
Che attraversa
La porta socchiusa
Non tutto è dolore
Non tutto è errore
Non tutto è orrore
La speranza allora
Torna a dischiudersi
Su un mondo d’amore

Danila Oppio

Published in: on aprile 3, 2014 at 07:36  Comments (10)  

Lacrime d’argento

 Lacrime di pioggia
 
Gocce d’argento,
fredde piccole dita,
bussano ritmiche
sul vetro della soffitta
in questa giornata
in cui l’inverno
tiene per mano
una giovane primavera
ed il freddo invita
a guardare il mondo
dalla finestra chiusa.
Lacrime d’argento
ho visto cadere
dai tuoi occhi di bambina
nei giorni della sconfitta
nei giorni in cui
abbiamo perso tutto,
abbiamo perso la gara
contro il vecchio del tempo
che tutto conosce
senza dire mai niente.

Gian Luca Sechi

Published in: on aprile 3, 2014 at 07:06  Comments (7)  

La bohème

Je vous parle d´un temps
Que les moins de vingt ans
Ne peuvent pas connaître
Montmartre en ce temps-là
Accrochait ses lilas
Jusque sous nos fenêtres
Et si l´humble garni
Qui nous servait de nid
Ne payait pas de mine
C´est là qu´on s´est connu
Moi qui criait famine
Et toi qui posais nue

La bohème, la bohème
Ça voulait dire on est heureux
La bohème, la bohème
Nous ne mangions qu´un jour sur deux

Dans les cafés voisins
Nous étions quelques-uns
Qui attendions la gloire
Et bien que miséreux
Avec le ventre creux
Nous ne cessions d´y croire
Et quand quelque bistro
Contre un bon repas chaud
Nous prenait une toile
Nous récitions des vers
Groupés autour du poêle
En oubliant l´hiver

La bohème, la bohème
Ça voulait dire tu es jolie
La bohème, la bohème
Et nous avions tous du génie

Souvent il m´arrivait
Devant mon chevalet
De passer des nuits blanches
Retouchant le dessin
De la ligne d´un sein
Du galbe d´une hanche
Et ce n´est qu´au matin
Qu´on s´asseyait enfin
Devant un café-crème
Epuisés mais ravis
Fallait-il que l´on s´aime
Et qu´on aime la vie

La bohème, la bohème
Ça voulait dire on a vingt ans
La bohème, la bohème
Et nous vivions de l´air du temps

Quand au hasard des jours
Je m´en vais faire un tour
A mon ancienne adresse
Je ne reconnais plus
Ni les murs, ni les rues
Qui ont vu ma jeunesse
En haut d´un escalier
Je cherche l´atelier
Dont plus rien ne subsiste
Dans son nouveau décor
Montmartre semble triste
Et les lilas sont morts

La bohème, la bohème
On était jeunes, on était fous
La bohème, la bohème
Ça ne veut plus rien dire du tout

§

Io vi parlo di un tempo
Che in questo momento
Non ha più valore,
Vi parlo di Montmartre
Dei fiori di lillà
Sbocciati alle finestre
Della nostra stanza
Colma di speranza e
Di un grande amore,
Pittore vuole dire e
Poco da mangiare
Ma lei non pianse mai…
La bohème, la bohème
Era la nostra felicità
La boheme, la boheme
Era la nostra bella età.

E nei caffè vicini
Eravamo qualcuno
Che aspettava la gloria
Dei poveri si sa
Ma a dir la verità
Ci credevamo tanto
Tanto che una tela
Poi si trasformava
In un pasto caldo
E tutto senza un soldo
Intorno ad un camino
L’inverno non c’è più…
La bohème, la bohème
Vuol dire vivere così
La boheme, la boheme
Amare tutti e dire sì.

Molto spesso accadeva
Che al mio cavalletto
Io passavo la notte,
E disegnavo te
Che stavi lì per me
Per ore ed ore intere
E poi alla mattina
Morti di stanchezza
Ci trovava il sole,
E scendevamo insieme
Tutti e due felici
A bere un buon caffè…
La bohème, la bohème
Aver vent’anni insieme a lei,
La bohème, la bohème
Non l’ho rivista proprio mai

Quando un giorno per caso
Mi trovai a passare
Davanti ad una casa,
La casa di Montmartre,
Non vedo più i lillà,
E tutto sembra triste
E sopra quella scala
Non passa più una tela
Ora è tutto nuovo…
Io sono un gran signore
Che muore di dolore
E che non piange mai
La bohème, la boheme
Sento una voce e penso a lei,
La boheme, la bohème
Indietro non si torna mai…

CHARLES AZNAVOUR

Published in: on aprile 3, 2014 at 07:02  Comments (3)