Bronzo solitario

 
Carezze di arie voglio donare
a cuori, ineffabili vibrare.
L’anima di armonie avvolgo,
colmo di speranze, timori sciolgo.
        .                                                                     
Di pace trovo spazi da lenire,
lieti desideri concepire.                                    
Siedi, ferma il tuo sognare                                   
perso, nell’immenso tuo vagare.
 .
Adesso sei centro del Creato.
Fremiti donati al tuo sentire,                  
un cuore disposto ti ho donato.
 .
Risuonar di note solo Cristiane    
sull’eco ripetuto nella valle,         
ascolta: E’ concerto di Campane.

Giampietro Calotti C.

Published in: on aprile 11, 2014 at 07:38  Comments (5)  

Lasciami invecchiare

Lasciami invecchiare
 
Lasciami sostare nel  tempo appassito
perchè è là ch’io spesso vivo,
lasciami novellare storie perdute
per convenir coi vecchi amici ,
lasciami riandare agli smarriti amori
‘si da largirli all’infinito,
lasciami sfiorire fra le tue braccia    
per donarti gli ultimi aromi.

Alberto Baroni

Published in: on aprile 11, 2014 at 07:33  Comments (6)  

Il sole dei vecchi

Il sole dei vecchi è un sole stanco
trema come una stella
e non si fa vedere
ma solca le acque d’argento
dei notturni favori
E tu che hai le mani piene
d’amore per i vecchi
sappi che sono fanciulli
attenti al loro pudore

ALDA MERINI

Published in: on aprile 11, 2014 at 07:07  Comments (4)  

L’adultero

La vedova è nera:
il maschio
l’ ha beffata,
e tradita
con la morte,
che a letto s’è portata.

“Giuda,
è tuo il bacio che ha tradito!”

Tradendo la sua gola,
tradendo il suo appetito.  

Flavio Zago

Published in: on aprile 11, 2014 at 07:04  Comments (4)  

Inconsapevolmente

Complici, le penombre accolgono
parole sussurrate e pensieri distanti
del nostro amore che non s’arrende
chiusi entrambi nel nostro abbraccio

Ridevo al pensare che d’amor si muore
che senza amore non si vive il giorno
e la tristezza a coprire le notti di chi ama
mentre io sotto un cielo di niente cantavo
triste senza avvedermene ero io che morivo
e del mio male non conoscevo il nome

Poi tu, infinitamente tu, alito di vita
luce improvvisa che folgora e fa cadere
chi del suo passo è sicuro e non cede
tu a denudare la mia anima inaccessibile

A te lasciai le mie parole e i pensieri
per farne aforismi dolci e immortali
ed io a leggere ciò che di me non sapevo
-Ecco l’amore da sempre nascosto-
dicesti con le labbra dischiuse dal bacio
che inconsapevolmente su loro posai.

Ora più non cerco orizzonti di illusione
inconsapevolmente spinto da un vento
su di un oceano che porta il tuo nome
affonderò e riemergerò dalle tue tempeste
dormirò sulla tua calma onda che culla

Claudio Pompi

Published in: on aprile 11, 2014 at 07:01  Comments (5)